Germoglia l’anima deserta, di  Manuela Di Dalmazi 

Le poesie di questa raccolta conducono il lettore in un viaggio della mente e del cuore, offrendo una promessa di ordine nella confusione e nel caos di una società “liquida”. Nello smarrimento e nella delusione per speranze vanificate e sogni bruscamente interrotti, ecco la parola che unisce, il miracolo di mani che si stringono e di corpi che si incontrano. Il dolore è un germe dal quale possono nascere la dolcezza e la grazia necessarie a dare forza al nostro cammino e a renderlo ben più di un semplice “passaggio”, anche quando sembra spegnersi la speranza di un futuro diverso.

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Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Tabula Fati; Tabula fati edizione (10 marzo 2019)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 64 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8874757190
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8874757190
  • Peso articolo ‏ : ‎ 120 g

È tempo di disobbedire, di Manuela Di Dalmazi 

È tempo di disobbedire

 Manuela Di Dalmazi 22 dicembre 2020 1 Minute

La poesia è l’urlo della verità. Essa ha tante voci, di denuncia, di sofferenza, di ribellione, d’amore. Il suo volto ha occhi puri, profondi che guardano il mondo, la vita e la sua precarietà.

In mezzo a tanto deserto in quanto il libro è stato scritto durante il primo periodo di Pandemia Marzo 2020, racconta attraverso le Poesie che l’Autrice definisce “Virulente”, l’amore, il dolore, il senso di precarietà che ha travolto tutti.

Disobbedire quindi alla morte spirituale, non certo fisica, che in questi tempi arroganti di mercato, sta lentamente cedendo il passo al più becero mercantilismo culturale.

Due domande sono rivolte al lettore alle quali l’Autrice poeticamente risponde:

“L’amore è un sentimento?

Il dolore può diventare fecondo?”

E’ un’audace operazione di alta filologia, rara in questi tempi di mediocrità. (Francesco Di Rocco)

Un’opera che ha sdoganato i confini della poesia, seppure ne abbia! (Maurizio D’Amato)

Poetry is the scream of truth. It has many voices, of denunciation, of suffering, of rebellion, of love. His face has pure, deep eyes that look at the world, life and its precariousness.

In the midst of so much desert as the book was written during the first period of the Pandemic March 2020, it tells through the Poems that the Author defines “Virulent”, the love, the pain, the sense of precariousness that overwhelmed everyone.

Disobeying therefore the spiritual death, certainly not physical, which in these arrogant market times is slowly giving way to the most vulgar cultural mercantilism.

Two questions are addressed to the reader to which the Author poetically replies:

“Is love a feeling?

Can pain become fruitful? “

It is a daring operation of high philology, rare in these times of mediocrity. (Francesco Di Rocco)

A work that has cleared the boundaries of poetry, even if it has any! (Maurizio D’Amato)

NON INCOLPARE NESSUNO, di Pablo Neruda

Pablo Neruda

NON INCOLPARE NESSUNO, di Pablo Neruda

Ester Cecere

Nell’anniversario della sua nascita, Buona Serata con Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), poeta, diplomatico e politico cileno, premio Nobel per la letteratura nel 1971:

NON INCOLPARE NESSUNO

Non incolpare nessuno,

non lamentarti mai di nessuno, di niente,

perché in fondo

Tu hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso

ed il valore di cominciare a correggerti.

Il trionfo del vero uomo

proviene delle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,

affrontala con valore e accettala.

In un modo o in un altro

è il risultato delle tue azioni e la prova

che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento

né attribuiscilo agli altri.

Accettati adesso

o continuerai a giustificarti come un bimbo.

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare

e che nessuno è così terribile per cedere.

Non dimenticare

che la causa del tuo presente è il tuo passato,

come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

Apprendi dagli audaci,

dai forti

da chi non accetta compromessi,

da chi vivrà malgrado tutto

pensa meno ai tuoi problemi

e più al tuo lavoro.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.

Impara a nascere dal dolore

e ad essere più grande, che è

il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio

e sarai libero e forte

e finirai di essere una marionetta delle circostanze,

perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine

e respira la luce dell’alba.

Tu sei la parte della forza della tua vita.

Adesso svegliati, combatti, cammina,

deciditi e trionferai nella vita;

Non pensare mai al destino,

perché il destino

è il pretesto dei falliti.

Adoro i pittori … di Rosalba Di Giacomo

Adoro i pittori … di Rosalba Di Giacomo

Adoro i pittori perchè 

danno voce e colori a paesaggi  

che carpiscono con lo sguardo 

e sulla tela riportano

con sapienti  pennellate. 

E i paesaggi vivono. 

Restano lì immoti, centenari, immutati. 

Ritrovi, su una tela, 

scene campestri di secoli nell’oblio. 

E ne subisci ancora

il fascino e la bellezza. 

Ne assapori i particolari,

divaghi sui costumi d’epoca  ritratti. Dell’insieme ammiri la freschezza. 

Io scrivo, invece.

Impiego parole, non colori.

Quanti giornali sono andati al macero 

con la mia firma ed i miei pensieri? 

Tanti e poi tanti negli anni. 

Le parole,

non son quadri attaccati alle pareti! 

Oggi,  a differenza di ieri

quando argomentavo un po’ di tutto,

solo parole in fila metto.

Mi dicono che faccio poesia. 

E cosa vuoi che sia!

Non è lo stesso che una tela animare

con appropriate pennellate di colori!

Ma, ad ognuno il suo!

Ad ognuno i propri amori!

Rosalba Di Giacomo 

“Il Ratto d’Europa”

Francesco Zuccarelli

IL GUARDIANO DEL FARO … per poter essere sereni

IL GUARDIANO DEL FARO …per poter essere sereni

…per poter essere sereni forse e’ anche necessario imparare…ogni giorno…a dimenticare qualcosa…!!!…alle volte e’ necessario rinunciare a qualcosa del passato per entrare nel futuro…quando si decide che le cose cambino…beh è necessario che altro non si imbarchi con noi e non condivida la nostra rotta…!!!

…ci saranno altri con i quali potremo guardarci negli occhi… e anche guardare insieme verso lo stesso orizzonte…giocare ad accettare e a restituire…perche’ il vero equlibrio e’ nella reciprocita’…!!! 

Buon fine settimana e…buona navigazione…!!!

…there will be others with whom we will be able to look each other in the eyes…and also look together towards the same horizon…play to accept and to give back…because the real balance is in reciprocity…!!! 

Happy weekend and…good navigation…!!!

IL GUARDIANO DEL FARO: Buona navigazione…!!!

IL GUARDIANO DEL FARO: Buona navigazione…!!!

…in un momento libero…tra un turno e l’altro su questo immenso scoglio da quest’altro lato di Mare Adriatico…ti fermi ad osservare cio’ che appartiene al tuo oggi…e rifletti su cio’ che oramai hai consegnato al tuo ieri…anzi molto piu’ che ieri…    !!!

 …e non puoi fare a meno di chiederti…perche’…abitualmente…si chieda sempre la giustificazione per talune assenze e…raramente… anzi quasi mai la motivazione di certe presenze…!!!     

Vabbe’…poi…fatte le dovute differenze… capita anche che si impari a farlo…!!! 

…io credo che si debba imparare a farlo…ed in alcuni casi anche senza far passare troppo tempo…!!!

Del resto la cosa essenziale e’ l’essere consapevoli che il tutto non e’ altro che un incastro tra un’assenza e l’altra…!!! 

Buona navigazione…!!!

 …in a free moment…between one turn and another on this immense rock on this other side of the Adriatic Sea…you stop to observe what belongs to your today…and reflect on what you have now delivered to your yesterday…indeed much more than yesterday… !!! 

…and you ask yourself…why…usually…always ask for the justification for certain absences and… rarely… indeed almost never the motivation of certain attendance…!!! 

…I believe that we must learn to do it…and in some cases even without letting too much time pass…!!!        

After all…the essential thing is to be aware that everything is nothing more than a joint between one absence and another…!!! 

Good navigation…!!!

Sussurri d’amore

Sussurri d’amore

Horion Enky.

Dimmelo…

Dimmelo adesso si,

e ripetimi

in continuazione “ti amo,”

ma ti chiedo di

farlo piano,

sussurrandolo dolcemente

sulle mie labbra…

Voglio che questo momento

tra noi sia

indimenticabile,

eterno…

Dimmelo,

e fallo ora,

sfiorando le mie labbra,

guardami negli occhi e 

toccami anche l’anima,

e poi baciami,

ma fallo come

il sole bacia la terra con

il suo calore…

Tienimi stretta a te e

amami,

perché adesso ho

bisogno di te,

placa questo desiderio d’amore

che sento forte sulla

mia pelle e naviga sulla

mia mente…

Io sono qui per te…

Sono pronta

ad accogliere te,

il tuo corpo,

voglio sentire le tue mani

che accarezzano 

il mio cuore. 

E’ tuo…

Amami alla follia,

ma infuoca

anche la mia anima,

e fa che questo momento non possa

finire mai tra noi,

perché io sono la

tua terra

e tu il mio cielo.

Lety.

Valeria Bianchi Mian: PERCORSO MINDFULNESS ARCANA

Valeria Bianchi Mian

Valeria Bianchi Mian: PERCORSO MINDFULNESS ARCANA

Vi tengo aggiornati/e e vi dico che abbiamo deciso la data per dare il via al percorso di Mindfulness con i Tarocchi. Si è già radunato un piccolo gruppo di appassionati alla pratica meditativa condotta da me. Wow! Sono contentissima! È così rigenerante, rivitalizzante anche per chi conduce… non vedo l’ora!
Martedì 27 settembre 2022 si parte!
22, sì, 22 incontri, 1 ora e poco più di lavoro online dalle 21 alle 22,15, ogni martedì per 22 settimane.
Un viaggio pazzesco tra le immagini degli arcani maggiori, in un modo che proprio non vi potete immaginare se non lo sperimentate in prima persona. Per chi si iscriverà entro fine agosto, sconto speciale. Che poi, si sappia, il costo è davvero popolare. Fatevi vivi/e!
Info dettagliate: tarotfulness@gmail.com | tarotdramma@gmail.com | 3332544620

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Tarotdramma. Le pratiche immaginali e terapeutiche con i Tarocchi.

Tarotdramma. Le pratiche immaginali e terapeutiche con i Tarocchi

Nella mia Casa dei Tarocchi c’è 

IL NUMERO DUE. 

LA PAPESSA 

Excursus nella Casa di Oubliette Magazine | tutti gli articoli per #untarotdopolaltro.

V.

Tarotdramma. Le pratiche immaginali e terapeutiche con i Tarocchi.

Ieri alle 08:28

COVA NELLA CASA DEI TAROCCHI 

 LA PAPESSA 

“Sua è la testa sopra la quale tutti i confini del mondo sono giunti, e le palpebre sono un poco stanche.” ­­­

Della bellezza “lavorata dall’interno” di una Monnalisa è Walter Horatio Pater a scrivere, vivificando il “sedimento, depositato cellula per cellula, di strani pensieri e fantastici sogni, e passioni squisite.”

E ancora: “Lei, più vecchia delle rocce tra le quali siede; come il vampiro è stata morta tante volte, ha imparato i segreti del sepolcro; ed è stata un palombaro in mari profondi, e porta i loro giorni perduti con sé.”

Così come la nostra Papessa cova tra le rughe del volto e tra le righe del suo libro una Grande Opera in fieri, anche la Gioconda in quel sorriso storto porta trame di saggezza, le bozze della Storia, il filo della tela di Penelope, il seme di una pianta, la scintilla del fuoco vitale, lo spermatozoo del Tempo. Si fa Spazio, si fa Vaso, la Papessa-Monnalisa, per accogliere nel ventre gravido – utero in Anima Mundi – il senso del futuro da rinnovare a partire dal passato.

*

Un viaggio nei 22 articoli della rubrica che ho curato per 22 mesi. 

Da dove arrivano i 22 passaggi di questa danza immaginale?

“Volendo datare un oggetto in una forma ben definita” scrive ancora Berti “si può dire con assoluta certezza che i Tarocchi nacquero nell’Italia del Nord nei primi decenni del Quattrocento. Erano un raffinato gioco di Corte, perché quelle immagini evocavano pensieri lontani dalla gente del popolo. Ben presto divennero un gioco d’azzardo e tuttavia i giuristi lo definivano in modo ambiguo dato che nel gioco dei Tarocchi si può vincere anche con pessime carte… come in guerra”.

Dal Bagatto al Mondo per raggiungere il Matto. E ritorno. Procederemo passo per passo, stanza per stanza nella Casa dei Tarocchi.

Link: https://oubliettemagazine.com/…/la-casa-dei-tarocchi-2…/

#untarotdopolaltro

Oubliette Magazine

Valeria Bianchi Mian: Ti noto pedalando

Valeria Bianchi Mian: Ti noto pedalando

Ti noto pedalando, dolce hibiscus giallo oro, giallo raggio allo Zenith, giallo melone. Ti noto pedalando, mi fermo innamorata di te e dei tuoi cugini rossi, fucsia e più pallidi. Di te ricordo i colori e una bambina che nel Gargano camminava lenta per ammirare la tua bellezza fugace, perché la bellezza scappa sempre via veloce.

Ma se tu cammini piano piano.

Se vai al ritmo del respiro

la bellezza cambia forma e moto.

La bellezza brilla sola e indifferente

all’arrancare umano per un posto 

da ammirare – all’insopportabile

odiosa mantide metallica 

competizione che vuole essere

tra i fiori la più splendente.

VBM | luglio 2022

°

In Europa l’ibisco simboleggia la “bellezza delicata e fugace” – per la durata breve del suo fiore – e il suo significato origina dall’era vittoriana (1837-1901).  <giardinaggio.it>

°

Valeria Bianchi Mian: Le ho studiate tutte

Valeria Bianchi Mian

Valeria Bianchi Mian: Le ho studiate tutte

Per non entrare con le formiche in un rapporto di guerra tra specie, ho tentato con il bicarbonato sulla soglia, eccetera. Le formiche sono padrone dei giardini tanto quanto lo siamo noi, le api, le farfalle. Esistono prodotti chimici che devastano interi formicai. Come se una specie di giganti facesse fuori la città di Milano perché un gruppo di milanesi ha occupato la loro cucina, come se una famiglia di troll annichilisse Roma, Napoli, New York. Perché diamo fastidio. Ecco.

A casa mia esistono post-it accanto alla finestra con la scritta “Attenti al ragnetto”, per dire.

La soluzione per ora è questa: poiché le formiche ne sono ghiotte, così come i merli, le tortore, i ricci, ma che diavolo mettono dentro il cibo dei gatti?, posiziono una ciotola di residui di Gourmet sotto l’albero di limoni dove c’è la loro metropoli. 

Oh.

Pare funzioni.

In casa non le vedo da due giorni.

Mi scoppia l’estate tra le mani, di Marina Donnarumma

Mi scoppia l’estate tra le mani, di Marina Donnarumma

Buongiorno 

Mi scoppia l’estate tra le mani

senza poter trattenere il sole,

ho male di vivere e bruciature ardenti.

Volevo dire solo parole,

volevo dire senza parlare,

volevo dire per non morire

e spalmare crepuscoli sulle ombre della terra.

Volevo solo credere che io ero vita

e donarla a chi la vita vuole.

Mi scoppia il mondo tra le mani e 

Io non riesco a raccoglierne i pezzi.

Ho solo due mani

e un grande cuore pieno di spine.

Io abito in quel monte azzurro che tocca il cielo

e si fa spazio in mezzo alle nuvole

Io abito in mezzo ai ciottoli della vigna,

coltivo rose dove ci sono grappoli lucenti.

Io abito in mezzo al fuoco,

sono quel fiume di gonfia lava 

che precipita nel mare.

Sono quel fuoco che brucia e arde, 

nelle mie vene sangue e fuoco

e mi scoppia tutto tra le mani. Iris G. DM

LA MACCHINA DEL TEMPO, di Yuleisy Cruz Lezcano

LA MACCHINA DEL TEMPO, di Yuleisy Cruz Lezcano

I miei occhi si son fermati

sui sassi che racchiudono figure rosse. 

E poi? 

Arriva il silenzio del rumore!

Un uccello dall’alto, come tirassegno,

mi lancia sulle mani una chiave mobile.

Attorno allo sguardo, il paesaggio…

si apre una finestra,

mi fa capire chi eravamo, chi siamo e chi ero.

Da allora spero 

di tornare nel  Castello Pietrarubbia

per ributtarmi nella macchina del tempo,

solo per il bisogno di muovermi come cosa persa

e nel passato, immersa,

scomparire 

fra gli oggetti, fra i quadri e le cose

che sto guardando,

mentre respirando, traduco 

parole incomprensibili,

in emozioni.

IL PRIMO PALPITO, di Mirella Ester Pennone Masi

IL PRIMO PALPITO, di Mirella Ester Pennone Masi

IL PRIMO PALPITO

Ti ho incontrato in una fiaba,

nel barlume di un crepuscolo

sotto gli spruzzi di pioggia:

è nata così la nostra storia

mi hai insegnato ad amare.

Adesso, quando ti penso, 

sorrido teneramente

a quella giovinezza fiorita

che racchiuse 

il primo palpito del mio cuore;

è così lontano quel tempo!

Mi ricordo dolce e timida

quasi sdegnosa

<verso la mia sensualità.>

Talvolta, l’emozione

mi tradisce ancora

si ridesta in me

un canto di fanciulla

sempre in ansiosa attesa,

sotto le stelle sperava

un’aurora e nuova vita

con la sua marea.

Sotto la mia leggerezza apparente

c’è sempre una risonanza

che appesantisce il mio pensiero;

ma presto ritrovo il mio equilibrio

fioccoso d’ironia.

La lenta luce del primo sole

ricaccia indietro le tenebre ombrose

e i ricordi, ma io sarò sempre

la rondine affannosa

prigioniera

del mio sogno d’Amore.

ester@mirella MP      13 luglio 2019

foto web

BANANE  E  LAMPONI, CA(N)ZZONI  E  MELONI, di Piero Milanese

BANANE  E  LAMPONI, CA(N)ZZONI  E  MELONI, di  Piero Milanese

Tantissime persone, come me, amano la musica. Tutta la musica, dalla classica al jazz, dalle canzoni dei cantautori al blues, al folk, al rock ecc. Per questo molti gestori di bar, pizzerie e ristoranti organizzano  concerti nelle loro sale invitando per lo più artisti locali ad animare le serate con la loro musica.

Purtroppo l’aspetto negativo di tali iniziative è che a queste serate partecipano moltissimi clienti cui non importa nulla del concerto, continuando a sganasciare sui loro piatti e parlando ad alta voce per esprimere le loro cazzate.

È la solita genìa di “itaglioti” che se ne frega di chi sta sul palco e di quelli che vorrebbero ascoltarli, cafonismo e maleducazione cui poco a poco ci stiamo assuefacendo. 

Visto il pullolare di simili individui, diventa inevitabile pensare come alle prossime elezione possa davvero vincere la Meloni.

RACCONTO: VIAGGIO IN MARE DI UN FLACONE DI PLASTICA – Ester Cecere

RACCONTO: VIAGGIO IN MARE DI UN FLACONE DI PLASTICA – Ester Cecere

«La crema solare è finita!» sbottò stizzita Gabriella e lanciò il contenitore sul bagnasciuga in secca.

Si alzò la marea e il flacone marrone cominciò a galleggiare allontanandosi dalla costa di quella spiaggetta all’interno del Mar Grande di Taranto. Galleggiò e galleggiò fino a quando non uscì dal bacino e si diresse verso il largo, più o meno velocemente a secondo dell’intensità del vento e delle correnti. In pochi giorni fu in mare aperto. La sua navigazione, tuttavia, non fu sempre tranquilla. Più di una volta, infatti, esemplari della specie Caretta caretta, la tartaruga tipica del Mediterraneo, tentarono di afferrare il contenitore che avevano probabilmente scambiato per un pesce. Non ci riuscirono mai e il flacone la fece sempre franca!

Intanto passavano i mesi. Sotto l’effetto dei raggi solari, il colore marrone, prima intenso, si era sbiadito e la superficie del contenitore non era più liscia ma cominciava a sfarinarsi. Eh si, perché il malcapitato flacone stava iniziando a degradarsi!

Esso sembrava ancora intatto, ma il processo degradativo incominciava a rompere i legami tra le molecole e ne modificava la struttura. Così il flacone andò incontro a ingiallimento, anche se sembrava mantenere la sua forma originale. Col passare dei giorni, la sua struttura divenne sempre più fragile e iniziò a spezzettarsi in frammenti più piccoli. In ognuno di essi, il processo degradativo continuò fino a produrre frammenti di dimensioni sempre minori ,fino a divenire invisibili a occhio nudo, ma sempre presenti nell’ambiente.

Alle fine si arrivò alla completa degradazione del polimero che costituiva la materia plastica, cioè al suo “spezzettamento” in unità di piccolissime dimensioni tanto da poter essere assimilate dagli organismi viventi (biodegradazione).

Così il contenitore della crema solare di Gabriella finì “mangiato” dagli organismi marini ed entrò nelle catene alimentari.

“No, non mangiare le ostriche!  – con veemenza il padre apostrofò sua figlia Gabriella – Un gruppo di ricercatori di un famoso ente di ricerca italiano ha rinvenuto nelle ostriche, ma anche in altri molluschi eduli lamellibranchi, un’alta percentuale di microplastiche!”

Gabriella stava per “mangiare” il contenitore della sua crema solare!

Ester Cecere dalla rivista Punti di vista press

Le case americane – Un’alessandrina in America

Le case americane, Un’alessandrina in America

Le case americane, rispetto a quelle italiane, sono molto grandi. Gli americani quando comprano casa hanno delle priorità: cucine, bagni e lavanderie spaziosi sono in cima alla lista dei desideri. Non è difficile trovare cucine con due forni e due lavelli, in certe case ci sono anche due lavastoviglie. 

I bagni hanno doccia e vasca e più la casa è grande più sono spaziosi i bagni, certe volte ad ogni camera da letto corrisponde un bagno privato, come se in essi ci si passasse la vita. 

Anche le lavanderie sono sempre presenti e negli anni sono salite di importanza oltre che di piano. 

Mentre le case più vecchie l’avevano in cantina, quelle più nuove le hanno al piano terreno o al piano dove si hanno le camere da letto. Avere in esse degli armadi per riporre le cose è importante, molte volte sono il luogo della casa dove dorme il cane di casa, le lavatrici e asciugatrici sono sempre presenti e solitamente vendute in coppia, ma una lavanderia con due lavatrici e due asciugatrici come quella in foto, non l’avevo ancora vista! Wowww

Il fantasma della basilica di Novara

Il fantasma della basilica di Novara

Me Piemont

La basilica di San Gaudenzio non necessita di spiegazioni, la sua bellezza è evidente, con la sua imponente cupola che si staglia nel cielo.

Ciò che invece necessita di essere spiegato, o meglio, narrato è un fenomeno insolito, che sfugge ai più, ma non alle anime sensibili.

E’ qualcosa di vago, avvertito non tanto dai sensi ma percepito nell’intimo; percepire una presenza che non è visibile, ma che avvertiamo.

La presenza aleggia nei pressi della basilica, specie quando vi è la nebbia; è allora che vi sentite osservati, vi voltate e …nulla.

Immaginate allora che i vostri sensi siano fallaci, ma ne siete sicuri? Ecco vacillare le vostre convinzioni, la sensazione era forte, eravate osservati!

Un brivido freddo vi percorre la schiena, vi fate circospetti, interrompete il fiato e state in ascolto; vi fa eco un silenzio ovattato.

Date un calcio ad un ciotolo, quel silenzio vi infastidisce; restate però circospetti in ansioso ascolto, ora ne siete certi: non siete soli.

Da sempre, quando vi siete sentiti osservati ed avete avuto la medesima sensazione che provate ora, sempre poi appuravate che qualcuno vi guardava.

Ora no, siete soli, voi con la vostra precisa sensazione e l’assoluta mancanza di un osservatore; qualcosa vi ha sfiorato il volto.

Ma non vi è brezza alcuna, la nebbia intorno a voi è immobile; tranne, ecco, tranne un leggero movimento che prende forma lentamente.

E sempre con lentezza assume la forma, non ben definita, di una sagoma umana; una sembianza umana fatta di nebbia, in lento movimento.

Ma voi siete razionali, ciò che non è spiegabile non esiste e quindi pensate ad una allucinazione; però, non vi fidate della vostra razionalità.

E quindi a passi lesti vi allontanate dal mistero e vi rituffate nel nostro stordente mondo attuale, rutilante di suoni ed immagini inutili.

Ostinatamente non volete ripensare a quelle sensazioni provate, ma non ci riuscite; esse si ripresentano e vi accompagnano, nonostante il vostro inutile rifiuto.

Riedizione di racconti di Ernesto Martinasso pubblicati su Me Piemont.

Sono nata a novembre, di Iris G. DM

Sono nata a novembre, di Iris G. DM

Sono nata a novembre,

Il mese delle lapidi e delle messe,

Dei giorni grigi e delle piogge che pungono 

Come metallo.

Da bambina pensavo che i crisantemi

Fossero tutti bianchi, poi ho scoperto gli altri colori.

Ho pensato che forse non era così triste novembre! 

Alla fine le corone erano state mazzi di fiori!

Ho pensato che era un mese per morire,

di fiammelle a consumare.

Però c’erano le mele nuove,

Le focacce d’uva,

Nei cassetti le noci e i cachi a maturare.

Sono nata a novembre,

La luna era calante,

Non si poteva amare, 

chi era nata a novembre.

A novembre si moriva,

Chi mi avrebbe mai amata!

I cipressi nascondevano la luna,

Ma la luce, la luce,

Quella inondava ogni atomo 

Del mio corpo!  Iris G.DM

Passione che nasce e mai muore, di Alma Bigonzoni

Passione che nasce e mai muore, di Alma Bigonzoni

Passione che nasce e mai muore

un fuoco che arde all’interno 

dell’anima.

Ti porterò con me negli abissi più 

profondi del cuore,

nei silenzi più remoti dell’anima.

sarai nutrimento dei miei sogni.

Sono a un passo dalle tue labbra,

soffia dolcemente caldo vento 

d’amore 

voglio canzoni che parlino al cuore.

___@Ab___

IN RICORDO DI STEFANIA GATTI, di Armando Bergaglio

IN RICORDO DI STEFANIA GATTI, di Armando Bergaglio

La notizia ci sorprende e ci addolora. Stefania gatti non è più tra noi.  A poca distanza dalla scomparsa del marito le è rimasto solo il tempo per versare una lacrima ed anche per lei il tempo si è fermato.

Chi era Stefania Gatti?  Ce lo dice lei stessa in una telegrafica autopresentazione nell’ultima pagina del suo volumetto di poesie: “Classe 1934, coniugata Pertusati, due figli maschi. Alla nascita del secondogenito lascia l’impiego per dedicarsi alla famiglia. Dal 1998 inizia a comporre poesie dialettali per animare le feste dell’Unitrè di Tortona, con inaspettato successo: ciò la stimola a continuare a coltivare questa passione”. E così Stefania ha continuato a coltivare la poesia, regalandoci il piacere di rileggere il nostro passato e la nostra città filtrati dal dialetto tortonese. Ci lascia un minuscolo opuscoletto di composizioni dialettali, e molte altre rimaste, purtroppo inedite,

Sono poesie che poteva scrivere solo chi ha amato ed ha vissuto la propria città. Lei, tortonese di razza, aveva  trascorso l’infanzia in una casa al margine di città giardino – la cascina Gatti – , quando lì era ancora campagna, anzi  segnava una netta linea di demarcazione tra la città ed un mondo rurale che le era tenacemente impresso nella sua memoria. Così ricordava Tortona, con tutti i cambiamenti avvenuti dal dopoguerra ad oggi, una città che ora si ritrova in Piazza Milano con le auto dei pendolari tortonesi, come racconta in una sua poesia. Una città raccontata con lucidità e freschezza giovanile, spesso con una sorridente ironia o attraverso episodi curiosi

Le sue poesie sono raccolte nel volumetto ‘Aria ‘d Turtona’. L’opera è  divisa in tre parti: “Par schers e par amur’, e  ‘Ricordi di gioventù’ presentate in dialetto (tortonese, ovviamente!), però con la ‘traduzione’ a fronte) e una terza parte di poesie nella lingua di Dante. 

La scomparsa di Stefania Gatti è una grave perdita per la “L’Officina del Dialetto”, che ricordiamo assieme ad altri due amici scomparsi, Tanino Castellani e Sergio Piccinini.

Sono sveglio, di Savino Calabrese

Sono sveglio, di Savino Calabrese

(Sono sveglio)

Sono 

sveglio,

sono 

vivo e

ti 

penso,

sento 

il 

tuo

respiro 

nel 

mio 

respiro,

il 

vento

quel 

gran mago 

mi 

parla di

te.

Le mie 

mani 

cercano 

le tue 

mani,

i miei 

occhi 

vogliono i

tuoi

occhi,

io 

ho 

bisogno 

di 

viverti,

di 

respirarti,

con te 

mi 

sento 

rinato,

ti amo 

disperatamente,

sei il

mio posto,

la mia 

casa, il

mio tutto.

SC

SECONDO APPUNTAMENTO CON “ALESSANDRIA MUSIC YOUTH FESTIVAL”

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SECONDO APPUNTAMENTO CON “ALESSANDRIA MUSIC YOUTH FESTIVAL”

”GEORGIAN BALLET”
LA GRANDE TRADIZIONE DI DANZA FOLKLORISTICA GEORGIANA

Grande attesa, sabato 16 luglio 2022 alle ore 21 in piazza Giovanni XXIII (piazza Duomo), ad Alessandria, per “Georgian Ballet”, secondo appuntamento dell’‘Alessandria Music Youth Festival’, organizzato dal Comune di Alessandria – in collaborazione con il conservatorio ‘A. Vivaldi’ – e dall’Associazione Internazionale delle Culture Unite (Direttore artistico Lorenzo Tazzieri, Project Manager Alberto Macrì).
Protagonista della serata il corpo di ballo folkloristico georgiano “Nanila”.
Una serata dedicata alla grande tradizione di danze e canti popolari della Georgia, Paese caucasico di antica civiltà, arricchiti da preziosi costumi dal grande impatto visivo grazie ai colori vivaci e alle forme fantasiose.
I movimenti del balletto, ritmici e sinuosi allo stesso tempo, ripropongono i modi delle relazioni quotidiane e trasmettono l’immenso orgoglio nazionale del popolo georgiano.
Sarà presente Téa Tchanturishvili, Capo del Dipartimento Relazioni Pubbliche Internazionali presso il Ministero dell’educazione, cultura e sport della Repubblica Autonoma Ajara (Repubblica della Georgia), che incontrerà il Sindaco Giorgio Abonante per valutare eventuali partnership o collaborazioni nei settori della cultura, promozione turistica, internazionalizzazione delle imprese e sviluppo economico.

Ingresso libero su prenotazione all’indirizzo mail: eventi@asmcostruireinsieme.it .

Il terzo e ultimo appuntamento con l’“Alessandria Music Youth Festival” sarà, sempre in piazza Giovanni XXIII, con il Gala Lirico, che è stato posticipato dal 4 al 5 agosto 2022.

’‘Alessandria Music Youth Festival’ è realizzato dal Comune di Alessandria in collaborazione con A.I.C.U., sul modello del ‘Genoa International Music Youth Festival’, attivo a Genova, con successo, dal 2018. Un “format” innovativo che unisce cultura e relazioni internazionali, al fine di generare partnership, visibilità e occasioni di sviluppo per le Città

Il Festival, partendo dalle opportunità presenti nei Paesi dove A.I.C.U. ha realizzato accordi con importanti realtà culturali e istituzionali, ha come obiettivi principali – oltre alla realizzazione di progetti in campo culturale – la promozione e sviluppo del brand Alessandria, lo sviluppo turistico della destinazione presso importanti mercati internazionali e l’individuazione di opportunità produttive o di mercato per le imprese interessate o già impegnate in processi di internazionalizzazione. Quest’anno i Paesi partner sono, oltre alla Georgia, il Cile, con l’ultimo appuntamento del 5 agosto, di cui sarà protagonista la Città di Concepcion.

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Silent book Club Genova a Ca’del Bric

Silent book Club Genova a Ca’del Bric

Silent book Club Genova a Ca’del Bric

Il Silent Book Club Genova nasce nel 2019 dalla volontà di portare a Genova un’iniziativa nata nel 2012 in America, con l’obiettivo di dedicarsi del tempo, facendo qualcosa che per natura si svolge in solitudine, condividendola, invece, con amici e sconosciuti.

Ci incontriamo per conoscerci e leggere ognuno il proprio libro in silenzio, senza alcuna imposizione di titoli, temi, tipologia di libro, per condividerne poi le impressioni a riguardo.

Ognuno di noi decide cosa leggere, romanzi, fumetti, saggi, manuali, libri in lingua originale, che siano in formato cartaceo, digitale o audiolibro.

I lettori che aderiscono all’iniziativa hanno in comune la voglia di condividere e lasciarsi ispirare, mettendo in gioco le proprie emozioni e trovando un luogo in cui sentirsi liberi di dare sfogo alla propria sensibilità e creatività.

Gli incontri avvengono settimanalmente, sempre in luoghi e giorni diversi, in modo tale da permettere a chiunque di poter partecipare.

Ci piace coinvolgere diverse realtà locali che possano collaborare con noi affiancando alla lettura altre attività.

Vorremmo quindi condividere con voi la nostra prossima “Special Edition” che si svolgerà in collaborazione con “Cà del Bric”, una splendida cantina che ospiterà la nostra serata di lettura.

Durante l’evento, la nostra seconda edizione qui, avremo modo di visitare la cantina e farci raccontare qualcosa sulla sua storia, le caratteristiche dei vini e le tecniche di produzione, potremo degustare i fantastici vini di Ca’ del Bric e infine potremo dedicarci alle nostre letture silenziose in mezzo ai filari di vigna.

Al termine della serata sarà possibile fermarsi anche a cena, con una proposta preparata dall’Agriturismo Ortosano, accompagnata dal vino di Ca’ del Bric.

Il numero massimo dei partecipanti è limitato e la prenotazione è obbligatoria.

A seguire, i dettagli dell’evento:

DOVE: Cantina Ca’ del Bric, Via Marconi 28, Montaldo Bormida, Alessandria

QUANDO: Sabato 30 luglio, a partire dalle 16:30 fino alle 23:00 circa.

COME: prenotando tramite il form https://forms.gle/LV1Sn8RLLLPSpcKfA

dopo la compilazione del form si riceverà una mail con le istruzioni per il pagamento di un’acconto. 

La prenotazione è effettiva solo a seguito dell’avvenuto pagamento. Il saldo andrà effettuato all’arrivo il giorno stesso.

COSTI:

Evento+degustazione+cena 45€

Evento+degustazione 25€

PROGRAMMA:

– 16:30 Accoglienza partecipanti

– 17:00 Degustazione dei vini

– 18:30 Lettura silenziosa e chiacchiere

– 20:30 Cena

Ne approfittiamo per informarvi che tutti gli aggiornamenti riguardanti gli incontri si trovano sui nostri canali social:

Instagram: www.instagram.com/silentbookgenova

Facebook: www.facebook.com/silentbookgenova

https://www.facebook.com/silentbookclubgenova/

SBC GENOVA

Valeria Bianchi Mian: Un tizio con la Ferrari d’oro

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Valeria Bianchi Mian: Un tizio con la Ferrari d’oro

Un tizio con la Ferrari d’oro. D’oro, sul serio, l’ho visto. Ma veramente d’oro <ohibò>. Uomo brizzolato sui sessanta-sessantacinque e fanciulla brunetta di rosso vestita, la quale saltella fino al tabaccaio <tum tum tum>. Oro. Rosso. Tronfio. I soldi danno la felicità? Mi verrebbe da applaudire e dire: «Non sei un alchimista, tu, tizio con la Ferrari d’oro, no. Guarda, secondo me proprio no, ci scommetto – non più di dieci euro però – che tu l’aurum non vulgi, no, non sai cosa sia. Non conosci la Pietra Filosofale ma te ne sbatti, e la vita te la prendi così, smagliante, alla leggera saltellante nel corpo di Ferrari d’oro e brunetta in rosso <brum brum brum> dalla culla alla tomba, e tutti ti guardano e dicono «Ehi, guarda quello con la Ferrari d’oro, ma la ragazza in rosso lo amerà?»

Ma può essere che al tizio brizzolato sessantacinquenne dell’amore non gliene freghi proprio niente, e magari avrà d’oro pure il membro virile, placcato però, chi lo sa, poi la prostata. D’oro sarà il water nel bagno d’oro, d’oro le piastrelle, il beverone proteico d’oro, d’oro i sogni e le lenzuola e in tutto l’oro del mondo anche lui come me e te morirà per essere sepolto, come tutti noi, dentro una bara. Ma la sua sarà d’oro. D’oro, sul serio. L’ho visto. I soldi danno la felicità? Chi lo sa?

Salvami da questa vita, di Iris G. DM

Iris G. DM

Salvami da questa vita,

salvami da me stessa,

dalle mie insidie, dalle mie manie,

dalla mia incapacità di andarmene

e salvarmi da sola.

Le persone dimenticano,

ti dimenticano, 

come è triste questa cosa!

I volti, ad esempio, tanti non me li ricordo

e gli altri parlano di me, come se mi conoscessero!

Come fanno, come sanno!

Salvatemi allora, salvatemi voi, voi che mi riconoscete,

voi che aprite l’ombrello quando piove, 

io invece sto lì, a raccogliere tutta la pioggia,

non ho freddo, 

non ho fame,

non so dove andare, portatemi con voi, voi che mi dite,

voi che sapete, sapete di me, cose che io non so!

Vorrei essere grata per quello che non ho,

e vi osservo, voi, che vi baciate, 

vi baciate con amore, 

forse mi salvo, forse mi basta

un bacio e una carezza. Iris G. DM

Riflessioni. Maria Clausi: PERCHÉ CERTE PERSONE AMANO CIRCONDARSI DI BENI MATERIALI?

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Maria Clausi: PERCHÉ CERTE PERSONE AMANO CIRCONDARSI DI BENI MATERIALI?

PERCHÉ CERTE PERSONE AMANO CIRCONDARSI DI BENI MATERIALI?

Un giorno ero seduta al tavolo di un ristorante insieme a mio marito  e per puro caso capitò accanto al nostro tavolo un gruppetto di persone in cui vi erano uomini e donne. Una di queste donne per tutto il tempo in cui rimase lì non fece che parlare di sfilate di moda e di capi firmati. 

A me piace molto l’alta moda, in particolare Armani e guardo volentieri le sue sfilate (in tv). Fare di questo argomento l’unico argomento di conversazione e fare dei capi griffati l’unica cosa interessante che si possa avere nella vita, però, mi pare davvero eccessivo!

Spesso mi capita e mi è capitato in passato di conoscere persone che hanno come unico argomento di conversazione abiti e accessori di lusso, vetture, gioielli, acconciature, strumenti per la cura e la bellezza della persona …

La cura del proprio corpo è un gesto di sano amore e di sano rispetto per sé stessi, ma quando diventa unica preoccupazione della giornata o della esistenza evidentemente qualcosa non funziona nel verso giusto!

Anche il volere a tutti i costi riempire la propria vita di beni di lusso è  indice di qualcosa che non va: miseria spirituale? Vuoto affettivo? Estrema superficialità? 

Non saprei. Certo è che noto spesso un rapporto inversamente proporzionale tra amore per i beni di lusso e spessore umano!

Sarà una mia rigida impostazione mentale? Non saprei, ma se leggo il Vangelo mi pare che ciò che si accosta maggiormente ad esso è il mio di pensiero: un po’ meno quello di chi ama ossessivamente borse e abiti by Armani!