Occhi che allungano il tiro
nel plagio incensurato del tempo
giudice sommario di meditate condotte.
Si infrangono ciottoli d’abbandoni e ritorni
nell’odore del buio
ove tutto tace al di fuori d’una goccia costante
inabile cadere nella sua pochezza.
Eppure diviene trepidante traguardo
nel bello indimenticabile
ormeggiante dentro
apice di sentimento e pelle
vividi tra fessure d’ombra
che aggirino candele consumate….
@Silvia De Angelis
La metropoli, chiamata Roma, è diventata, ormai, una megalopoli invivibile.
Le periferie, espanse in modo esagerato, con costruzioni infinite, e pochissime strade di collegamento al centro, creano un disagio notevole allo scorrimento del traffico cittadino.
E’ quasi impossibile, riuscire a raggiungere la metropolitana, perché il parcheggio vicino è già colmo di autovetture alle sette del mattino ed i mezzi pubblici, ridotti, passano ad una frequenza diradata.
Morale della favola, si è costretti a fare “vita di quartiere” senza allontanarsi troppo dall’abitazione, altrimenti si correrebbe il rischio di rimanere “imbottigliati”
in qualche zona della città, rincasando ad ore impensabili.
E’ diventata impresa quasi impossibile recarsi in centro, viste le difficoltà suddette. Ci si rifugia, invece, “nei grandi contenitori”, detti centri commerciali, che ormai sono come delle piccole città, in cui si trova di tutto e di più.
Questa situazione è del tutto diversa, dalla vita di Roma di trenta anni fa, anni in cui, nella capitale si poteva ancora girare tranquillamente in largo e in lungo, senza limitazioni di sorta.
Credo quindi, che tutta la tecnologia di cui siamo dotati in quest’epoca serva molto a poco, se poi non si è in grado di poter camminare, senza problemi ,nelle varie zone della propria città, visitandone le bellezze e le tradizioni, ricordo di tempi remoti
Si agitano
fragilità segrete
nel contesto alla deriva
ove nuotano assilli
e saggi inconcreti.
Sotterranei dilemmi
divengono enormi
nella dolorante frattura
quasi inguaribile.
Accascia
senza rinascita
d’affascinanti temi
nell’eco labile d’un sapiente avvenire
@Silvia De Angelis
Siamo sempre portati a voler risolvere una qualsivoglia controversia della nostra vita il più
presto possibile , anche se, raggiungere questo ambito traguardo non è sempre facile.
Soprattutto quando siamo vittime di una malessere fisico, ci barcameniamo, in un qui di rapidissime soluzioni mediche, per tornare quanto prima in ottima forma.
Purtroppo non sempre il nostro organismo, è disposto a venirci incontro, e impiega un tempo molto diverso dalle nostre aspettative, mettendoci davvero in crisi.
Non siamo educati mentalmente a saper attendere i tempi giusti di ogni cosa.
Anche nell’apprendimento di nuove mansioni lavorative, pretendiamo di ottenere, dei risultatistupefacenti, subito dopo che ci è stato spiegato in che consiste il nostro campito.
Non ci rendiamo conto che solo con l’esperienza, e la pratica quotidiana, saremo in grado di svolgerlo nel modo migliore e di essere veramente soddisfatti del nostro operato.
Anche nei sentimenti vorremmo avere a portata di mano la persona giusta, quanto prima, per poter trascorrere indimenticabili momenti intinti in grandi emozioni.
Purtroppo non accade quasi mai con rapidità.
E’ bene coltivare la pazienza, e attendere con calma che ogni cosa della vita si attui al momento giusto, senza voler precorrere le stagioni, che anticipate, potrebbero riservare sgradevoli sorprese…
Il discorso non è di facile portata, ma col ragionamento, e la tenacia, si sarà in grado di fare dei passi avanti, e di affrontare qualsiasi situazione nel suo giusto equinozio….
Il nostro cervello è sottoposto a una serie di notizie, nell’arco della giornata, e non sempre del tuttopositive. Queste informazioni provengono, sia dal mondo esterno, che dai dintorni del proprio ambiente.
Di certo la nostra mente farà una cernita cercando di distinguere le notizie più urgenti, alle quali bisogna provvedere in un tempo breve, e mettendo da parte, per modo di dire, quelle che considererà rimandabili e meno degne di un’attenzione subitanea.
Non ci siamo mai chiesti, in realtà, quanto il bombardamento di comunicazioni che riceviamo, sia cospicuo e, in un certo senso disordinato. Infatti il nostro io dovrà effettuare un certo assetto dell’attimo, cercando di dare la precedenza a quegli interventi, per cui occorre la nostra veloce presenza, e “riassemblare” gli altri, per cui anche un tempo non precoce sarà giusto per ottemperare all’evento che si presenta.
Naturalmente non abbiamo tutti lo stesso tipo di atteggiamento in queste occasioni della vita. Infatti le persone ansiose, e dinamiche, si metteranno subito in movimento, con adeguati ragionamenti, per dar
corso ad azioni mirate nel significato e nell’intervallo d’agire, mentre gli individui più calmi e superficiali si prenderanno del tempo, e nella maggior parte dei casi, si muoveranno nel termine ultimo dell’episodio.
Un altro discorso vale per l’apprendimento di notizie d’attualità, più o meno gravi, per le quali l’attenzione si fa forte, per un certo periodo, poi quando la mente non ne può più, di incamerare fatti negativi, di
qualsiasi genere, cerca di isolarsi o di cambiare argomento, per difendere quel lato interiore di positività, o buona speranza, che in molte circostanze, sa consigliare nel modo migliore.
Eccellente
notturno rapace
stupendo ipnotico
strigiforme.
Territorio
nidifica
europeo
Tipico
ruotante
tondo capo
frontali
immobili occhi
aranciati.
Sfoggia
due appariscenti ciuffi
Rilevante corpo
fiero
spicca
taciturno volo
montando
feroci artigli
su sensibili
vista e udito
TEMIBILISSIMO PREDATORE
Predilige boschi
e piccole pareti rocciose.
Intere ingoia prede
preferendo
piccoli mammiferi
Non teme rivali
Solitario
e stanziale volatile
non migratore
sofferma
personale territorio
cacciando notturne ore
Affascina
suo atavico
canto d'amore.
Schiusa delle uova
piccoli sopravvissuti
godono duratura
aspettativa di vita
@Silvia De Angelis
Scivolo sull’essenza della morte
proponendo un patto di resa
a cospargere la pelle di parole.
Muta a riparare contrasti d’ombre
chiede in prestito alla vita taciturna
l’eccedenza d’un bagliore.
Nella rugiada della prima luce
oltre oscure lame di buio
medito su sangue e ossa
ignorando l’attesa di quell’attimo rosso
nascosto
che mi sorprenda….
@Silvia De Angelis
Siamo tutti soggetti a commettere degli errori nel corso del nostro viaggio su questa terra.
Alcuni di essi sono facilmente recuperabili, altri meno…..o forse per nessun motivo!
Naturalmente non è facile diventare vittime di un danno gravoso, perché suscita in noi un forte risentimento, ma talvolta la nostra mente si incaponisce col pensiero fisso su quell’evento, che diviene davvero insopportabile.
Chi sbaglia, non sempre è deciso ad ammettere di aver fallito e, talvolta, assume degli atteggiamenti poco chiari, o addirittura di indifferenza, per sminuire la rilevanza dell’episodio di cui si è fatto artefice.
La vittima, secondo me, se il danno che ha subito è riparabile, dovrebbe cercare di distrarsi, volgendo altrove il pensiero e minimizzando l’entità dell’accaduto.
Quando capitano, invece, dei fatti gravissimi, e senza soluzione, si passa alle vie legali, che in questo turbolento paese hanno la caratteristica di durare interi decenni e di addivenire a risultati non sempre soddisfacenti.
In realtà è sempre difficile il tipo di atteggiamento da assumere quando si è vittime di comportamenti distorti, che ci creano un disagio nel quotidiano, perché il nostro animo è visibilmente turbato e lascia trapelare, in qualsiasi azione, un senso di innato nervosisimo.
Ma questi accadimenti fanno parte, anche essi, della nostra vita, che ritengo sia una vera avventura, da affrontare quotidianamente con forza e molta pazienza, se si vuole giungere ad un’equlibrata meta
Un giro d’inquieto
nei contrasti di facciate
orme di dinamismi
opportuni e ingannevoli.
Bocche di vento vibrano
in un cielo senza stormi
ch’imbarca batteri
in platani senza verde.
Personaggi alieni
a zonzo nella tenuta deserta
cercano riposte
fuori del manuale d’uso…
@Silvia De Angelis
Le catacombe sono delle gallerie sotterranee che furono utilizzate per vari secoli come luoghi di sepoltura. Tali costruzioni iniziarono a edificarsi a partire dalII secolo fino al V secolo, per accogliere al suo interno le salme di pagani, ebrei e dei primi cristiani.
La storia delle catacombe
I cristiani non apprezzavano la tradizione pagana di cremare i corpi dei defunti e, pertanto, per risolvere il problema della mancanza di spazio e l’alto costo della terra, decisero di creare questi vasti cimiteri sotterranei. Le catacombe disponevano di numerosissime gallerie sotterranee,che formano autentici labirinti, lunghi vari chilometri,con varie file di nicchie rettangolari. I cadaveri, avvolti nelle lenzuola, venivano adagiati nelle loro nicchie, che successivamente si chiudevano con lapidi di marmo o, più spesso, con l’argilla. Sulla lastra si incideva il nome del defunto, accompagnato da un simbolo cristiano. La legge romana dell’epoca proibiva la sepoltura in città e perciò tutte le catacombe erano costruite al di fuori della Urbe. Questi luoghi isolati e nascosti divennero il rifugio perfetto in cui i cristiani potevano seppellire i loro cari, utilizzando liberamente i propri simboli religiosi.
La fine delle persecuzioni
Con la firma dell’Editto di Milano (noto anche come l’Editto di Costantino) nel 313 terminò la persecuzione dei cristiani e, di conseguenza, si iniziò ad acquisire terreni per la costruzione di chiese, senza temere che tali proprietà fossero confiscate. Malgrado ciò, le catacombe continuarono ad utilizzarsi come cimiteri fino al V secolo. Durante le invasioni barbariche del VIII secolo, le catacombe soffrirono continui saccheggi e i papi decisero di trasferire le reliquie sopravvissute nelle chiese della città. Successivamente, alcune catacombe furono completamente abbandonate e caddero nell’oblioper vari secoli.
A Roma ci sono più di sessanta catacombe, con cento chilometri di gallerie sotterranee, dove si trovano numerosissime tombe. Attualmente ne sono aperte al aperte al pubblico soltanto cinque:
Catacombe di San Sebastiano (Via Appia Antica, 136): Lunghe 12 chilometri, queste catacombe prendono nome da San Sebastiano, un soldato che divenne martire per essersi convertito al Cristianesimo. Insieme a quelle di San Callisto, sono le migliori catacombe che si possono visitare al giorno d’oggi. Aperte dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00.
Catacombe di San Callisto (Via Appia Antica, 126): Con una rete di gallerie lunghe più di 20 chilometri, le tombe di San Callisto furono il luogo di sepoltura di 16 pontefici e di decine di martiri cristiani. Aperte dla giovedì al martedì, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00.
Catacombe di Priscilla (Via Salaria, 430): Conservano alcuni affreschi molto importanti per la storia dell’arte, come le prime raffigurazioni della Vergine Maria. Aperte dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00.
Catacombe di Domitilla (Via delle Sette Chiese, 280): Scoperte nel 1593, queste catacombe di oltre 15 chilometri prendono il nome dalla nipote di Vespasiano. Aperte dal mercoledì al lunedì, dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00.
Catacombe di Sant’Agnese (Via Nomentana, 349): Sant’Agnese, una martire cristiana, fu sepolta in queste catacombe che successivamente presero il suo nome. Aperte dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00; chiuse la domenica mattina e il lunedì pomeriggio.
Raggiungere le catacombe
Vi sono diversi modi di arrivare alle catacombe:
Tour: prenotare una visita guidata è la maniera più facile di raggiungere e visitare le catacombe e i monumenti della Via Appia.
Autobus pubblico: anche se è il modo più economico di arrivare, perderete molto tempo per raggiungere le catacombe. Le linee 118 e 218 portano fino a San Calisto e a San Sebastiano, e le linee 218 e 716 fino a Domitilla.
Taxi: il prezzo del tragitto e la difficoltà di trovare un taxi per tornare a Roma, lo rendono un mezzo poco conveniente.
Passeggiare all’interno di Roma
Le catacombe romane sono una visita più che speciale, in cui si possono vedere i resti funerari in sepolture costruite molti secoli fa. È interessante percorrere gli oscuri e umidi corridoi, dove ci sono, oltre alle nicchie, alcune iscrizioni con i nomi dei defunti. Nelle catacombe si trovano vari spazi preposti ad accogliere i più piccoli, per l’alta mortalità infantile dell’epoca, ma anche alcune grandifosse per seppellire intere famiglie. Nella visita guidata, inclusa nel prezzo del biglietto, una guida vi racconterà dati interessanti sulle catacombe e sull’epoca in cui si costruirono ed utilizzarono.(WEB)
Siamo tutti soggetti, nel corso della nostra vita, a degli incidenti, o infortuni, più o meno gravi, che in un determinato periodo, ci creano un senso di profondo disagio.
Questi spiacevoli episodi, a volte sono dovuti alla nostra distrazione, altre volte alla poca professionalità di un sanitario, per non parlare poi di qualche incontro davvero sfortunato, che ci avvicina a persone poco affidabili mentalmente.
Di certo non è cosa facile riuscire a risolvere, velocemente, il problema che ci coinvolge, ma con molta pazienza e razionalità, cose che non dovrebbero mai mancarci, riusciamo a venire a capo della situazione.
In quei periodi far capo a pensieri positivi è la cosa migliore, perché solo così, il nostro organismo non precipita in una situazione di stallo, o di forte malessere interiore, che di certo non aiutano a venir fuori dalla vicenda.
La distrazione, e l’allontanamento del fatto che ci assilla, sono ottime tecniche, per cercare di guardare avanti, e trovare degli stratagemmi momentanei, che portino la mente in una dimensione di tempo diversa, e anche un po’ fuori dalla realtà dell’attimo.
Credo esista una soluzione alla maggior parte delle tematiche di vita, e forse, nel tempo che va, si è più allenati, mentalmente, a mantenere la calma, e a cercare soluzioni valide, che possano aiutare a trovare una forma di equilibrio interiore.
La vita è un insieme di eventi, non sempre semplici di affrontare, e ci permette, giorno per giorno, di crescere e di nutrire quella parte di esperienza acquisita, per farne un uso sempre migliore.
Ringrazio l’autore Flavio Almerighi, di avermi inserito in questa notevole serie di poesie d’autori
Posted on marzo 5, 2023 4 Poveri resti, di rami spolpati dall’inverno. Ossa addolcite da capezzoli verdi. Siete speranza sospesa nell’aria, covi di fate invisibili all’occhio. Ma che importa se il frutto sarà, dove la bocca baciò la scorza. Se speranza sarà, che importa in questa requie. . di Manuela Mori, qui: https://www.facebook.com/manuela.mori.39. Il ferrovecchio Hai del ferro che non usi più? Mi chiese l’autista. Sferzai ricordi e ansia trovai solo ironia. I coltelli non più affilati rifuggono gli inganni restano come parassiti pensieri rassegnati ipotesi che non turbano. Cosa vado a cercare nell’imbarazzo sorridente di un sindaco di campagna? La giustizia, la verità? Il sacro fuoco d’un orgoglio venduto a un simbolo? Lascio ad asciugare la delusione uscita dal profilo sfumato di me infelice vecchia donna che inciampa umidiccia in un battito forsennato. Alle tre…
Dolcissime dune sono l’ardente scenario d’un’ indicibile passionalità da vivere complici. Mani accalorate s’intrecciano vogliose per accrescere lo spasmo d’un giro di lingua persa nel solco di denti scolpiti. Ci si concede a iosa mischiando aspri nettari mentre una cascata di coriandoli sensuali rapisce l’anima scostando la realtà da una torsione di sparsi graffiti abili lasciar vivere un selvaggio amplesso di bocca. @Silvia De Angelis