non lo so perche scrivo non so manco se sono bravo o faccio schifo, scrivo per me stesso questo posso dire per esprimermi , esprimere dei lati di me che manco io conoscevo di riflessione , di amore , poi non sta a me dire se sono bravo o no se ho delle capacita’ o no ma a chi mi legge naturalmente, so solo che per me e ‘ un modo di comunicare. semplicemente questo.
Mese: agosto 2023
L’ ESSERE NULLA, di Stefano Polo
L’ ESSERE NULLA
written by: Stefano Polo
Ti senti perso dentro quella buia stanza
vedi solo un muro, tristezza,
sensazione di vuoto dentro il cuore
di un arido gelido, come un campo incolto
e un buio tetro dentro il tuo animo
e gli occhi spenti come una sigaretta
nel portacenere appena posata…
Ma un giorno nel tuo cuore
il sole tornerà a splendere di nuovo
la vita in te tornerà a galla
e l’essere nulla, quella gelida sensazione
mai più tornerà
un sorriso largo come il cielo stellato
spunterà dal tuo viso
e vedrai nel tuo specchio riflesso
il tuo essere rinato…
lucia triolo: suonodore
Indicazioni d’uso:
attaccare anche
l’ultimo bottone
quello in alto sotto la gola
poi fare il nodo alla cravatta
che ho indossato
tutta la notte
con te-per te
e ritrovare l’odore del mio ventre
lì dove ha
dimora la tua voce
-un tuffo nel
ritorno al mio odore
Non so se occorrerà anche
separare l’ultimo capoverso
delle parole che non mi
hai dette mai
Quasi il sobbalzo di un continuo pensiero

lucia triolo: foresta in chimono
Immensa è quest’ombra in chimono
“È l’ombra della tua foresta”,
dici
Immensa è l’ombra della mia foresta
“Tu la tieni tutta nel guanto”,
aggiungi
No, non è vero, c’è qualcosa
del chimono
che non riesco a far entrare, un resto
Sfugge
“Lascialo
lascialo fuori,”
dici
“è essenziale quel resto:
è il sedile per
la tua stanchezza”
Già, stanca
è la mia foresta!

Solo due parole su giovinezza e maturità…
Quando si è giovani si vive un dramma per una storia d’amore finita male o per un innamoramento non corrisposto. Ci sembrano così importanti i nostri amori, fortunati o meno, quando sono fattarelli inessenziali per il resto del mondo. Spesso la nostra ragione e la nostra memoria funzionano in modo molto “fazioso”: pensiamo e ricordiamo per molto più tempo quando siamo stati lasciati, traditi o non corrisposti rispetto a quando noi abbiamo lasciato, tradito e rifiutato. La nostra mente -almeno nella giovinezza- è masochista. Così una ragazza comune, che gli ha detto “no”, diventa la musa di un aspirante poeta. Molti giovani vogliono rendere partecipi tutti del loro amore, delle qualità, della bellezza della loro amata e allora lo scrivono su tutti i muri della loro città. Non è forse così? Non trovate che sia così? Qualcuno dirà che sono solo generalizzazioni. Io rispondo che senza generalizzazioni non ci sarebbe conoscenza e nemmeno si camperebbe! Ogni giorno facciamo delle generalizzazioni. Continuiamo allora con le generalizzazioni. Da giovani si vuole cambiare il mondo. È più difficile invece trovare persone mature che vogliano farlo. La giovinezza, secondo statistiche e ricerche, è anche la fase più creativa della vita; i geni hanno fatto scoperte o creato capolavori spesso da giovani. Ciò nonostante la maggioranza dei giovani non sfrutta queste potenzialità perché affaccendata in tutt’altro. A ogni modo nella giovinezza si è maniaco-depressivi, come non mai. Basta poco per toccare il cielo o vivere in un inferno terreno. Ci sono degli errori giovanili che determinano, decidono il resto della nostra vita e che finiamo per pagare vita natural durante. Ci sono persone che immolano la giovinezza sull’altare dello studio o del successo e finiscono per rimpiangerla per tutta la vita. Beato è chi ha vissuto la giovinezza da giovane e non chi ha avuto una giovinezza posticcia in là con gli anni! Di alcuni si dice non a caso: “non è mai stato giovane”. Bisogna essere giovani da giovani, che non è una tautologia, come potrebbe sembrare. Gli studenti non vedono l’ora di laurearsi e lavorare. I fidanzati non vedono l’ora di sposarsi e fare figli. E non sanno che quello è il periodo migliore della loro vita! È molto difficile vivere pienamente la giovinezza, ma quasi impossibile è saperla apprezzare proprio quando si è giovani. Le Nazioni Unite hanno stabilito che si è giovani dai 15 ai 24 anni, ma la giovinezza oggi è una fase che si protrae spesso più a lungo. Se chiediamo quando hai smesso di essere giovane, i più non rispondono a una certa età ma pensando a quando è finito un amore, a quando hanno iniziato a lavorare, a quando è morta una persona cara. La giovinezza è quindi percepita soprattutto interiormente più che anagraficamente, ma ciò non toglie che possa essere una percezione errata. La questione principale è che con la maturità ha la meglio il principio di realtà sul principio di piacere. Un altro problema, anche se è vero che non si può essere giovani per tutta la vita, è che si invecchia troppo presto. La maturità comunque è anche l’approdo di equilibrio e di un minimo di stabilità per i più. Alcuni sostengono che la gioventù è il periodo più bello della vita. Altri come lo scrittore Nizan sostengono l’esatto contrario. Io ritengo che sia una stagione molto altalenante dal punto di vista degli umori. Comunque nella giovinezza diamo un’importanza esclusiva a quel che chiamano amore sia per una questione ormonale che per la nostra insofferenza alla solitudine. Dobbiamo accoppiarci e non possiamo stare soli. Nella giovinezza possiamo vivere sia gli amori platonici che il sesso sfrenato. La giovinezza è una mistura esplosiva di idealismo, materialismo, sentimentalismo, spesso mal assortiti e mal combinati. Da giovani si è innamorati delle idee, dell’amore e si è dipendenti dal sesso. La nostra psiche e il nostro organismo difficilmente ci consentono di ripetere queste cose in altre stagioni della nostra vita. Con l’avvento della maturità non è che ristrutturiamo cognitivamente ed emotivamente tutto ciò: è solo che abbiamo meno energie, siamo più esperti e pensiamo molto meno alle nostre questioni sentimentali perché incombono altri problemi più pratici come i soldi, la salute, la famiglia, etc etc. Nella maturità non abbiamo più la forza, la fantasia e l’ingenuità di idealizzare una donna. Alcuni potrebbero obiettare e sostenere che non è vero e che ci sono milioni di anziani nel mondo che si innamorano di donne molto più giovani. Ma a mio avviso queste persone sono eterne adolescenti o vivono tutta la vita in uno stato di tarda adolescenza. La maturità insomma non è solo un fatto anagrafico. La maturità è anche rassegnazione e accettazione; è anche assennatezza. Non si può vivere in un ridicolo infantilismo cronico. C’è scritto anche nell’Ecclesiaste che esiste per ogni cosa un suo momento. Ogni stagione della vita ha la sua bellezza e tutto sta a saperla cogliere. A mio avviso è un’illusione quella di sentirsi “forever young” per tutta la vita. No. Non si può fare i giovanotti a vita. Eppure, come si suol dire, al cuore non si comanda. Innamorarsi, almeno inizialmente, è un vero toccasana a tutte le età: è il miglior antidepressivo naturale, ma ha anch’esso le sue controindicazioni e le sue ripercussioni negative, perché è bello finché dura, fino a quando si spera di essere corrisposti o fino a quando si è corrisposti, ma poi? Poi bisogna raccogliere i cocci e farlo a cinquant’anni o a sessanta è molto più difficile e più gravoso. A una certa età è più difficile riprendersi da una delusione; è più impegnativo recuperare le forze. In più innamorarsi significa talvolta lasciarsi con la moglie e sorbirsi la separazione con addebito: non tutti possono permettersi la separazione o il divorzio, perché rischiano di diventare padri poveri. Inoltre si potrebbe vedere tutto da un’altra ottica: Hölderlin ad esempio sosteneva che solo quando è passata amiamo e rimpiangiamo la giovinezza. È molto meglio rassegnarsi perché a mio avviso è la miglior forma d’amor proprio e di rispetto per sé stessi piuttosto che inseguire elisir di eterna giovinezza. La maturità, almeno quella interiore, è consapevolezza dei nostri limiti e rinuncia. Lo so. Molti storceranno il naso, perché nella nostra società domina incontrastato il giovanilismo. E a questo punto come non fare una citazione abusata e ricordare della Magnani, che diceva ai truccatori: “Non toccate le mie rughe. Le ho pagate care”. La presa di coscienza di qualcosa che volge al termine è espressa magistralmente in questi versi della grande poetessa Lamarque: “A vacanza conclusa dal treno vedere/ chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna/ la loro vacanza non è ancora finita:/ sarà così sarà così/ lasciare la vita ?”
Non sono versi illuminanti?
“Caprera: L’Isola Incantata al Cuore del Mediterraneo”
L’Isola di Caprera, situata al largo delle coste della Sardegna, è una perla incastonata nel cuore del Mediterraneo. Conosciuta per la sua natura selvaggia, le acque cristalline e una storia intrisa di fascino, Caprera attira visitatori da tutto il mondo, offrendo loro un’esperienza indimenticabile.

“Caprera: foto dalla pagina facebook Caprera
Le sue radici storiche risalgono all’Ottocento, quando l’isola divenne la dimora di uno dei più grandi eroi d’Italia, Giuseppe Garibaldi. Questo patriota e combattente per l’indipendenza italiana trascorse gli ultimi anni della sua vita sull’isola, donandole un’aura di rilevanza storica. Oggi, i visitatori possono esplorare la Casa Bianca, la dimora di Garibaldi, che è stata trasformata in un museo per onorare la sua memoria e conservare il suo patrimonio.
Ma Caprera è molto più di un semplice museo storico. La natura incontaminata dell’isola è un vero paradiso per gli amanti del mare e dell’avventura. Le sue spiagge di sabbia bianca e ciottoli, accarezzate dalle acque turchesi, offrono un ambiente ideale per rilassarsi e prendere il sole, mentre i sentieri che attraversano l’isola sono perfetti per gli escursionisti e gli amanti del trekking.
Una delle gemme più preziose di Caprera è la sua biodiversità. L’isola è protetta all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e ospita una varietà di specie animali e vegetali uniche. Le tartarughe marine, i gabbiani e i falchi pellegrini fanno di Caprera un paradiso per gli appassionati di birdwatching, mentre le sue acque sono ideali per gli amanti delle immersioni, con numerosi siti da esplorare.

Per i viaggiatori che cercano una pausa dalla frenesia della vita quotidiana, Caprera offre tranquillità e serenità. Lontano dal caos delle città, l’isola è un luogo in cui il tempo sembra rallentare e dove è possibile ritrovare il contatto con la natura e con se stessi. Gli scorci panoramici mozzafiato e il suono del mare che culla l’isola trasformano ogni visita in un’esperienza indimenticabile.
Inoltre, Caprera offre una deliziosa esperienza culinaria, con ristoranti che propongono piatti tipici della cucina sarda e mediterranea. I sapori autentici, combinati con ingredienti freschi e di stagione, soddisferanno i palati più esigenti.
Caprera è un’isola unica che cattura il cuore di chiunque la visiti. La sua storia affascinante, la natura incontaminata e la bellezza mozzafiato ne fanno una meta imperdibile per i viaggiatori in cerca di autenticità e di avventure nel cuore del Mediterraneo. Visitare Caprera è come entrare in un sogno, un sogno che si materializza davanti ai nostri occhi con tutto il suo splendore.
Recensione di “Lo Spiraglio” di Lucia Triolo, a cura di Alessandria today
“Lo Spiraglio” è una poesia che afferra l’attenzione del lettore grazie alla sua brevità e alla sua capacità di dipingere immagini evocative in poche parole. L’autrice, Lucia Triolo, ci trasporta in un mondo di ombre e luci, di passato e futuro, in un fluire di emozioni e sentimenti che si fondono e si sciolgono

Foto da Pexels
Il verso iniziale “uno spiraglio lucida la propria ombra poi i dilegua” ha un impatto notevole, aprendo la poesia con una visione enigmatica e suggestiva. Ciò che sembra un’immagine semplice si rivela invece ricco di significato, evocando il concetto di fugacità dell’essere umano e delle esperienze che ci attraversano.
La successiva descrizione della vasca da bagno e dell’accappatoio umido crea un’atmosfera intima e personale, offrendo al lettore una finestra sulla quotidianità dell’individuo. La poesia sembra esplorare il concetto dell’effimero, della transitorietà delle esperienze e dei sentimenti, come la vita stessa che scorre attraverso noi.
Le parole “nell’ombra tutto accade, il passato il presente il futuro…” esprimono una prospettiva filosofica, suggerendo che l’oscurità sia il luogo in cui si svolgono tutti gli aspetti del tempo. Questa riflessione sulla temporalità e sull’essenza stessa dell’esistenza umana dona profondità alla poesia.
La presenza del “fuori luogo” con spalle e profilo aggiunge una nota di estraneità e stranezza, come se l’io narrante si trovasse in un contesto ambiguo e incerto. Questa ambivalenza potrebbe essere intesa come una rappresentazione della complessità delle emozioni umane.
Inoltre, l’apparire e il dileguarsi di qualcosa “altrove” introduce il concetto di desiderio e passione, ma poi si dissolve nel nulla. Questa dualità tra presenza e assenza, tra ciò che è cercato e ciò che è perduto, arricchisce la poesia di una malinconica bellezza.
L’ultima immagine di qualcosa “vaga vestita di stracci” ci proietta in una realtà meno definita, una rappresentazione di un sentimento che è sfuggente e sfocato, come un ricordo sbiadito.
In conclusione, “Lo Spiraglio” di Lucia Triolo è una poesia di grande impatto emotivo, che cattura il lettore con immagini suggestive e una riflessione profonda sulla temporalità e l’intangibilità delle esperienze umane. La brevità della poesia è una sua forza, poiché riesce a comunicare tanto in così poche parole, lasciando spazio all’interpretazione personale. Una lettura altamente consigliata per gli amanti della poesia che cercano di esplorare l’animo umano e la sua eterna ricerca di significato.
lucia triolo: lo spiraglio
uno spiraglio
lucida la propria ombra
poi
i dilegua;
nella vasca da bagno
ha lasciato
l’accappatoio
umido
e i piedi
nell’ombra tutto
accade,
il passato il presente il futuro…..
un fuori luogo
di spalle, di profilo
Altrove fa capolino talvolta
fra oscure titubanze
il fremito di un volto
…desiderio,
…passione.
Poi nulla
Qualcosa
vaga
vestita di stracci
lucia triolo: i destini altrui
non c’è luce
dove
vagano intensi destini
come frasi
andate fuori tema
ampia è la trama
dei destini altrui
dove tu tacitamente vaghi
un fuoco di fila di
antiche età
in cerca dell’ inizio
in uno stare in un andare

Nell’ora assetata del giorno,Gabriella Paci
Nel silenzio delle nuvole e del cielo,
si consuma l’ora assetata del giorno
dove non alito smuove la stasi del bagliore accecante
che mitiga la forza dell’ombra rendendola vana.
Tutto è fermo, tutto tace
Nell’apatia delle membra e della parola
solo s’ode il frinìo costante della cicala
che pare solidificarsi nell’aria densa
senza romperne l’assurda immobilità.
Tutto è fermo, tutto tace.
Il pensiero solo rompe l’inerzia:
è volontà di volo verso immagini lontane
dove dissetare l’ansia del cuore che mai tace
dove trovare nuova linfa per ridare vita alla vita.

Poesia: “Sorso di pianto” di Caterina Alagna

Ti cercherò
in un prato di nuvole
a piovere stelle
e germogli di lampi.
Sulle tua labbra
bugiarde e di miele
ora fiorisce un sorso
di pianto.
lucia triolo: la fermata
Raggiunta la fermata.
non c’è ancora nessuno
oppure
non c’è più nessuno
torna di pietra il passo-ombra

lucia triolo: lo spiraglio
uno spiraglio
lucida la propria ombra
poi
i dilegua;
nella vasca da bagno
ha lasciato
l’accappatoio
umido
e i piedi
nell’ombra tutto
accade,
il passato il presente il futuro…..
un fuori luogo
di spalle, di profilo
Altrove fa capolino talvolta
fra oscure titubanze
il fremito di un volto
…desiderio,
…passione.
Poi nulla
Qualcosa
vaga
vestita di stracci

lucia triolo: la sarta folle
niente paura
una sarta folle
ecco tutto
ciò che occorre
per scucirmi di dosso
carne e pelle,
una forbice che tagli
sonni e sogni
non voglio più usarli come
malinconia
capro espiatorio
per spifferi di me in fuga
