Alberto Rizzi
Accade

Alberto Rizzi
da “Immanenze e Persistenze”, raccolta inedita

Alberto Rizzi
Accade

Alberto Rizzi
da “Immanenze e Persistenze”, raccolta inedita

Nel silenzio delle nuvole e del cielo,
si consuma l’ora assetata del giorno
dove non alito smuove la stasi del bagliore accecante
che mitiga la forza dell’ombra rendendola vana.
Tutto è fermo, tutto tace
Nell’apatia delle membra e della parola
solo s’ode il frinìo costante della cicala
che pare solidificarsi nell’aria densa
senza romperne l’assurda immobilità.
Tutto è fermo, tutto tace.
Il pensiero solo rompe l’inerzia:
è volontà di volo verso immagini lontane
dove dissetare l’ansia del cuore che mai tace
dove trovare nuova linfa per ridare vita alla vita.
10 Agosto
Viaggiamo tutti con l’illusione
del desiderio
o della speranza
e cerchiamo in un angolo di cielo
una stella cadente
che ci faccia da salvagente
nel mare profondo delle
delusioni.
Volgiamo lo sguardo lassù
dove tante stelle sono forse
gli occhi di chi abbiamo
amato e che ci ha lasciato,
chiedendo nella notte magica
dei sogni,un segno
che sia sillaba di luce
scesa sulla terra…
Leghiamo alle scie luminose
fili di speranza per notti
di pace che ci cullino in sogni
di ritrovate chimere con altri
passi, lontani dalle brume
di giorni senza albe….
volevo scrivere qualcosa
che riguardasse
me o te
non so!
è che
come viaggiatore stregato
o corda selvaggia
al nodo
alcune volte perdo
la differenza.
in questa foresta di lillà
ra Buona Cerva e Bel Micino
a tratti poi mi ritrovo a dire
uoghi di speranza e di rifugio
come”ti voglio bene”
ma è diverso
sopra e sotto pelle
non è un semplice “ti voglio bene”
è un domani del cuore:
l primo, il secondo e poi.
forse ti dirà
di incursioni spareggiate
io che umore sia
non so!

Succede che… ti dedico una collana (all’amica più cara)
Succede che ci basta uno sguardo per
ridere di niente,di quello che passa
inosservato a tanta altra gente;
che comunichiamo tanto senza parlare
ma che ci piace lo stesso chiacchierare
ed ascoltarci mentre diciamo le stesse
cose per sentirci quasi di noi stesse
appendici .Succede amica cara che
mi ascolti per ore per alleviare un po’
il mio dolore,dandoti pena delle mie pene
e che sappiamo che siamo più che sorelle
tanto ci assomigliamo,siamo anime gemelle.
Succede che abbiamo vissuto insieme
gli anni belli della ridente giovinezza:
le gite fuori porta , la spensieratezza,
i sogni le delusioni le paure del passato,
di tanto e tutto che ci ha tanto e più legato…
Non ti dedico,per tutto questo amica cara,
questa poesia, quasi una semplice ballata,
ma istantanee mie e tue per farne una collana
con grani che sono giorni nostri da infilare
ad uno ad uno e ricordare che nessun dono
la potrà mai eguagliare…

“Dormo con tanti poeti”
Ebbene sì, lo confesso
dormo con tanti poeti
ho il letto sparso di versi.
Trentasei gradi dentro la stanza di carta.
Giriamo nudi tra le pagine
avvolti in lenzuola troppo piccole
per impedire all’afa di entrarci nei pensieri.
Siamo un gruppo affiatato
ci riconosciamo tutti per il verbo
siamo dipendenti,
pagati con ore ed ore andate perdute,
io sono quella della penna.
Penzolano frasi umide delle nostre conversazioni sparse
per garantirci il miglior punto di vista del nostro caos quotidiano e
non è da rileggere.
Ebbene sì dormo con tanti poeti
continuo a lavarmi le nocche dei problemi con delle pagine imbevute di versi, sono quella della penna
tu vuoi fare la nanna,
i biscotti con il miele sono finiti
hanno inghiottito il mio tempo
sarà per questo che ti sto perdendo
o per la tostatura ossessiva del mio caffè.
.
© Manuela Di Dalmazi
Dedicata ai nonni nella giornata mondiale che li celebra….
Ricordo le tue mani nodose
rami di quercia contorta
dalla furia del tempo che però
aveva rispetto della tua fragilità
altera di donna d’altra epoca,
stretta nei tuoi vestiti austeri
con i raccolti capelli canuti sulla nuca
già a quarant’anni o poco più.
Ricordo il tuo profumo di talco
e le tue tasche colme di mentine
colorate da donare una a una
come fa chi conosce la guerra
con la fame che non perdona
e di rosari per contare i grani
in litanie affondate tra le labbra
nella dispersione dei suoni come
un lamento da fare piano,nella
levità dei gesti che ti era padrona.
Avevi l’odore buono delle cose antiche
tu, statuina di porcellana dal nome
d’un fiore che mai vidi scomposta
se non nel sonno dove -forse –
era il sogno forse d’una rosa recisa
a spaventarti il tenero cuore.

Compassata nel senso artefatto
del tuo vertiginoso mutismo
cerco misture di tamerici
per coccolare cartilagini sfiancate.
Overture di proiezioni in controluce
restano blandite in un gelido ancoraggio
scandito da un approdo
di spine spiaggiate.
Ricompongo lo scorcio dei pensieri
annodati a una gamma di transiti istintuali
ispezionando fughe di nebbia
nello scalpore d’un dolce involucro
ove rivivere me stessa…
@Silvia De Angelis
Foto cortesia con Irene Doura-Kavadia e Luisa Camere
COSÌ MI SEMBRA
che sono rimasto in un sogno.
la sonnolenza pomeridiana
aromi di campane
il piccione tuba.
Piccole trombe
disturbano i miei sensi
Mi riempiono i palmi di sangue.
Sveglio! e in lontananza
Una dea scende dall’Olimpo
cerca l’acqua vuole calmarsi
la sete divorante…
Sei arrivato! Non c’era nessuna mela
Nemmeno la guerra di Parigi è stata guidata.
Lentamente, Lima, Madrid continui,
Roma e la destinazione dei tuoi sogni.
Da lì venne il rapsodo…
Eccoti arrivato.
Poeta compagno
di ore
e lettere.
Grazie Luisa Camere
mostra due immagini
tuo e mio,
Tu eri il Premio.
Non voglio lasciare il bellissimo sogno
Tunica bianca,
“Leda con tulle vaporoso”
Vostra Grazia, nello sguardo celeste
riempiva i locali era il Palazzo.
Furgone rosso pieno di ali
carico d’amore.
Gli allori ti coronano la fronte.
Piura, 4 luglio 2024
Grazie a Dio, grazie al tuo bellissimo spirito, alla tua brillante semplicità, al tuo cuore infantile nell’accettare il gioco della dinamica, abbiamo raggiunto i nostri amati desideri e il tuo spirito inquieto ha insistito per andare alla pagina successiva PUBBLICARE ed eccoci qui Luchita, con gratitudine a Dio, alla vita che ci ha donato l’immenso sostegno delle nostre famiglie.
FELICE e FIERO DEL NOSTRO “CARICO D’AMORE”, che si è fatto strada ed è arrivato.
Grazie a Preeth Padmanabhan Nambiar, dall’India, Irene Doura-Kavadia, dalla Grecia e Johanna Devadayavu dall’India, sono gli ideatori e coloro che hanno reso possibile questo grande RICONOSCIMENTO, concedendo a “CARICATO D’AMORE” il
PREMIO LIBRO D’ORO,
Attraverso la Fondazione Writers Capital e grazie alla persona che ci ha proposto ed è stata attenta al nostro lavoro, mi riferisco a Elisa Mascia dall’Italia, alla quale ci accomunano tanti momenti e luoghi del Mondo Poetico Letterario.
Da Elisa Mascia ho ricevuto l’invito a partecipare al PANORAMA INTERNACIONAL ARTS&LITERATURE FESTIVAL, ho ricevuto all’inizio il sostegno dell’amata Mariella Porras dal Venezuela.
Per la mia semplicità, figlia di un Paese di contadini, di genitori di provata decenza e che lavorano dall’alba al tramonto.
Ricevere questa notizia mi ha commossa al punto da piangere come una bambina, per poter raggiungere il Paradiso e ricoprire i miei amatissimi genitori del meritato orgoglio. Sono grata, naturalmente, alla mia famiglia, che ha finalmente accettato la mia appartenenza a quello che chiamo “Il mio nuovo mondo”.
Luisa te lo dirà con parole sue.
Mia cara amica, compagna di lettere unite da “CARGADITOS DE AMOR” in un modo così bello con la purezza del cuore del “nostro bambino”.
Grazie per il tuo enorme impegno in ogni modo, nonostante il tuo piedino delicato sei riuscita a compiere la tua missione che hai fatto tua fin dal primo momento.
Scritto da Margarita Salirrosas de Verdeguer
Con infinita gioia copio le parole di Luisa Cámere.
” È stato davvero un privilegio ricevere il Golden Book Award da me e Margarita Salirrosas de Verdeguer. Sapere che Cargaditos de amor ha viaggiato per il mondo ed è stato premiato dalla Writers International Edition è stato un onore. Grazie Irene Doura-Kavadia per questo riconoscimento, mi sono sentito molto orgoglioso e ringrazio Dio, la mia famiglia e la meravigliosa poetessa e manager culturale che è stata l’artefice di questo legame Elisa Mascia. Mai più felice, grato per la vita di ricevere un premio da Atene, culla della poesia, di grandi pensatori come Aristotele, Platone, Socrate, culla della democrazia e della cultura occidentale… Non dimenticherò mai questo momento che vivrà ineffabile nella mia memoria e nel mio cuore! “磊
Luisa Camere
TAL ME PARECE
que me quedé en un sueño.
el sopor de la tarde
aromas de campanillas
arrullos de torcazas.
Minúsculas trompetas
alborotan mis sentidos
llenan mis palmas de sangre.
¡Despierto! Y a lo lejos
Una diosa baja del olimpo
busca agua quiere calmar
la sed devoradora…
¡Llegaste!, no hubo manzana
Ni Paris beleidoso pastoreaba.
Despacito, Lima, Madrid sigues,
Roma y tu destino insoñado.
De allí salió el rapsoda …
Allí llegaste tú.
Poeta compañera
de horas
y de letras.
Gracias Luisa Camere
muestras dos imágenes
tuya y mía,
Tú fuiste el Premio.
No quiero salir del bello sueño
Túnica blanca,
“Leda con vaporoso tul”
Tu gracia, en celeste mirada
llenó el recinto fue Palacio.
Camioneta roja llena de alas
cargadita de amor.
Laureles coronen tu frente.
Piura, 04 de julio de 2024
Gracias a Dios, gracias a tu bello espíritu, tu brillante sencillez, a tu corazón niño al aceptar el juego de dinámicas, echamos mano a nuestras amadas añoranzas y tu espíritu inquieto se empeño en ir a la página siguiente PUBLICAR y aquí estamos Luchita, con agradecimiento a Dios, a la vida que nos puso el inmenso apoyo de nuestras familias.
FELIZ y ORGULLOSA DE NUESTRO “CARGADITOS DE AMOR”, que se abrió paso y llegó.
Gracias a Preeth Padmanabhan Nambiar, de La India Irene Doura-Kavadia, de Grecia yJohanna Devadayavu de La India, ellos son los creadores y los que han hecho posible este grandioso RECONOCIMIENTO, concediendo ” CARGADITOS DE AMOR” el
GOLDEN BOOK AWARD,
A través de Writers Capital Fundation y gracias a quien nos propuso y estuvo pendiente de nuestro trabajo, me refiero a Elisa Mascia de Italia, con quien nos une muchos momentos y lugares del Mundo Literario Poético.
De Elisa Mascia recibí la invitación para participar en PANORAMA INTERNACIONAL ARTS&LITERATURE FESTIVAL, recibí en los inicios el apoyo de la querida Mariella Porras de Venezuela.
Para mi sencillez, hija de un pueblo de campesinos, de padres de probada decencia y de trabajo de sol a sol.
Recibir esta noticia me emocionó hasta el llanto de niña, para que llegara al cielo y bañar de orgullo merecido a mis muy amados padres. Agradezco, naturalmente a mi familia, que finalmente han aceptado mi pertenencia a lo que llamo “Mi nuevo mundo”.
Luisa ya les contará con sus propias palabras.
Mi querida amiga compañera de letras unidas por “CARGADITOS DE AMOR ” de una manera tan bonita con la pureza de nuestro corazón niño.
Gracias por tu tremendo esfuerzo en todos los sentidos, pese a tu delicado piececito pudiste cumplir con tu misión que la hiciste tuya desde el primer momento.
Margarita Salirrosas de Verdeguer
Con infinita alegría copio las palabras de Luisa Cámere.
Fue realmente un privilegio haber sido la portadora de recibir el Premio Golden Book de Margarita Salirrosas de Verdeguer y de mi persona. Saber que Cargaditos de amor recorrió el mundo y fue premiado por Writers International Edition ha sido un honor . Gracias Irene Doura-Kavadia por esta distinción , me sentí muy orgullosa y le doy gracias a Dios a mi familia y a la poeta y gestora cultural maravillosa que fue la artífice de esta connection Elisa Mascia. Nunca más feliz , agradecida por la vida por recibir un premio desde la Atenas , la cuna de la poesía, de los grandes pensadores como Aristóteles, Platón , Sócrates , cuna de la democracia y de la cultura occidental.. nunca olvidaré este momento que vivirá inefable en mi memoria y en mi corazón! 磊
Sharing beautiful moments during Global Vision Summit 2024
#writerscapitalfoundation#
@highlight

Sillabe misurate col contagocce
nella simbiosi di dolore.
Abrasive su pelle avida
incurvata nella pacata periferia
in cui pezzi di niente costruiscono
un brillare sinuoso di luce
aspettando a occhi chiusi
che una carezza lambisca il fianco
nell’impennata del fortunale
dimentico del silenzio…
@Silvia De Angelis

Nel bandire dolci sintomi
e rare allegorie del profondo
si stemperano dire soggiogati
da un dentro immaginoso.
Empatie, malinconici fiordi
e malie intriganti
giacciono in pleniluni di rime combaciate
Son distanti le mani
a tracciare benefici ideogrammi
nel consenso spostato alla vedetta
lontana dallo sguardo
resosi accigliato
@Silvia De Angelis

E’ lì a due passi dalla coscienza la suggestione
corteggia sipide memorie
assumendone ebbrezze recondite
e spasmi accelerati su pause di respiro
Diviene supremazia proiettando manciate d’adrenalina
su commedia del momento
Avvenente e fuori d’ogni regola
s’appiglia a realtà frantumate
traendone vividi mosaici
nell’ovvietà di intriganti sapori sulla pelle
Discinta in mutabili filigrane
affonda probabilità lontane
sorseggiando certezze mascherate fuori del tempo
@Silvia De Angelis

E mentre boccheggia
sfiatato
quel pallore d’autunno
portatore
di melanconici approdi
fugge nella meta sconfinata
il palpitare d’aorta
soggiornando silenzioso
su palmi corrugati e dolcissimi
Nella crescita lontana
sollevavano il vagito
da un tema oscuro e arcano
Silvia De Angelis tutti i diritti riservati
Video della poesia “Un sogno costante”

S’affievolisce un seme di luce
nell’impulso cangiante della sera
Grovigli di pensieri
si mescolano
a una lieve assenza
invaghita
d’un breve soffio senza sole
Saggia lontani aromi
persi in uno scialle di nebbia
e quel “vedere non vedere”
acuisca il senso
d’un nesso tenue di memoria
Si fa concerto muto
nello stupore d’un silenzio
ancorato all’idea d’un cerchio
che retroceda d’un giro
per far ritorno
a un seducente barlume del passato
indenne da sapienza di maturità
@Silvia De Angelis
“Il paese degli «io»” di Lucia Triolo rappresenta un’affascinante incursione nel mondo della poesia contemporanea, in cui la scrittura dell’autrice si distingue per la sua capacità di coniugare l’immaginazione con la razionalità.
Lucia Triolo ci offre un’opera in cui la poesia non si limita a evocare visioni oniriche o ad abbandonarsi alla pura immaginazione. Al contrario, la sua poetica si fonda su una solida struttura razionale, anche quando i deragliamenti semantici sembrano portarci verso mondi alternativi. Questa apparente contraddizione è il cuore pulsante del libro: una lettura attenta e oggettiva rivela infatti una coerenza strutturale che si intreccia con una profonda riflessione filosofica.
La “postura filosofica” della Triolo, come descritto nel libro, è un aspetto essenziale della sua strategia espressiva. Non è alla ricerca di visioni mistiche o di una realtà trasfigurata, ma piuttosto di una disgregazione ironica e dolente dell’essere. La sua poesia diventa così un mezzo per esplorare le fratture e le incoerenze dell’esistenza, senza perdere mai di vista una certa ironia che rende il tutto sorprendentemente accessibile e umano.
“Il paese degli «io»” è quindi un’opera che sfida il lettore a guardare oltre la superficie delle parole, a cercare il significato nascosto dietro ogni verso. La scrittura di Lucia Triolo, pur mantenendo una dimensione immaginifica, non si distacca mai completamente dalla realtà, offrendo una visione disincantata e al tempo stesso profondamente coinvolgente del nostro essere nel mondo.
In conclusione, “Il paese degli «io»” è un viaggio poetico che invita alla riflessione, un’opera che affascina per la sua capacità di coniugare razionalità e immaginazione, filosofia e ironia, in una disgregazione dell’essere che è al contempo dolorosa e liberatoria.
https://www.ibs.it/paese-degli-io-libro-lucia-triolo/e/9791281459229
VENTO D’AMORE
Frivolo nel suo brivido di dolcezza
accarezza le gote raddolcite
il vento d’amore
Lentamente attenua schiume di rimpianto
impigliate nel sottovoce sbieco che fa ombra
Ardente slancio scioglie le remore
che incatenano lo spirito
al soffio che trascende le parole
Si fanno rarefatte nelle sillabe esiliate
in una linea di gioco senza confini
ove il bacio divarica lo spessore d’un’emozione
al sapore di vita vera
@Silvia De Angelis

Speciali sagome
sono riviste con stupore
nella circostanza di rugiada.
Contraffatte
dal pensiero innovativo
perdono l’iniziale richiamo
smerigliato nel sogno
I contorni
ormai
sono sfumati
da un palcoscenico evoluto
interprete
di quell’attimo eterno
svanito per sempre.
@Silvia De Angelis
Quanno semo più tranquilli
e avemo riposto “i grilli” da ‘na parte
ce vie’ n’mente quer tempo addietro
che cià fatto tanto penà.
Allora senza fa troppi sforzi
aripiamo ‘e cose belle
messe da parte drento ar core
pe’ sollassacce d’attimi gajardi
che te rianimeno
e t’aiuteno a campà.
N’amore ‘ntico e stuzzicherello
che fra ‘nbatticore e l’artro
t’ha regalato emozioni
che vargheno ‘n mijardo
e saresti capace de fa
‘na doppia capriola
pe’ potello fa’ tornà….
Ma er tempo nun perdona
core come ‘nmatto
rubbandote li giorni
che ciai a disposizzione
e sta a te piallo
da ‘a parte giusta
e fattelo carzà….
perché si nun ce riesci
fai ‘ngrosso rotolone….
@Silvia De Angelis
I GIORNI ANDATI (traduzione)
Quando siamo più tranquilli
e abbiamo riposto gli sfizi da una parte
ci viene in mente quel tempo passato
che ci ha fatto penare tanto.
Allora senza fare troppi sforzi
ricordiamo le cose belle
messe da parte nel cuore
per godere d’attimi meravigliosi
che rianimano
e aiutano a campare.
Un amore antico e stuzzicarello
che fra un batticuore e l’altro
ha regalato emozioni
che valgono un miliardo
e saremmo capaci di fare
una doppia capriola
per poterlo rivivere.
Ma il tempo non perdona
corre come un matto
rubando i giorni
che abbiamo a disposizione
e sta a noi prenderlo
dalla parte giusta
facendolo calzare…
perché se non ci si riesce
si fa una grossa caduta….
Decifrare passi inutili.
Solcano con andatura lieve
il cemento algido
come l’intermittenza del pensiero nomade
scortato solo dal timbro
di talloni e alluci.
Addomesticano
il crinale di sotterfugi ambulanti
su spicchio di luce
impolverata di vocii lontani
assemblati a una gabella d’amore
mal ripagata…
@Silvia De Angelis
Preme nell’oltre d’aura l’urgenza
d’un accucciarsi sulla linea incandescente
d’un Dio supremazia assoluta
nel respiro a senso unico.
In quell’istante s’inclinano sagre
ammantate di miti scomodi
nella paura circostante del buio
mutato in incandescenza folle
esalata oltre un’enfasi che duole.
Ombre negli occhi nell’istante arcaico
adulazione d’un silenzio aspro
mentre una carezza improvvisata
si fa forte nel tocco ove fa male…
@Silvia De Angelis
Il tuo sguardo acceso
negli incontri del giorno
mi procura
un’invincibile emozione
che tengo stretta a me.
Nei tuoi passi
verso l’orizzonte
troverai la giusta luce
in cui immesimarti
e fonderti
per un prezioso ritorno alle origini…
@Silvia De Angelis
Caro Fabio, ho voluto dedicare questi versi al tuo miciotto, che non è più tra noi
Focale percezione
dentro le mura astratte delle mie ciglia.
Accentua inaspettate forme nel pensiero
ribaltando un azzurro sotterfugio
in una profetizzante incandescenza
sui cardini della pelle.
Sembra quasi mirare
a un doloroso flagello.
Traverserà
il torace fiaccato
da un disavanzo della soglia
impreparata a spianare
le piaghe di un’ombra d’amore
che discosti la mano alla luna…
@Silvia De Angelis 2021
Inaccessibili varchi
ove sconcerto e amarezza
oltraggiano la sensibile caratura
d’occhi tessuti di capogiri.
Disseccate lacrime
albergano alla foce
d’un pianto penzoloni
inabile tracciare rigagnoli
sull’incarnato uggioso.
Il collante d’esistenza
narra d’un sottovoce caparbio
plausibile battibecco
di forza intima
tenuta in serbo sull’abbaino
@Silvia De Angelis
Quasi sciamanico
lo sguardo
nei giorni che consumano la vita
disperso
in un profondo riflesso di sensitività
in cui le immagini
assumano una potenzialità immensa
Prima
nel tempo
non sono contaminate
da labili e veloci foschie
vocianti in controluce
nel canto della pioggia
d’una fragile vista giovanile….
@Silvia De Angelis