Francis Scott Key: Un Uomo di Legge, Poesia e Eredità Storica (Francis Scott Key Bridge di Baltimora). Francis Scott Key: A Man of Law, Verse, and Historical Legacy

Francis Scott Key è una figura di grande importanza storica negli Stati Uniti, principalmente noto per aver scritto il testo dell’inno nazionale, “The Star-Spangled Banner”. Al di là delle parole immortali che riecheggiano in eventi e raduni in tutta la nazione, la vita di Key è un intrecciarsi di servizio pubblico, competenza legale e una posizione complessa sulle questioni cruciali del suo tempo.

Nato il 1 agosto 1779, nell’attuale contea di Carroll nel Maryland, Key era radicato nel tessuto legale e sociale della prima America. La sua famiglia era ben stabilita, con suo padre che svolgeva la professione di avvocato, ufficiale nell’Esercito Continentale e giudice. Key si formò al St. John’s College di Annapolis, nel Maryland, e successivamente studiò legge sotto la guida dello zio Philip Barton Key.

Durante la sua carriera, Key fu in prima linea in eventi legali di rilievo storico. Partecipò al sensazionale processo di Aaron Burr e all’affare Petticoat riguardante il Segretario alla Guerra John Eaton. Difese anche Sam Houston in un caso di aggressione e servì come procuratore chiave in processi di alto profilo. Più tardi nella vita, il presidente Andrew Jackson lo nominò procuratore distrettuale per il Distretto di Columbia, un incarico che mantenne per otto anni.

La composizione di “The Star-Spangled Banner” nacque dal contesto tumultuoso della guerra del 1812. Dopo l’attacco britannico a Washington, Key si trovò a bordo di una nave britannica, negoziando il rilascio di un americano detenuto. Mentre Fort McHenry subiva un intenso bombardamento, la vista della bandiera americana che ancora sventolava all’alba ispirò Key a scrivere le prime linee della poesia sul retro di una lettera che aveva in tasca. Il testo completato fu poi musicato con una canzone popolare del tempo e divenne un amato inno patriottico, ufficialmente adottato nel 1931.

Il Francis Scott Key Bridge di Baltimora, una significativa opera infrastrutturale intitolata in suo onore, è un tributo alla sua eredità duratura. Il ponte attraversava il fiume Patapsco e serviva come arteria vitale, collegando varie parti della città e facilitando la vita di molti pendolari dalla sua apertura nel 1977. In una giornata limpida, dalle altezze del ponte, si poteva osservare il forte di cui Key aveva scritto, collegando passato e presente in un’unica panoramica.

La vita e le opere di Francis Scott Key rimangono intrecciate nell’identità americana. Le sue parole, rappresentative dello spirito della nazione, e il ponte che portava il suo nome, un emblema della crescita e della connettività del paese, riflettono le complessità e i trionfi di una nazione che si sforza sempre verso i suoi ideali.

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Francis Scott Key stands as a figure of significant historical importance in the United States, known chiefly for penning the lyrics to the country’s national anthem, “The Star-Spangled Banner”. But beyond the enduring words that resonate at events and gatherings across the nation, Key’s life is a tapestry of public service, legal prowess, and a complex stance on the pressing issues of his time.

Born on August 1, 1779, in what is now Carroll County, Maryland, Key was embedded in the legal and social fabric of early America. His family was well-established, with his father serving as a lawyer, officer in the Continental Army, and a judge. Key himself was educated at St. John’s College in Annapolis, Maryland, and went on to read law under his uncle, Philip Barton Key.

Throughout his career, Key was at the legal forefront of notable historical events. He was involved in the sensational trial of Aaron Burr and the Petticoat affair concerning Secretary of War John Eaton. He even defended Sam Houston in an assault case and served as a key prosecutor in high-profile trials. Later in life, President Andrew Jackson nominated him to be the District Attorney for the District of Columbia, a position he held for eight years.

Key’s composition of “The Star-Spangled Banner” arose from the tumultuous backdrop of the War of 1812. Following the British attack on Washington, D.C., Key found himself aboard a British ship, negotiating the release of a detained American. As Fort McHenry endured a fierce bombardment, the sight of the American flag still flying at dawn inspired Key to write the initial lines of the poem on the back of a letter he had in his pocket. The completed verse was later set to the tune of a popular song of the time and went on to become a beloved patriotic anthem, officially adopted in 1931.

The Francis Scott Key Bridge in Baltimore, a significant piece of infrastructure named in his honor, is a tribute to his enduring legacy. The bridge spanned the Patapsco River and served as a vital thoroughfare, connecting various parts of the city and easing the lives of many commuters since its opening in 1977. On a clear day, from the heights of the bridge, one could gaze upon the very fort Key wrote about, connecting the past and the present in a single panoramic vista.

Francis Scott Key’s life and works remain woven into the fabric of American identity. His words, representative of the nation’s spirit, and the bridge that bore his name, an emblem of the nation’s growth and connectivity, reflect the complexities and triumphs of a country forever striving towards its ideals.

Leggi anche:

https://it.wikipedia.org/wiki/Francis_Scott_Key

https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_Francis_Scott_Key

lucia triolo: il teatro e il suo doppio

“La discrezione non fa per noi”*
Antonin Artaud: Il teatro e il suo doppio, “Teatro Alfred Jarry”

Viene a trovarci 
un teatro nella nostra angoscia
ci abita con la fatalità di 
un caso spavaldo

fa gridare il corpo
e ogni azione è 
avvenimento che ci 
(re)cita e ci 
(ri)genera

il penultimo cantastorie
comunica:

qui gareggiano relazioni e illusioni
bestemmie e fosforescenze
trivialità e virtù
qual è il tuo ruolo?
attore/spettatore solleva i sipari
spezza i sigilli
la discrezione non fa per noi
è mess-in-scena 
la tua
…esistenza

e…l’altro cantastorie?

denunciato dal dubbio
vedi dietro le quinte in maschera 
…la morte

Rametti d’ulivo benedetto nella domenica delle palme in attesa della Resurrezione,Gabriella Paci

Ogni anno la domenica che precede la santa Pasqua,festività che celebra la resurrezione del Cristo,  è la domenica della “delle palme ”e quest’anno si  festeggia oggi 24 marzo. E’ una festa che ricorda l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, quando al folla ne celebra il suo trionfale ingresso muovendo foglie di palma per acclamarlo.  Ma si tratta di un trionfo assai effimero perché con esso si avvia il  periodo  della passione, con l’arresto, il processo e la condanna a morte tramite crocefissione.

I fedeli ebrei tenevano in mano un piccolo mazzo composto da mirto (simbolo di preghiera) salice (simbolo di silenzio davanti a Dio) e palma (simbolo di fede). Era anche la festa ebraica di Sukkot o festa delle capanne  in cui il popolo si avviava in processione verso il tempio di Gerusalemme .A livello storico, si celebrava infatti la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto con l’attraversamento del mar Rosso e la proprio durante questa festa il Messia,secondo la profezia di Zaccaria, sarebbe apparso cavalcando un asino.

 E’ la domenica in cui nelle chiese si trovano rametti d’ulivo benedetti o addirittura rami di palme che i fedeli portano per poi iniziare la processione dall’esterno fino a dentro la chiesa stessa .Ma perché l’ulivo ? motivo è piuttosto semplice: dato che in Occidente non crescevano piante di palma per molti secoli, la tradizione ha fatto sostituire nel rito le palme con la pianta di ulivo (tanto che addirittura nei popoli cristiani dell’Europa del Nord dove ancora oggi scarseggiano sia palme che ulivi, le processioni vengono svolte con rametti di fiori intrecciati.

Anche se la” domenica delle palme”  è mobile in quanto legata alla Pasqua,in ogni parte del mondo la si celebra come l’inizio della settimana Santa caratterizzata appunto dagli eventi che condurrano ,dopo torture, alla crocefissione sul Gogotha.E’ la contraddizion del Cristianesimo ;Dio onnipotente e il Figlio massacrato e ucciso.

Le palme o l’ulivo rappresentano anche un segno di pace donato per riconciliarsi con Dio.

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Ramadan vs Pasqua ? L’opinione pubblica si divide in merito a episodi avvenuti in Italia.Gabriella Paci

AREZZO

E’ sembrata una decisione arbitraria e immotivata al ministro dell’istruzione e del merito Valditara quella del preside e del consiglio di istituto della scuola  Iqbal Masih di Pioltello (Milano )di sospendere le lezioni il 10 aprile,in concomitanza con la fine del Ramadan. La quasi totalità dei docenti e il preside Alessandro Fanfoni obiettano che è discrezione di ogni scuola scegliere 3 giorni di sospensione in più da aggiungere a quelli stabiliti dall’Ufficio scolastico regionale e che avevano stabilito con la delibera del 19 maggio 2023 tale data  perché la maggioranza degli alunni è musulmana e non sarebbe comunque andata a scuola : tutto fa presagire che  non vi sarà alcun passo indietro come vorrebbero Valditara, il leader della Lega Matteo Salvini e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Anzi, docenti e preside, confortati dalle famiglie degli alunni hanno rivolto a Mattarella l’invito a prendere posizione in loro favore, parlando di integrazione e di scelta motivata. Hanno detto inoltre: Chi aggredisce un dipendente di una scuola aggredisce lo Stato” ha dichiarato il ministro Valditara poco tempo fa, ma da giorni ci sentiamo aggrediti e non tutelati dall’ondata di odio generata su stampa e social anche da parte di esponenti politici. Non meritiamo questo trattamento, non abbiamo proposto al Consiglio di Istituto un giorno di vacanza aggiuntiva per riposarci meglio, chiediamo dunque rispetto.

Una scelta condivisa da altri docenti e presidi oltre che dalla Cisl scuola ,che sostiene la legittima  libertà di scelta- se motivata- che ogni scuola può fare.

E’ di due giorni fa un’altra notizia che divide l’opinione pubblica; quella che a Monfalcone (Gorizia) ci sono molte moschee abusive e  che dopo la chiusura di due di queste,il parroco di Monfalcone Don Flavio Zanetti abbia offerto l’oratorio ai musulmani per pregare durante il Ramadan

 I centri culturali islamici abusivi di Monfalcone hanno firmato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo rispetto e protezione dagli attacchi immotivati. Questo è avvenuto in seguito alla polemica riguardante la decisione della scuola di Pioltello e alle polemiche che ne sono derivate.

 Il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, ha espresso tuttavia la sua preoccupazione riguardo alla situazione, sostenendo che la comunità musulmana stia cercando di imporre il proprio modello islamico più integralista.

Indubbiamente il tener conto delle esigenze religiose di altri popoli piuttosto che delle nostre, arrivando a chiamare il Natale “Festa d’inverno” ,a non far più benedire le scuole per la Pasqua,  a cedere locali destinati al culto cristiano, a chiudere le scuole nel rispetto  di presenze numerose di musulmani,a togliere qualunque simbolo di culto dalle aule e altro, deve farci porre al di là di ogni posizione politica o ideologica, degli interrogativi forti sul nostro futuro e sul rispetto della nostra identità culturale e religiosa…

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Lucia Triolo: bianco

Guarda:
come sono in disordine le stelle!
Solo il vestito è uguale,
splende bianco

Non vesto mai di bianco
nemmeno in sogno
A entrarci dentro
è violento come il silenzio e la neve
come una possibilità a passeggio sul vuoto
e io non ho il fulgore delle stelle

Qualcuno viene a curiosare,
mille maschere colorate
vede sulle mie dita.
Beve nel mio bicchiere
la sete di una vita
che m’è finita in grembo,
scivolando
fra rocce e crepacci
arrampicandosi
senza lasciare traccia

Viaggia dentro una ruga del mio volto
Ricordi al posto degli anni
ha quella ruga
e anni senza giorni

Un tempo come me
guardò le stelle,
ammette,
quando in sogno
faceva il cercatore d’oro

Bianche e silenziose,
sono ancora in disordine le stelle?

Il 21 di Marzo: un giorno speciale per ricordare e per rinascere,Gabriella Paci

AREZZO

Il 21 marzo si celebra, per tradizione, l’inizio della primavera che quest’anno tuttavia cade il 20 marzo e potrà variare ancora perché la terra compie un giro intorno al sole in 365 giorni e 6 ore e non solo 365 giorni come prevede il calendario gregoriano. L’equinozio di primavera dunque può verificarsi tra il 19 e il 21.

Il 21 marzo è invece dal 1999,su decisione dell’Unesco la “giornata mondiale della poesia “per valorizzare una forma di espressione tanto bella quanto antica e utile a  stabilire un rapporto interculturale tra i popoli .Infatti l’ideale di bellezza e armonia musicale che racchiude può attraversare i confini linguistici e culturali. Purtroppo oggi la poesia è poco valorizzata e i libri di poesia restano quasi sempre invenduti.

Il 21 è anche la data in cui si celebra ,grazie a Libera, la memoria delle vittime di mafia e l’impegno a combatterla.

Anche la grande poetessa Alda Merini ,nata appunto il 21 ,celebra questa data così particolare “Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta[…]”: sono i versi che descrivono una giornata che racchiude in sé diversi significati “poetici”.

Sono nata il ventuno a primavera”, contenuta nella raccolta Vuoto d’amore” (Einaudi, 1991), la poetessa celebra la propria data di nascita ma non solo, sembra concentrare nel componimento di soli nove versi tutto il senso della propria esistenza e la capacità di leggere la realtà attraverso la sua poesia.Una data ,dunque che significa rinascita e speranza per vari motivi.

Lucia Triolo: la mia immagine


la mia immagine
è tenda da sollevare
sull’ignoto,
sipario da precipitare
sulla paura

la recita finita sta per iniziare
le parti sono da attribuire;
non vinto da nessuno
il percorso 
attende di essere coperto

corrono e si rincorrono bambole di
pezza straccia
trastullo di spavalde passioni,
ne basta una per sapere
delle altre.

danzano l’ immagine, il tempo che sciogliendosi
va in fretta
infilzano su spiedi incandescenti
fiabe incaute
fanno loro molto male.

il sipario chiudendosi si apre
perché non siamo dal lato
dello spettatore

R E D ♥

lucia triolo

minuscolo aereo 
l’ io

vola incolto su paesi che
non sa nominare
li conosce?
non è dato saperlo.

A bordo uno
zainetto
senza paracadute:
niente da salvare.

vola,
ma forse sta fermo:
occhi di un desiderio
in briciole
laggiù sulla punta delle ali:

sulla punta delle ali
il suo corpo ha 
un senso

si è accorto di me?
lo vorrei seduto per terra

Due parole sulla mia collaborazione ad Alessandria Today e online e sul perché è meglio scrivere qui che pubblicare con piccole case editrici…

È dal settembre 2021 che collaboro ad Alessandria Today. Da allora ho scritto circa 300 post (articoli, riflessioni o racconti brevi). Di solito cerco di pubblicare post con un minimo di qualità: non scrivo 3 versi messi in croce a casaccio o aforismi già pubblicati su altri siti. Di solito il mio materiale è inedito e do l’esclusiva. Scrivevo che ho scritto 300 post o quasi. Ebbene io ho 14 collaborazioni tra blog culturali, testate giornalistiche online e siti letterari. Inoltre gestisco due blog personali. Un tempo scrivevo un post ogni due giorni per Alessandria Today. Oggi ne scrivo uno ogni dieci giorni. C’è un unico motivo: non mi sono disaffezionato, ma sono aumentati gli impegni. È proprio con Alessandria Today che sono stato più prolifico. Persino nei miei due blog, uno letterario e uno culturale, ho pubblicato meno, cioè circa 170-180 post a testa. Perché collaborare così assiduamente su siti internet? Non certo per la gloria postuma! Rifletto su queste cose, mentre sono in macchina con mio padre e la radio passa “Chiedi chi erano i Beatles”, scritta dal poeta Roberto Roversi. Non scrivo per la gloria ma per sfogo, diletto, passione, vocazione. Scrivo per chiarire delle cose a me stesso.  Scrivere per Alessandria Today è un impegno e al contempo un appuntamento a cui non mancare. A mio modesto avviso oggi si arriva a molte più persone che con la pubblicazione cartacea. È questione anche di visibilità: Alessandria Today ogni giorno fa almeno 15000 visitatori. E poi a mio avviso c’è il falso mito della legittimazione culturale della pubblicazione cartacea, perché oggi, a ben vedere, c’è tanta mai editoria a pagamento, e chiunque trova una piccola casa editrice che pubblica il libro. Alla fine ritengo che siano più selettivi blog culturali,  siti letterari, testate online rispetto alle piccole case editrici. E alla fine ritengo che bisogna dimostrare più creatività a scrivere articoli, riflessioni quasi ogni giorno rispetto a scrivere un libello di poesie ogni quattro anni.  Naturalmente il discorso cade se siete dei novelli Montale, ma qui di Montale all’orizzonte non ne scorgo e i poeti, le poetesse validi/e e/o validissimi/e, guarda caso, non si limitano a scrivere solo versi, a meno che non abbiano impegni lavorativi o familiari molto pressanti.  Insomma c.v.d: come volevasi dimostrare. Un caro saluto a tutti i lettori e buona domenica.