SUGGESTIONE, di Silvia De Angelis

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E’ lì a due passi dalla coscienza la suggestione
corteggia sipide memorie
assumendone ebbrezze recondite
e spasmi accelerati su pause di respiro
Diviene supremazia proiettando manciate d’adrenalina
su commedia del momento
Avvenente e fuori d’ogni regola
s’appiglia a realtà frantumate
traendone vividi mosaici
nell’ovvietà di intriganti sapori sulla pelle
Discinta in mutabili filigrane
affonda probabilità lontane
sorseggiando certezze mascherate fuori del tempo

@Silvia De Angelis

UN SOGNO COSTANTE, di Silvia De Angelis

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E mentre boccheggia

sfiatato

quel pallore d’autunno

portatore

di melanconici approdi

fugge nella meta sconfinata

il palpitare d’aorta

soggiornando silenzioso

su palmi corrugati e dolcissimi

Nella crescita lontana

sollevavano il vagito

da un tema oscuro e arcano

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

Video della poesia “Un sogno costante”

UN SILENZIO, di Silvia De Angelis

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S’affievolisce un seme di luce

nell’impulso cangiante della sera

Grovigli di pensieri

si mescolano

a una lieve assenza

invaghita

d’un breve soffio senza sole

Saggia lontani aromi

persi in uno scialle di nebbia

e quel “vedere non vedere”

acuisca il senso

d’un nesso tenue di memoria

Si fa concerto muto

nello stupore d’un silenzio

ancorato all’idea d’un cerchio

che retroceda d’un giro

per far ritorno

a un seducente barlume del passato

indenne da sapienza di maturità

 @Silvia De Angelis

Recensione di “Il paese degli «io»” di Lucia Triolo. Un Viaggio Filosofico nella Poesia dell’Essere

“Il paese degli «io»” di Lucia Triolo rappresenta un’affascinante incursione nel mondo della poesia contemporanea, in cui la scrittura dell’autrice si distingue per la sua capacità di coniugare l’immaginazione con la razionalità.

Lucia Triolo ci offre un’opera in cui la poesia non si limita a evocare visioni oniriche o ad abbandonarsi alla pura immaginazione. Al contrario, la sua poetica si fonda su una solida struttura razionale, anche quando i deragliamenti semantici sembrano portarci verso mondi alternativi. Questa apparente contraddizione è il cuore pulsante del libro: una lettura attenta e oggettiva rivela infatti una coerenza strutturale che si intreccia con una profonda riflessione filosofica.

La “postura filosofica” della Triolo, come descritto nel libro, è un aspetto essenziale della sua strategia espressiva. Non è alla ricerca di visioni mistiche o di una realtà trasfigurata, ma piuttosto di una disgregazione ironica e dolente dell’essere. La sua poesia diventa così un mezzo per esplorare le fratture e le incoerenze dell’esistenza, senza perdere mai di vista una certa ironia che rende il tutto sorprendentemente accessibile e umano.

“Il paese degli «io»” è quindi un’opera che sfida il lettore a guardare oltre la superficie delle parole, a cercare il significato nascosto dietro ogni verso. La scrittura di Lucia Triolo, pur mantenendo una dimensione immaginifica, non si distacca mai completamente dalla realtà, offrendo una visione disincantata e al tempo stesso profondamente coinvolgente del nostro essere nel mondo.

In conclusione, “Il paese degli «io»” è un viaggio poetico che invita alla riflessione, un’opera che affascina per la sua capacità di coniugare razionalità e immaginazione, filosofia e ironia, in una disgregazione dell’essere che è al contempo dolorosa e liberatoria.

https://www.ibs.it/paese-degli-io-libro-lucia-triolo/e/9791281459229

VENTO D’AMORE, videopoesia di Silvia De Angelis

VENTO D’AMORE
Frivolo nel suo brivido di dolcezza
accarezza le gote raddolcite
il vento d’amore
Lentamente attenua schiume di rimpianto
impigliate nel sottovoce sbieco che fa ombra
Ardente slancio scioglie le remore
che incatenano lo spirito
al soffio che trascende le parole
Si fanno rarefatte nelle sillabe esiliate
in una linea di gioco senza confini
ove il bacio divarica lo spessore d’un’emozione
al sapore di vita vera
@Silvia De Angelis

I GIORNI ANNATI (vernacolo), di Silvia De Angelis

Quanno semo più tranquilli

e avemo riposto “i grilli” da ‘na parte

ce vie’ n’mente quer tempo addietro

che cià fatto tanto penà.

Allora senza fa troppi sforzi

aripiamo ‘e cose belle

messe da parte drento ar core

pe’ sollassacce d’attimi gajardi

che te rianimeno

e t’aiuteno a campà.

N’amore ‘ntico e stuzzicherello

che fra ‘nbatticore e l’artro

t’ha regalato emozioni

che vargheno ‘n mijardo

e saresti capace de fa

‘na doppia capriola

pe’ potello fa’ tornà….

Ma er tempo nun perdona

 core come ‘nmatto

rubbandote li giorni

che ciai a disposizzione

e sta a te piallo

da ‘a parte giusta

e fattelo carzà….

perché si nun ce riesci

fai ‘ngrosso rotolone….

@Silvia De Angelis

I GIORNI ANDATI (traduzione)

Quando siamo più tranquilli

e abbiamo riposto gli sfizi da una parte

ci viene in mente quel tempo passato

che ci ha fatto penare tanto.

Allora senza fare troppi sforzi

ricordiamo le cose belle

messe da parte nel cuore

per godere d’attimi meravigliosi

che rianimano

e aiutano a campare.

Un amore antico e stuzzicarello

che fra un batticuore e l’altro

ha regalato emozioni

che valgono un miliardo

e saremmo capaci di fare

una doppia capriola

per poterlo rivivere.

Ma il tempo non perdona

corre come un matto

rubando i giorni

che abbiamo a disposizione

e sta a noi prenderlo

dalla parte giusta

facendolo calzare…

perché se non ci si riesce

si fa una grossa caduta….

OVE FA MALE, di Silvia De Angelis

Preme nell’oltre d’aura l’urgenza

d’un accucciarsi sulla linea incandescente

d’un Dio supremazia assoluta

nel respiro a senso unico.

In quell’istante s’inclinano sagre

ammantate di miti scomodi

nella paura circostante del buio

mutato in incandescenza folle

esalata oltre un’enfasi che duole.

Ombre negli occhi nell’istante arcaico

adulazione d’un silenzio aspro

mentre una carezza improvvisata

si fa forte nel tocco ove fa male…

@Silvia De Angelis 

PERCEZIONE, di Silvia De Angelis

Focale percezione

dentro le mura astratte delle mie ciglia.

Accentua inaspettate forme nel pensiero

ribaltando un azzurro sotterfugio

in una profetizzante incandescenza

sui cardini della pelle.

Sembra quasi mirare

a un doloroso flagello.

Traverserà

il torace fiaccato

da un disavanzo della soglia

impreparata a spianare

le piaghe di un’ombra d’amore

che discosti la mano alla luna…

@Silvia De Angelis 2021

SOBBALZO D’UN RESPIRO, di Silvia De Angelis

In quella gelida sera

ho plasmato un sogno di te

con la mente

smarrita

sullo scalpitio virile della voce

Aldilà

d’una timida parvenza emozionale

mi sono persa

nella fessura

d’un coinvolgimento senza tempo

In modo irriguardoso

e in un ritmico silenzio

ti ho porto la schiena

rinata nel sobbalzo d’un respiro

gamma risonante

d’un lamento perfetto

nell’eco del piacere

@Silvia De Angelis

ESALTANTI CONFINI, di Silvia De Angelis

Mi perdo

nella brezza fumosa

dell’alito che ti rappresenta

e mi fa sentire

ancor più

la tua donna

Percezioni sottili e immense

nel contempo

indescrivibili

per la loro unicità

e il solco profondo

che lasciano nel pensiero

Sono un’algebrica equazione

sconnessa nel risultato

per il silenzio assoluto

di quei caldi fiati d’emozione

vissuti solo

nel tempo dei tuoi esaltanti confini

@Silvia De Angelis

“Sospesi tra Luci e Ombre: Una Riflessione su ‘Il ponte della speranza’ di Lucia Triolo”. Recensione di Alessandria today

Lucia Triolo, nella sua poesia “Il ponte della speranza”, ci trasporta in una dimensione metaforica dove il ponte rappresenta non solo un passaggio, ma una vera e propria esperienza di transizione e di introspezione. La costruzione di questo ponte “dai bordi trasparenti” simboleggia la fragilità e la trasparenza del percorso umano, dove vediamo ciò che attraversa – “frustate di luce e tenebra” – ma restiamo ignari delle sue vere origini e destinazioni.

Triolo utilizza immagini potenti e una scelta di parole evocative per dipingere una lotta interiore tra la vita e la morte, il noto e l’ignoto. L’uso di “sguardi d’aquila e lupo” evoca una dualità di visione: l’aquila che può vedere da lontano con chiarezza, e il lupo che introduce un elemento di selvaggio e di mistero. Questi animali, simboli di potere e istinto, enfatizzano il dinamismo del ponte, che è al tempo stesso luogo di passaggio e di osservazione.

Il verso finale, “sbriciola i grumi della morte che di continuo chiede di me e di te”, suggerisce una riflessione sul significato dell’esistenza e sulla inevitabile presenza della morte nelle nostre vite. Il ponte, in questo contesto, diventa un simbolo di speranza, un luogo dove le peggiori paure possono essere affrontate e forse superate.

In conclusione, “Il ponte della speranza” di Lucia Triolo è una poesia intensa e ricca di simbolismo. Attraverso una struttura semplice ma profondamente significativa, la poetessa ci invita a riflettere sui grandi temi dell’esistenza, della mortalità e della speranza. Con una maestria linguistica che tocca il cuore, Triolo riesce a rendere un’immagine quotidiana uno straordinario viaggio emotivo e filosofico.

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