Lucia Triolo: l’ ombra e il vento

l’ombra si disincrosta
dei suoi futuri
si raschia di dosso
i nomi che evocano forme
non legge i suoi volti,
li ritaglia di profilo

-suonano altrove le parole
che ho lasciate
lungo il viaggio-

ma anche le ombre sanno:
narrano di cammini graffianti
custodiscono le
allegorie delle speranze
non amano gallerie 

-suoneranno altrove 
le parole che ho dimenticate
finito il viaggio-

Immobile e altera
l’ombra
resiste al vento

fu allora: mi accorsi
che ti batteva
il cuore

Lucia Triolo: fu così

Fu così:
venni al mondo
malata di parole.

Abitai la casa
del dopo,
le sue finestre aprivo
ogni giorno
sul futuro

Ora mi assedia l’anima
un bisbiglio di morte
e vano è ogni rimedio.

Una colata lavica
è il mio sangue che ribolle
nell’incendiario sguardo del tempo.

Lì è racchiuso qualcosa
che devo ancora capire,
anche se è questo
che non mi fa morire