Non ci rendiamo ne anche conto di quanto la nostra memoria registri ogni sfumatura della vita : un odore, un rumore…che accadono nelle più diverse circostanze , per poi ripetersi in futuro, in un’occasione completamente diversa e risvegliare, attimi del passato, per farci precipitare in una dimensione dimenticata, alla quale non avevamo ne anche prestato la giusta attenzione.
Attimi appena sfiorati, eppure ripresentati, per affermare quanto ogni respiro della nostra esistenza racchiuda un intrinseco valore, da non sottovalutare.
La nostra mente è presente per ricordarcelo e risvegliare, in noi, sensazioni lontane, a volte piacevolissime, altre non proprio.
E bello, in ogni caso, tornare indietro nel tempo, perché ci rendiamo conto, quanto in realtà siamo cambiati, probabilmente più consapevoli, anche nel dare un peso mutato alle vicissitudini che man mano si presentano al nostro cammino.
Probabilmente un evento che in remoto ci sembrava insormontabile, nel presente ci appare di minima entità, e risolvibilissimo, perché l’esperienza ci ha dimostrato che ogni cosa, ha una soluzione, e col ragionamento e la pazienza si può tranquillamente arrivare alla giusta meta.
Con l’andare delle stagioni avviene un importante cambiamento in noi, che ci rende più pronti alla formazione di un equilibrio interiore, sul quale muoversi più agevolmente, soprattutto nelle situazioni complesse, che inevitabilmente, si presentano…
Il buon senso ci suggerisce di essere positivi, anche se talvolta il nostro profondo “ha degli sbuffi di fragilità”, purtroppo inevitabili, che non ci permettono di sorridere sempre….
Invece fa molto bene ridere, e saper captare il senso di ironia in ogni situazione, ci fa stare davvero bene e ci aiuta a minimizzare situazioni, che in caso contrario diventerebbero pesanti e del tutto insormontabili…
Vincenzo Costantino (1964), detto Cinaski, è un poeta, scrittore e cantautore.
La stagione della neve sta finendo come sta finendo il giorno delle lunghe ombre dietro gli scarichi delle auto mentre trasportano la miseria dell’abitudine e l’assenza di curiosità. Sta finendo l’idea di guardare senza toccare con mano di ascoltare la voce della persuasione dal televisore, unico referente di coscienza sta finendo la stagione dei famosi un quarto d’ora della gloria vana senza pietà della fuga dal proprio futuro sta finendo l’amaro calice dell’indulgenza l’odore di passerella e piccioni il sapore di ferro e tabacco della movida la fiducia nell’ignoranza e l’arroganza dell’idiozia. Sta finendo la pazienza