Ignavia, di Maria Teresa Infante

Ignavia, di Maria Teresa Infante

Ignavia 

Ci sono notti 

che hanno gli occhi delle donne

ed altre 

che ne asciugano il dolore.

Ieri una donna si chiamò Maria 

e generò da spine il grande amore.

Ieri una donna ci indicò la strada

ma ancor di croci il cielo è costellato.

Sarà condanna o la sciagura umana?

Aspetteremo l’alba che rischiari 

o dormiremo il sonno degli ignavi? 

Maria Teresa Infante

da “Rosso sangue” Oceano Edizioni, 2018 

Immagine web: Gustav Klimt

I NOSTRI  RESPIRI – OUR BREATHING , di Mirella Ester Pennone Masi

I NOSTRI  RESPIRI – OUR BREATHING , di Mirella Ester Pennone Masi

I NOSTRI  RESPIRI  

Nel tramonto anelante di fiabe

solo due palme ondeggiano, lente, 

testimoni silenti di nuovi giochi

all’ombra tremula

Palpitano làttimi di stelle

in cerca di segreti infuocati

e di note aperte al vento;

ecco … scintillano … precipitano,

ed è un prisma di colori

Un temporale dalla stagione breve

in me lascerà tracce di nostalgia;

ma ora c’è l’isola a ritmare il tempo,

il verde mare, le onde e i nostri respiri:

“il tuo, mai disancorerà dal mio cuore”

*

 OUR BREATHING  

In the longing sunset of fairy tales

only two palm trees sway, slow, 

silent witnesses of new games

in the trembling shade

They throb with stars

in search of fiery secrets

and of notes open to the wind;

behold … they sparkle … they precipitate,

and it is a prism of colours

A storm from the short season

will leave traces of nostalgia in me;

but now there is the island to mark time,

the green sea, the waves and our breaths:

“yours, never will it leave my heart”

ester @ mirella M P    2018

my photo

Mi manca il mare, di Giuseppe Pippo Guaragna

Mi manca il mare, di Giuseppe Pippo Guaragna

Mi manca il mare 

Quanto mi manca il mare, 

la carezza salata sulla pelle, 

immergersi al profondo

trattenendo il respiro, 

è diventarne parte tra le stelle

marine, e le verdesche, che guizzano

spavalde e colorate. 

Mi manca il mare, 

l’incontro con le trigoni e le mante

e con il loro incedere elegante, 

dare la caccia a mormore e corvine

ed alla grande cernia,

regina incontrastata dei fondali

dove l’acqua è più fonda.

Mi manca il mare, 

le grandi praterie di poseidonia, 

che sembrano danzare

al ritmo che gl’impone la corrente, 

e t’accarezzan lieve sulla pelle 

nel brulichio di pesci colorati.

Mi manca il mare, 

disteso su uno scoglio ad osservare

il volo dei gabbiani su nel cielo, 

e poi il tuffo improvviso sulla preda, 

e quei tramonti d’ambra 

che sembrano dipinti da un pittore.

E si manca il mare, 

mi manca la scogliera, 

a me vecchio delfino ormai spiaggiato.

12 luglio 2022

Chiedo se, di Stefania Melani – Percorsi di luce

Chiedo se, di Stefania Melani – Percorsi di luce

Chiedo se 

come il mio sia il tuo sognare

se tu rimanga a terra o voli

nel quotidiano gioco degli scacchi?

Guarda; 

simile ad un empireo impalpabile 

piantano le stelle

vivai di lumi.

Tutto somiglia al sogno nella notte 

chiuso in siderea corazza

della luna bugiarda.

Vedi? 

Spia sui dubbi e sulle sfide degli amanti

e, come tartaruga, 

rimane assente nella sua corazza.

Oh..luna di magnete

attrai impassibile l’essenza di un mondo

adulatore, 

che s’illude come una stella spenta.

Stefania Melani @

BUONGIORNO LUMINOSO E SERENO e FELICE FINE SETTIMANA DI SOGNI 

amici carissimi della mia pagina artistica.

Foto di Stefania Melani @ Foto dalla mia casa in collina

DESTINO, di Horion Enky

DESTINO, di Horion Enky

DESTINO – HORION ENKY

Non porterò con me la rabbia, 

se è stato  infausto, il destino.

Non me la prenderò con i miei piedi,

 se mi duoleranno in certi momenti  nel cammino.

Non mi fermerò ad ascoltare il mio passato, 

continuerò andare avanti guardando il sole 

che nasce ogni mattino, 

lasciando le ombre che mi seguono,

 al loro destino.

Astro velato

Nel profondo buio ieri notte; ho deciso non cercarti; i miei occhi sono fragili al tuo spiccare possente.

La tua presenza fa troppo male… al contempo quando perdo la tua luce, precipito a sciagurata velocità.

So che sei lì, dietro a mille rami di fitti alberi che la brezza, portata dal mare smuove, intravedendo la tua aurea incandescente.

Sei più luminoso che mai… ti ostini a restare fin troppo lontano per riuscire ad accarezzare i tuoi contorni.

Le rose invecchiate non riesco a vedere nel manto nero che copre la mia testa eppure; sono lì anche esse, una blandizia rassererenebbero il loro per tornare nello splendore e le sue spine ancora una volta mi incidono.

Plenilunio foto da sky24

Astro; che sei mio compagno nelle notti fredde e quelle calde dove mi trovo nuda nel pensiero.

Da fridalaloka.com.

Tua.

15 luglio, 2022.

Adoro i pittori … di Rosalba Di Giacomo

Adoro i pittori … di Rosalba Di Giacomo

Adoro i pittori perchè 

danno voce e colori a paesaggi  

che carpiscono con lo sguardo 

e sulla tela riportano

con sapienti  pennellate. 

E i paesaggi vivono. 

Restano lì immoti, centenari, immutati. 

Ritrovi, su una tela, 

scene campestri di secoli nell’oblio. 

E ne subisci ancora

il fascino e la bellezza. 

Ne assapori i particolari,

divaghi sui costumi d’epoca  ritratti. Dell’insieme ammiri la freschezza. 

Io scrivo, invece.

Impiego parole, non colori.

Quanti giornali sono andati al macero 

con la mia firma ed i miei pensieri? 

Tanti e poi tanti negli anni. 

Le parole,

non son quadri attaccati alle pareti! 

Oggi,  a differenza di ieri

quando argomentavo un po’ di tutto,

solo parole in fila metto.

Mi dicono che faccio poesia. 

E cosa vuoi che sia!

Non è lo stesso che una tela animare

con appropriate pennellate di colori!

Ma, ad ognuno il suo!

Ad ognuno i propri amori!

Rosalba Di Giacomo 

“Il Ratto d’Europa”

Francesco Zuccarelli

Mi scoppia l’estate tra le mani, di Marina Donnarumma

Mi scoppia l’estate tra le mani, di Marina Donnarumma

Buongiorno 

Mi scoppia l’estate tra le mani

senza poter trattenere il sole,

ho male di vivere e bruciature ardenti.

Volevo dire solo parole,

volevo dire senza parlare,

volevo dire per non morire

e spalmare crepuscoli sulle ombre della terra.

Volevo solo credere che io ero vita

e donarla a chi la vita vuole.

Mi scoppia il mondo tra le mani e 

Io non riesco a raccoglierne i pezzi.

Ho solo due mani

e un grande cuore pieno di spine.

Io abito in quel monte azzurro che tocca il cielo

e si fa spazio in mezzo alle nuvole

Io abito in mezzo ai ciottoli della vigna,

coltivo rose dove ci sono grappoli lucenti.

Io abito in mezzo al fuoco,

sono quel fiume di gonfia lava 

che precipita nel mare.

Sono quel fuoco che brucia e arde, 

nelle mie vene sangue e fuoco

e mi scoppia tutto tra le mani. Iris G. DM

LA MACCHINA DEL TEMPO, di Yuleisy Cruz Lezcano

LA MACCHINA DEL TEMPO, di Yuleisy Cruz Lezcano

I miei occhi si son fermati

sui sassi che racchiudono figure rosse. 

E poi? 

Arriva il silenzio del rumore!

Un uccello dall’alto, come tirassegno,

mi lancia sulle mani una chiave mobile.

Attorno allo sguardo, il paesaggio…

si apre una finestra,

mi fa capire chi eravamo, chi siamo e chi ero.

Da allora spero 

di tornare nel  Castello Pietrarubbia

per ributtarmi nella macchina del tempo,

solo per il bisogno di muovermi come cosa persa

e nel passato, immersa,

scomparire 

fra gli oggetti, fra i quadri e le cose

che sto guardando,

mentre respirando, traduco 

parole incomprensibili,

in emozioni.

IL PRIMO PALPITO, di Mirella Ester Pennone Masi

IL PRIMO PALPITO, di Mirella Ester Pennone Masi

IL PRIMO PALPITO

Ti ho incontrato in una fiaba,

nel barlume di un crepuscolo

sotto gli spruzzi di pioggia:

è nata così la nostra storia

mi hai insegnato ad amare.

Adesso, quando ti penso, 

sorrido teneramente

a quella giovinezza fiorita

che racchiuse 

il primo palpito del mio cuore;

è così lontano quel tempo!

Mi ricordo dolce e timida

quasi sdegnosa

<verso la mia sensualità.>

Talvolta, l’emozione

mi tradisce ancora

si ridesta in me

un canto di fanciulla

sempre in ansiosa attesa,

sotto le stelle sperava

un’aurora e nuova vita

con la sua marea.

Sotto la mia leggerezza apparente

c’è sempre una risonanza

che appesantisce il mio pensiero;

ma presto ritrovo il mio equilibrio

fioccoso d’ironia.

La lenta luce del primo sole

ricaccia indietro le tenebre ombrose

e i ricordi, ma io sarò sempre

la rondine affannosa

prigioniera

del mio sogno d’Amore.

ester@mirella MP      13 luglio 2019

foto web

Sono nata a novembre, di Iris G. DM

Sono nata a novembre, di Iris G. DM

Sono nata a novembre,

Il mese delle lapidi e delle messe,

Dei giorni grigi e delle piogge che pungono 

Come metallo.

Da bambina pensavo che i crisantemi

Fossero tutti bianchi, poi ho scoperto gli altri colori.

Ho pensato che forse non era così triste novembre! 

Alla fine le corone erano state mazzi di fiori!

Ho pensato che era un mese per morire,

di fiammelle a consumare.

Però c’erano le mele nuove,

Le focacce d’uva,

Nei cassetti le noci e i cachi a maturare.

Sono nata a novembre,

La luna era calante,

Non si poteva amare, 

chi era nata a novembre.

A novembre si moriva,

Chi mi avrebbe mai amata!

I cipressi nascondevano la luna,

Ma la luce, la luce,

Quella inondava ogni atomo 

Del mio corpo!  Iris G.DM

Passione che nasce e mai muore, di Alma Bigonzoni

Passione che nasce e mai muore, di Alma Bigonzoni

Passione che nasce e mai muore

un fuoco che arde all’interno 

dell’anima.

Ti porterò con me negli abissi più 

profondi del cuore,

nei silenzi più remoti dell’anima.

sarai nutrimento dei miei sogni.

Sono a un passo dalle tue labbra,

soffia dolcemente caldo vento 

d’amore 

voglio canzoni che parlino al cuore.

___@Ab___

IN RICORDO DI STEFANIA GATTI, di Armando Bergaglio

IN RICORDO DI STEFANIA GATTI, di Armando Bergaglio

La notizia ci sorprende e ci addolora. Stefania gatti non è più tra noi.  A poca distanza dalla scomparsa del marito le è rimasto solo il tempo per versare una lacrima ed anche per lei il tempo si è fermato.

Chi era Stefania Gatti?  Ce lo dice lei stessa in una telegrafica autopresentazione nell’ultima pagina del suo volumetto di poesie: “Classe 1934, coniugata Pertusati, due figli maschi. Alla nascita del secondogenito lascia l’impiego per dedicarsi alla famiglia. Dal 1998 inizia a comporre poesie dialettali per animare le feste dell’Unitrè di Tortona, con inaspettato successo: ciò la stimola a continuare a coltivare questa passione”. E così Stefania ha continuato a coltivare la poesia, regalandoci il piacere di rileggere il nostro passato e la nostra città filtrati dal dialetto tortonese. Ci lascia un minuscolo opuscoletto di composizioni dialettali, e molte altre rimaste, purtroppo inedite,

Sono poesie che poteva scrivere solo chi ha amato ed ha vissuto la propria città. Lei, tortonese di razza, aveva  trascorso l’infanzia in una casa al margine di città giardino – la cascina Gatti – , quando lì era ancora campagna, anzi  segnava una netta linea di demarcazione tra la città ed un mondo rurale che le era tenacemente impresso nella sua memoria. Così ricordava Tortona, con tutti i cambiamenti avvenuti dal dopoguerra ad oggi, una città che ora si ritrova in Piazza Milano con le auto dei pendolari tortonesi, come racconta in una sua poesia. Una città raccontata con lucidità e freschezza giovanile, spesso con una sorridente ironia o attraverso episodi curiosi

Le sue poesie sono raccolte nel volumetto ‘Aria ‘d Turtona’. L’opera è  divisa in tre parti: “Par schers e par amur’, e  ‘Ricordi di gioventù’ presentate in dialetto (tortonese, ovviamente!), però con la ‘traduzione’ a fronte) e una terza parte di poesie nella lingua di Dante. 

La scomparsa di Stefania Gatti è una grave perdita per la “L’Officina del Dialetto”, che ricordiamo assieme ad altri due amici scomparsi, Tanino Castellani e Sergio Piccinini.

Sono sveglio, di Savino Calabrese

Sono sveglio, di Savino Calabrese

(Sono sveglio)

Sono 

sveglio,

sono 

vivo e

ti 

penso,

sento 

il 

tuo

respiro 

nel 

mio 

respiro,

il 

vento

quel 

gran mago 

mi 

parla di

te.

Le mie 

mani 

cercano 

le tue 

mani,

i miei 

occhi 

vogliono i

tuoi

occhi,

io 

ho 

bisogno 

di 

viverti,

di 

respirarti,

con te 

mi 

sento 

rinato,

ti amo 

disperatamente,

sei il

mio posto,

la mia 

casa, il

mio tutto.

SC

Salvami da questa vita, di Iris G. DM

Iris G. DM

Salvami da questa vita,

salvami da me stessa,

dalle mie insidie, dalle mie manie,

dalla mia incapacità di andarmene

e salvarmi da sola.

Le persone dimenticano,

ti dimenticano, 

come è triste questa cosa!

I volti, ad esempio, tanti non me li ricordo

e gli altri parlano di me, come se mi conoscessero!

Come fanno, come sanno!

Salvatemi allora, salvatemi voi, voi che mi riconoscete,

voi che aprite l’ombrello quando piove, 

io invece sto lì, a raccogliere tutta la pioggia,

non ho freddo, 

non ho fame,

non so dove andare, portatemi con voi, voi che mi dite,

voi che sapete, sapete di me, cose che io non so!

Vorrei essere grata per quello che non ho,

e vi osservo, voi, che vi baciate, 

vi baciate con amore, 

forse mi salvo, forse mi basta

un bacio e una carezza. Iris G. DM

Sei un pensiero incontrollabile, di Alma Bigonzoni

Sei un pensiero incontrollabile, di Alma Bigonzoni

Sei un pensiero incontrollabile, 

disobbediente, ma che 

amo incondizionatamente. 

Mi tocchi la mente e accarezzi il 

mio cuore rendendolo parte di te,

sei il fascino che mi penetra dentro

sei bollente come un vento estivo,

un’aria che mi sfiora la pelle nella 

tenerezza di un pensiero.

Chiudo gli occhi e posso sfiorarti

la mia mente si sente legata a te… 

Sia quel che sia

___@Ab___

Ti sei già voltato indietro, di Rosalba Di Giacomo

Ti sei già voltato indietro, di Rosalba Di Giacomo

Ti sei già voltato indietro 

e mi hai cercato,

ora che accanto al tuo

non vi è più il mio passo. 

La solitudine in te ogni angolo 

ha smussato ma è tardi.

Scemato è il calore

che fino a ieri ti ho donato. 

Passerà questo inverno 

di neve e gelo,

oltre il buio arriverà l’aurora che,

con roseo velo,

ricoprirà i ricordi del passato. 

Fioriranno ancora le rose

in primavera e la verde collina

accoglierà il sole quando

calante si porrà a sera. 

Io solcheró il cielo come roseo airone

legata al tuo cuore con un filo. 

Seguirò da lontano la tua via

fino a quando voleremo ancora

in compagnia.

Rosalba Di Giacomo

Luglio 2017

Si specchia il suono del tempo, di Stefania Pellegrini

Si specchia il suono del tempo, di Stefania Pellegrini

Si specchia il suono del tempo

La sera si veste di ritmi lontani,

l’estate rovente

intorpidisce l’aria.

Sull’abete in giardino,

forte il fruscio tra le fronde.

Chioccola il merlo,

passerotti cinguettano

scuotendo l’aria quieta.

In amorevole eco

si specchia il suono del tempo

aprendo a ricordi passati,

che fluttuano, planano

sfiorando acque ferme

come gabbiani inquieti.

La memoria è voce che si cerca

nell’antico giardino,

dolce e arresa

al tempo appassito

che non ha semi per rinascere.

Oggi il mio pensarti

rumoreggia come onda di mare

nella conchiglia,

che conquistata la luce

riempie il vuoto dell’assenza

e col suo pieno mi scalda

di tiepida fiamma.

Stefania Pellegrini ©

INEDITA – 2022

(dalle mie foto-elaborazioni)

NOTTE DI STELLE, di Miriam Maria Santucci

NOTTE DI STELLE, di Miriam Maria Santucci

NOTTE DI STELLE 

Spunta all’orizzonte la luna

e il firmamento s’accende.

Ammaliato il mio sguardo rimira

miriadi di stelle.

Ma non sono lucenti quei punti

che si agitano in mezzo alle onde:

sono tante manine di bimbi

che il mare nasconde.

Non vorrei più staccare lo sguardo

dalle stelle che brillano in cielo,

ma non ho davvero coraggio

a stendere un velo.

Sulla Terra che l’uomo ha annientato

resta ormai solo angoscia e dolore:

ogni speranza è perduta

senza l’amore.

#MiriamMariaSantucci

#oltreiconfinidelcieloedelmare

#lalucedeipensieri

#poesieillustrate

#poesiaitaliana

#riflessioni

Il miele segreto, di Rita Frasca Odorizzi

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Il miele segreto, di Rita Frasca Odorizzi

Il miele segreto

Il colore è gioia,

ma la gioia

può essere oscura?

Dio si è ammalato

e l’angelo si è perso?

Le nostre coscienze

si sono addormentate

nel limbo

di un grigio allucinato

in una disumana scacchiera?

Chi gioca con la nostra vita

e spreme il fiele e il miele

della nostra giovinezza,

sussultando di paranoia,

in un paradiso spento?

Chi ci lascia cadere nel vuoto

con le piume strappate

nell’ultimo volo?

Chi è il depositario

dei nostri sogni, maturati in estasi

nella notte dell’anima…

Chi ci osserva

nei nostri segreti sconforti:

Sento il tempo macerare

incubi e sogni nella clessidra

che si svuota lasciandoci,

senza il canto del mattino,

lo stridio degli uccelli a sera,

la voragine in cuore,

il miele nell’anima,

e il fiele nel cuore..

Ritafrascaodorizzi

BLUES PER UN A SCONOSCIUTA, di Vincenzo Pollinzi

BLUES PER UN A SCONOSCIUTA, di Vincenzo Pollinzi

BLUES PER UN A SCONOSCIUTA

Non so chi sei e

nemmeno cosa fai, 

le cose che pensi

e cosa ti muove. 

Ma se ti venisse

in mente di cercarmi

allora pensami, 

solamente pensami. 

A volte i sogni

si avverano, 

a volte volano via

intrappolati nella sveglia 

e non li trovi più. 

La malinconia 

stasera ha il volto 

di un arrivederci, 

prepotente, crudele, 

preludio per un addio. 

VINCENZO POLLINZI – Luglio 2022 

Foto di Santino Vaccaro

LA VENDETTA, di Gregorio Asero

Photo by Roberto Nickson on Pexels.com

LA VENDETTA, di Gregorio Asero

LA VENDETTA

Tu prode guerriero…

sconfitto in amor? 

Ebbene si mia dolce donzella, 

il ferro crudo della sconfitta già saggiai,

ma l’onor fu salvo 

giacchè non conobbi la resa.

Pugnace fu la lotta ma mi  vinse il fato.

E se l’amor e il fato 

desiderosi d’unir le loro forze 

s’avventan sul Nobile guerriero,

convien gettar via d’armi 

e accogliere l’ardire dell’altrui virtù.

Giammai si dica che la lotta sia stata cruenta,

dacché l’onor d’armi m’ha riservato il destino!

Quale onor d’arma t’ha riservato il destino

o prode guerriero per sconfiggere l’amor? 

Non oso parlar di cose mie 

poiché il duello non ha sopito il mio rancore.

Tremenda sarà la rivalsa.

da “POESIE SPARSE”

di Gregorio Asero

copyright legge 22 aprile 1941 n.633

Io ero fatta di prati verdi… di Alda Merini

Io ero fatta di prati verdi… di Alda Merini

Io ero fatta di prati verdi

di lucciole della notte.

Ma qualche adulto bambino

ha preso in mano il grillo

la lucciola e la cicala

che erano in me.

Alcuni falsi poeti

chiudono i grandi nel pugno

della curiosità

e non sanno che anche nel grillo

vive presente un’anima. 

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Mi disse che avevo le ali di cera, di Iris G. DM

Mi disse che avevo le ali di cera, di Iris G. DM

Mi disse che avevo le ali di cera,

non avevo creduto perchè mi abbracciava,

sentivo forte il suo profumo,

la guancia sulla sua giacca ruvida.

Avevo staccato corolle per fare nuovi fiori,

nuovi baci sul collo poggiati, 

scossa da suoni e brividi,

nuvole allargate dal vento,

mentre guardavo la luna.

Avevo l’illusione di te necessaria,

il mio sangue come fuoco e viole.

Come rugiada, ai miei piedi,

le mie ali sciolte. Iris G. DM

In me il tuo ricordo è un fruscio, di Vittorio Sereni

In me il tuo ricordo è un fruscio, di Vittorio Sereni

Patrizia Nosengo

In me il tuo ricordo è un fruscio

solo di velocipedi che vanno

quietamente là dove l’altezza

del meriggio discende

al più fiammante vespero

tra cancelli e case

e sospirosi declivi

di finestre riaperte sull’estate.

Solo, di me, distante

dura un lamento di treni,

d’anime che se ne vanno.

E là leggera te ne vai sul vento,

ti perdi nella sera.

(Vittorio Sereni)

Rivedo le tue lettere d’amore, di Alda Merini

Rivedo le tue lettere d’amore, di Alda Merini

Rivedo le tue lettere d’amore

illuminata, adesso, da un distacco;

senza quasi rancore… 

L’illusione era forte a sostenerci;

ci reggevamo entrambi negli abbracci

pregando che durassero gli intenti,

ci promettemmo il “sempre” degli amanti,

certi nei nostri spiriti d’Iddii… 

… E hai potuto lasciarmi,

e hai potuto intuire un’altra luce

che seguitasse dopo le mie spalle! 

Mi hai suscitato dalle scarse origini

con richiami di musica divina,

mi hai resa divergenza di dolore,

spazio per la tua vita di ricerca

per abitarmi il tempo di un errore… 

… E mi hai lasciato solo le tue lettere

onde ne ribevessi la mia assenza! 

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