Dolore , delusione e sofferenza

Dolore , delusione e sofferenza

Dolore, delusione e sofferenza 


Si prova delusione e dolore quando cerchi qualcosa che già sai di non poter avere né cercare né trovare… Dolore  è se la nostalgia ti assale con irruenza e ti arriva come un fulmine a scompigliare l’Anima…
Dolore è continuare a sperare pur sapendo che quella speranza già in partenza è un inutile sperare…
Quando le persone deludono e cerchi anche di trovare una giustificazione che non arriva…
È dolore quando gli altri ti trattano come un opzione e ti fanno credere d’ essere meno degli altri , scalcolato quasi deriso…
Quando quello che hai non ti basta e vorresti trovarti in un’altra pelle, in un’altra vita e sei solo e non sai a chi poter chiedere aiuto… 
È dolore se ti isoli perché senti la superficialità degli altri ,
l’ oppressione e l’avvilimento…
Quando la vita ti appare tanto dura da non  calcolarla più come un dono, ma una costrizione e in quel contesto ci stai male…
Quando il tuo unico pensiero è sparire  e non trovi nessun motivo per andare avanti e ti areni come un relitto spiaggiato e vorresti solo sparire e far perdere le tue tracce come se mai fossi nato…
Quando  entri nel baratro dei tuoi pensieri e non sai come uscirne, non sai come sei arrivato lì…
È sempre un dolore allucinante che la vita che stai vivendo non ti dà più nulla e ogni giorno è un morire dentro… Quando sei in quell’ammasso di pensieri ed è come farla finita , ma è il coraggio che ti manca…
È dolore , solo dolore…
Lancinante e inespressivo dolore.©
Desire’ Kariny

Cuore e Anima

Desirè Karini – Poesie e riflessioni

Ci sei anche tu

Ci sei anche tu

Cuore e Anima

Desirè Karini – Poesie e riflessioni

Ci sei anche tu

Nella vita bisogna avere consapevolezza e andare avanti  anche quando non va tutto bene , anche quando ti sembra che le difficoltà siano insormontabili. Così hai sempre fatto e così hai superato tante vicissitudini, però cominci a riflettere e c’è qualcosa che non va per il verso giusto…A quel punto realizzi che qualcosa dentro te sta cambiando , incominci a vedere la realtà diversamente ; realizzi che la tua vita comincia ad essere vuota che hai vissuto sempre per gli altri e mai secondo le tue regole, le tue voglie , la tua libertà .Quella libertà  inesistente che non hai avuto mai perché c’erano sempre altre priorità, altre esigenze, altre esperienze da mettere avanti e non hai mai deciso tu, ma  altri che decidevano per te e continuavi lo stesso con il cuore gonfio e la voglia di scappare.
Arriva  anche il giorno in cui capisci che ti meriti un po’ di pace, di pace vera. Che dopo tanto lottare,  ingoiare delusioni, cercare spiegazioni inesistenti , sopravvivere ai momenti difficili e cercare di  ricominciare e passarci sopra e  perdonare, hai voglia solo di pace .  La pace interiore è quello che cerchi. Inizi a sentire  una strana consapevolezza che non è un rimpianto, ma una presa di coscienza, il momento in cui, non si sa come smetti di guardare le situazioni e le persone solo con il cuore e finalmente attivi il cervello. E ti rendi conto che hai sopravvalutato, hai dato troppa importanza a cose che non ne avevano, hai sofferto un po’ troppo e non ne valeva la pena. E adesso ti tocca perdonare te stessa, perché inconsapevolmente ti sei fatta del male . Sul momento ti senti disorientata perché non capisci se sei cambiata tu o se sono gli altri che ti hanno cambiata, se è diverso il tuo modo di vedere le cose o se le cose non siano oggettivamente più le stesse, ti fai delle domande e ti sembra di non comprenderti più. Quasi non ti riconosci, non sai più cosa importa davvero. Poi ti rendi conto che a volte è superfluo interrogarsi, bisogna solo accettare che alcune cose non sono andate come avresti voluto e che invece di accettare avresti dovuto prendere le redini in mano e finalmente guidare tu la tua vita ed essere forte solo per te  .Più forte anche se molto più triste, più consapevole , più intransigente, più esigente .Capisci che devi  pensare ad andare avanti senza trascurare  la tua essenza che adesso più che mai ha bisogno che tu ti voglia più bene, esisti anche tu e gli altri non devono essere la tua priorità, ci sei anche tu…
La libertà ha un costo e finalmente capisci che non puoi stare dietro a chi non capisce che devi essere tu a decidere per te stessa…Tu, tu e poi ancora tu…Se ci riesci puoi finalmente essere libera.©


Desire’ Kariny

Tu, Laura Neri

Tu

‘Stu tiempo malandrino

m ‘arricorda …

È tarde s’è fatte notte

e tu si chille ca arrivave e io te vasavo

Ah si te putesse parla’

Pure stanotte te dicesse

‘o vire ca ‘stu core nun se ferma?

Chiagne

Ie me sento ‘mbriaca

Ie nun capisco niente.

Vulesse turna a nascere …

Ma comme è doce ‘ o silenzio

E tu damme ‘na voce

chiammame

io sento …

# Laura

“Assenza” di Gabriella Petrelli

Il vuoto che lascia la perdita di una persona cara è incolmabile e la morte della madre, nella lirica di Gabriella Petrelli, è resa così tangibile e palpitante tanto da sentirsi presi dall’emozione pura e sofferta di ultimi e preziosi istanti. Versi che accarezzano un dolore e assecondano la disperazione quasi a voler lenire la lacerazione del distacco. Mi viene da pensare che sia un’elegia consolatoria che si sostanzierà nella nascita di un fiore, nella vita che si rigenera e ridona amore. Una lirica di una bellezza pura e accorata, dimostrazione di un Amore infinito che neanche la morte potrà mai annientare. [Maria Rosaria Teni]

Ti ho amata
Tanto
L’ anima lacerata
Si curva docile
Sull’assenza.
È stato difficile
Raggiungerti
Nel buio del tuo dolore
Dove ogni riverbero
Della vita
Si spegneva
In un flebile pianto.
Volevo recarti
Il fuoco sacro
Ma respingevi ogni scintilla.
Lo accendero, madre, per me
Così il tuo amore
Sara in ogni gesto,
Come un fiore
Che mi sorprende
Nella luce fioca dell’alba.
Gabriella Petrelli

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ph Eleonora Mello

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PENSAVO FOSSI UN GIRASOLE, di Daniela Patrian

PENSAVO FOSSI UN GIRASOLE

Pensavo fossi un girasole

e ti ho portato nel mio sogno;

perchè,

in una folla di rose

scelgo il girasole,

semplice onesto e retto .

Pensavo: lui è un girasole

porta speranza alle persone..

Ti portai nel mio campo di girasole

alzammo il volto verso il cielo,

apparve una meravigliosa fiducia,

insieme le nostre anime volarono via.

Daniela Patrian

dipinto colori acrilici ,acquarelli

NELLO SGUARDO DENUDATO, Silvia De Angelis

NELLO SGUARDO DENUDATO

Incursione collettiva di gente

sulla parodia d’un mare

privo del sogno levigato d’un caleidoscopio.

Ambigua la moria di predilette telline

scippate sul nascere d’un rantolo d’onda.

Si fa timida la replica d’un volo asimmetrico

recitato da un gabbiano solitario

alla ricerca d’un indennizzo

per mete dissestate dal suo habitat.

Nella tempra di messaggi inclementi

nel coro della quotidianità

si rincorre un apice scorretto

abboccato a chiaroscuri incerti

che s’approprino di luce

nello sguardo denudato….

@Silvia De Angelis

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

PATRIA, Giovanni Pascoli, recensione di Elvio Bombonato

PATRIA

Giovanni Pascoli

Sogno d’un dì d’estate.

Quanto scampanellare

tremulo di cicale!

Stridule pel filare

moveva il maestrale

le foglie accartocciate.

Scendea tra gli olmi il sole

In fascie polverose:

erano in ciel due sole

nuvole, tenui, rose;

due bianche spennellate

in tutto il ciel turchino.

Siepi di melograno,

fratte di tamerice,

il palpito lontano

d’una trebbiatrice

l’angelus argentino…

dov’ero? Le campane

mi dissero dov’ero,

piangendo, mentre un cane

latrava al forestiero,

che andava a capo chino.

GIOVANNI PASCOLI, Myricae, 1893

In un giorno d’estate Pascoli sogna di tornare al paese natio, San Mauro; il paesaggio dell’infanzia è ricostruito con pennellate impressionistiche e sensazioni acustiche.

La lirica è onirica e visionaria, il transfert onirico trasforma il sentire qui in un vedere là. L’incipit è un indicatore semantico, una didascalia.

Ballata minima; rime: a bcbca dedea f ghghf ililf; unico verbo l’imperfetto indicativo, che esprime il passato nella sua durata. 22 versi settenari piani (accento sulla penultima sillaba), sono disposti in 4 strofe, più due isolati.

Nella prima strofa assuonano tra loro: ARE / ALE / ATE, nella seconda: OLE/ OSE, nella terza: INO/ ANO, nella quarta: ANE. Quindi la prima strofa è uditiva, la seconda visiva, la terza visiva/uditiva, la quarta uditiva. (Contini).

Pascoli, al solito, usa la sintassi franta (frasi spezzate), la paratassi (frasi brevi, coordinate), o lo stile nominale (frasi senza il verbo).

L’interrogazione improvvisa e inattesa del v. 18 chiude l’elenco in stile nominale della quarta strofa, interrotto dalla domanda improvvisa; il suono delle campane è il punto di svolta, l’agente acustico che rompe l’incanto del sogno, riportando il poeta alla realtà angosciante, perché prende coscienza della propria condizione di esiliato, della propria esclusione, neppure il cane riconosce “il forestiero che va a capo chino”.

Da rappresentazione di voci dell’estate (cicale, maestrale, le fasce polverose, ‘due bianche spennellate/ in tutto il ciel turchino’, indimenticabile, la trebbiatrice) si muta in evocazione del ricordo.

Il significato non conta, il primato spetta al significante, perché le parole sono scelte soltanto per il loro suono. (Beccaria).

Incontro…, Davide Scuotto

Incontro…

Un averla piccola

che apre il suo piccolo becco

e lascia cadere un piccolo fiore

davanti ai miei passi.

Sorride alla sua vita

pulendosi la testa sulle mie dita

e Io ,avevo perso ,la mia.

Guardo il Cielo

e le nuvole formano

un mare minaccioso e grigio.

L’averla piccola vola al suo riparo

ormai impaurita

la guardo allontanarsi

raccontandomi …

Che non tutti i giorni di questo mondo

hanno il coraggio di restare…

E tu non ci sei più.

Davide Scuotto

CULTURA: Il colore della poesia. Iris G. DM

Il colore della poesia. Iris G. DM

Date: 23 ottobre 2022Author: irisgdm

Oggi ho molte cose da fare,

devo rispolverare la mia vita,

pulire i vetri della finestra che

guardano un campo di papaveri rossi e

di girasoli innamorati.

Devo sistemate il giardino,

con erba verde e

bagnata di rugiada di primo mattino..

Voglio camminare tra gli scogli e

respirare fino a sentire il sale che

penetra nella pelle.

Oggi,

voglio camminare sulla strada che

costeggia il mare,

correre sulla sabbia e

raccogliere conchiglie.

Da oggi,

non voglio più essere sola,

voglio dire parole che

non ho mai detto,

voglio scrivere una lettera

con inchiostro profumato di lavanda.

Voglio truccarmi,

mettere un rossetto,

dare calci ai muri

con i miei tacchi rossi.

Voglio raccontare una fiaba

a chi non la conosce,

voglio essere Biancaneve

oppure Cenerentola,

voglio sognare e

voglio sognare un principe.

Oggi voglio farlo,

lo voglio baciare,

un unico bacio,

un solo bacio che

parte dolcemente da un angolo e

finisce dove il cuore non resiste

e batte forte.

Sognare ,

oggi lo farò,

per cambiare,

per continuare a vivere la vita,

la vita che cambia e continua,

ama eternamente

per essere immortale.Iris G.DM

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e scarpe con tacco alto

https://fb.watch/gkBDWA-DmM/

Muse e musi

Da Frida la loka ( Lombardia)

Mi hanno raccontato che le muse son "desaparecidas".
Che parolieri; romantici; scrittori; sognatori;
anzi che scrivere,
piangono la loro assenza
sorpresi, straniti;
perdere le muse; come perdere la bussola.

Preoccupazione e incertezze assalgono,
In atto, una mareggiata che arrassa con tutto quel'che trova nella sua corsa.
Senza fonti d'ispirazione;
vagano come zombies penna in mano,
taccuino nell'altra.

Taccuino pieno di pagine ingiallite vuote e anche l'anima...
Son " desaparecidas", che nessuno le ha visto in giro;
corpi dei lineamenti delicati e volutuosi.
Veli trasparenti ricamati saggiamente,
che nella pudicizia, lasciano intravedere l'ombra o contorno d'un seno; un fianco... camuffati da lunghi e affascinanti cappelli ondeggianti donando alla pena, vita eterna, mille lodi; disperse nel nulla. Chissà sé Calliope smorza un'acenno di sornione sorriso?

Gli amanti delle muse, sono a secco, in attesa incerta
Aspettano loro ritorno.
Chissà sé lo faranno?...
E i Dei? Vigorosi, incisivi,
anch'essi sembra siano nel inferno,
catapultati sotto terra?
Tempo addietro, girovagavanno
nel cosmo infinitamente stellato ed
offrendo delle folgorazione mistiche.
Mari burrascosi!, venti in tempesta!,
preannunciavano l'ira!
Oppure oggi, adagiati su qualche dirupo, corpi scolpiti,
scrutano l'ira dell'uomo.
Probabilmente lasciano a noi, le scelte, le decisioni, i patti, l'ordine, non divino, ma ordine...

Tua.

21 ottobre, 2022.

Dal blog personale:

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su:

http://alessandria.today

Carezzava i pandiluna, di Amina Narimi

Carezzava i pandiluna con il sesso

delle parole più sottili sulla terra

dalle radici all’orlo di ogni fiore,

superficie profonda della pelle

prima soglia e ultima frontiera.

La sento ancora piantata fra le zolle

mentre allatta le verbene a seni dritti;

è un canto che si muta in acquabuona

nel ventre di qualcuno che lei ama

così le ossa cave del suo credo

nel mistero della sola linea alba

che mi contiene e mi fa volare.

Amina Narimi

IL CLAMORE DEL SILENZIO, di Mirella Ester Pennone Masi

IL CLAMORE DEL SILENZIO

Vento triste di novembre

che un mattino m’ illudesti,

puoi dirmi di questo giorno

quello che ancora non so?

Ma sì, era un giorno così.

Dammi il senso e la musica

dell’onda il sapore del sale,

di un notturno l’ansietà,

per risentire il respiro

di un’estate trascorsa già.

Ma si, era un giorno così,

come un maggio di neve.

Lo percepivo al sole calante

salire dal profondo del mare,

più tenue al fresco leggero,

inquieto al sentore boscoso.

Spazza via questa nebbia

che monotona mi avvolge

come un inverno improvviso;

la brezza mi stringe il cuore

e ancor si attarda un sogno

che segue quest’attesa.

Sì, era un giorno così,

un’ombra vaga sul cuore,

fintanto che nel perdermi

fissavo il suo volto struggente,

poi una luce lontana sorgeva,

ed io bevevo le sue parole

nel clamore del mio silenzio.

Tutti i diritti riservati

@copyright

Autore : Mirella Ester Pennone Masi

foto web

IO LO SO, di Ela Gentile

IO LO SO

Io lo so

che tu non credi

nei miei voli fantastici,

nei viaggi che navigo

con la mia fantasia,

nelle storie che ricamo

per saziare

la mia voglia di vivere.

Ma è pur vero

che volare col cuore

e con la mente,

stando fermi,

scarica emozioni

e aiuta a vivere storie infinite

e, se chiudi gli occhi,

puoi planare la tua anima

anche su una nuvola e da lì

guardare l’infinito e…

saziarti.

Puoi dondolarti su un’altalena

appesa ad uno spicchio di luna

e toccare con mano

le bellezze dell’universo.

Ecco, puoi fare tanto

pur di fuggire dalla noia,

dall’indifferenza,

dall’arroganza e dalla violenza.

Prova anche tu…

vedrai che tutto ti sembrerà

più sopportabile,

farai un pieno di energia

speciale ed unica

e volerai sempre più in alto.

eg – 14.12.2009 –

NULLA E’ IMMUTABILE NEL TEMPO, di Santina Gullotto

NULLA E’ IMMUTABILE NEL TEMPO

Nel volo di uccelletti d’autunno,

che insieme svolazzano e cinguettano festosi,

mentre nel vecchio pino cercano rifugio,

esplode il calore di fraterno amore,

insieme si accompagnano nel volo,

insieme si rifugiano tra i rami,

si aspettan l’un l’altro per migrare,

a inseguir quel sole mentre

ai paesi caldi anela il loro cuore…

Nessun di loro solo si vuole allontanare,

pazienti aspettan i più incerti e pigri

e provano il volo insieme, per ritornare

per sollecitare i più timidi e lascivi…

E andran per i paesi caldi,

per tornare alla prossima stagione…

chissà se tornando troveranno ancora

intatto il loro vecchio nido…

Ma nulla è immutabile nel tempo

e se tornando logoro sarà il nido

tutto sarà da ricostruire

per un nuovo inizio senza fine…

@Santina Gullotto

Poetry: But no one improves… Published at Gobblers/ Masticadores

#Poetry: But no one improves… Published at Gobblers/ Masticadores.

Posted on  by Jane Aguiar

I’m delighted to announce that my poetry is published at Gobblers/Masticadores//Editores: Manuela Timofte/J re Crivello.

I thank Mr. J re Crivello, Director and founder of Gobblers/Masticadores and his team.

Here is my poem:

But no one improves…#Poetry

In this world of humans, 
humanity needs support. 
A helping hand should be extended, 
not selfishness.

The pat on the back 
has disappeared somewhere. 
Curses are easily received now, 
humanity itself is dead.

I would be honored if you Visit here and
read the rest of my poetry.

Copyright ©️ 2022 Jane Aguiar 

Thank you so much for reading!

Stay Blessed! 

La pace (Li Tien-Min) – LA PENNA DI LORENZ

Non importa che tu sia 
uomo o donna, 
vecchio o fanciullo, 
operaio o contadino, 
soldato o studente o commerciante, 
non importa quale sia 
il tuo credo politico 
o quello religioso; 
se ti chiedono qual è la cosa 
più importante per l’umanità, 
rispondi 
prima 
dopo 
sempre: 
la pace.

Ma quando finirà questa guerra “scellerata”, come l’ha definita recentemente il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?

È l’interrogativo che noi tutti, quotidianamente, ci poniamo, di fronte alla brutale aggressione della Russia contro uno Stato sovrano, l’Ucraina, costretta a difendersi -e continua a farlo con portentoso orgoglio- grazie alle armi e agli armamenti inviati dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Giappone, dall’Australia e da quasi tutti i paesi europei.

Sono trascorsi ormai più di sei mesi dal 24 febbraio 2022 (giorno dell’aggressione) e ancora non si intravede alcuna via di uscita dal tunnel di questo assurdo ed insensato conflitto. 

Certo, la situazione è molto complessa e complicata, se neppure i numerosi appelli alla pace di Papa Francesco, l’autorità morale oggi più alta al mondo, sono riusciti a “piegare” il cuore di Putin e di Zelensky ad una sia pure provvisoria tregua. 

E non sarà sicuramente l’intervento di elementi esterni o la “discesa in campo” degli Stati Uniti o della Cina a decretare la fine di tanto inutile ed ingiustificabile spargimento di sangue, giacché senza la volontà delle due forze in campo (Russia e Ucraina), non sarà possibile arrivare ad alcun tipo di pace duratura. 

Intanto la pioggia dei missili russi continua a cadere sulle martoriate città dell’Ucraina, tra l’indifferenza e la distrazione dell’opinione pubblica mondiale che ogni giorno è costretta a prendere dolorosamente atto della distruzione di città, di paesi e di villaggi: gravi ed insensati misfatti che, oggettivamente, allontanano e rendono sempre più difficile e problematico il raggiungimento della pace. 

La bellissima lirica del poeta cinese Li Tien-Min, nella sua semplicità e brevità, rispecchia l’aspirazione suprema del genere umano alla pace, “la cosa più importante”, da perseguire ad ogni costo, pur tra gli ostacoli e le difficoltà che ne rendono ardua e faticosa la conquista: una lirica, in conclusione, di grandissima attualità; un canto d’amore alla vita, pur nella consapevolezza delle difficoltà e delle amarezze che vanno affrontate e superate con dignità, con fiducia e con coraggio, senza alcun pregiudizio e senza alcuna distinzione di lingua, di genere, di politica o di religione.

Accosta…

Accosta…

Accosta alla mia carne il tuo dire

parole in suono

che sanno pelle sfiorare…

Accosta al tuo scrivermi un sospiro

ch’io possa discernerlo

nel battito denso di lettura…

Oh, cara, non tenere a freno

quel tuo dire che ti fa paura.

Così io nel leggerti

riempirò di terra buona

le trincee del mio cuore

lasciando che ogni tua parola

ne pervada di nuovo sangue lo spazio.

Oh, sai? Così distanza non sarà strazio

nel tempo di un gioco nuovo

di cui non sarò mai sazio.

Indicibile

stellare

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Voce sola e molteplice

Voce sola e molteplice.

Non è il viaggiare di queste parole un pianto,

non un lamento o un vago gioco di rimpianto.

Solo è un suono caldo che parte e si veste,

e si veste dei colori d’altri pianti e rimpianti

e raccoglie, in condivisa allegria,

d’altri sensi e d’altri occhi,

tracce di vita che non è più solo mia.

Oh il calore e l’amore d’ogni condivisa poesia!

Voce sola e molteplice al tempo stesso,

appartenenza di carne , anche, se leggi adesso.

Indicibile

stellare

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Momenti di poesia. ” ALBERI “, di Augusta Del Corso

” ALBERI “

Brina di stelle…

e Orione

in cintura

adamantina

rischiara

la casa

del bosco…

le nostre ombre

sospese

nella notte.

Arriverà

il giudizio

anche per noi…

Sulla soglia

di un freddo

letargo…

saremo spogliati

di foglie.

Questo

l’orribile dubbio…

essere solo

scheletri

d’albero.

Augusta Elena Del Corso

18 Ottobre 2022

(Diritti Riservati)