W i blog e i blogger!!!

Alcuni dicono che i blog siano morti. Sono gli stessi che dicono che su Facebook ci vanno solo i vecchi. Invece i blog sopravvivono anche grazie a Facebook. Che ci sia in qualche modo una piccola crisi di blog e Facebook è vero, è ormai accertato. Ma non calchiamo troppo la mano. È esagerato sostenere che i blog e Facebook ormai appartengano al passato, che siano ormai superati.  È vero che ci sono dei costi di gestione, di posizionamento sui motori di ricerca. È vero che bisogna dedicarvi impegno e tempo.  È vero che ci vuole passione e costanza. La difficoltà principale dei blogger è data casomai dall’esatto contrario: i blog sono tanti, ognuno al mondo d’oggi ha un blog, ogni giorno spuntano blog, più del 30% degli internauti è iscritto a WordPress, aumentano ogni giorno gli iscritti ad altre piattaforme. C’è chi sostiene nello specifico che sia passata l’epoca d’oro dei blog letterari. Se prima però c’erano pochi blog letterari visitatissimi, oggi che i lit-blog sono molti di più d’un tempo c’è stata una distribuzione più equa e forse più democratica dei lettori. Diciamocelo francamente: se da un lato i giovani frequentano molto di più Instagram, Youtube, Tik Tok (e se hanno una soglia di attenzione più bassa secondo gli esperti delle passate generazioni), è altrettanto vero che questi siti non sono adatti per la poesia, per le recensioni di libri, per la divulgazione letteraria. Le due cose si controbilanciano, al di là delle apparenze. Chi cerca un minimo di approfondimento, fatto in modo chiaro e non noioso, deve andare su lit-blog e siti letterari. E anche se venissero considerati datati, qualcuno deve pur sempre ostinarsi allo stesso tempo a divulgare e approfondire, cose che hanno fatto finora siti letterari e lit-blog (sembra un ossimoro, ma in realtà non è così). E poi vogliamo considerare la libertà dei blogger e dei lit-blog? Fino a vent’anni fa questa libertà di espressione era impensabile, ineguagliabile. 

Intervista a Ilaria Cino

Ilaria Cino è nata a Napoli nel 1978. È sociologa e operatrice culturale.  È stata inserita in antologie poetiche prestigiose. Ha fondato  il blog letterario Le stanze di carta. Recentemente ha aperto il lit-blog personale Ilaria Cino – literature influencer, che potete trovare qui: https://www.ilariapage.blogspot.com

Dopo un periodo di assenza dalla comunità poetica e dai social, in cui tutti ci chiedevamo che cosa avesse fatto, finalmente è tornata e ne siamo tutti lieti. 

1) Quando è nato il tuo amore per la poesia?

Più che di amore per la poesia parlerei di evento casuale, cominciato con la perdita del lavoro di Fabbrica. Avevo circa trent’anni, un sogno nel cassetto, e un altro poeta militante di famiglia. Prossima ai cinquant’anni, la poesia è una questione di Luna rispetto ad un paese che, per le mie origini mussulmane, mi ha declassata socialmente.

2) Leggere poesia può aprire la mente, e combattere i luoghi comuni?

Leggere poesia non ha mai fatto male, scrivere è diverso. Se pensi che per una poesia sul fiore, scritta dieci anni fa sulla Recherche.it c’è una guerra letteraria, ancora in corso, si dà la risposta.

3) Secondo l’immaginario comune il poeta è una persona sensibile. Secondo te, ciò corrisponde alla realtà?

Se consideriamo il termine sensibile, assimilandolo ad un sinonimo come “suscettibile”, allora si, il poeta è una persona sensibile, sensibile al vento…

4) Cosa ne pensi di quella che viene definita attualmente poesia di ricerca?

Scartando le ipotesi che relegano la poesia alla Treccani, alla Psichiatria, e altre scienze, rimane tutto il resto, rimane l’umano, e la ricerca.

5) Che rapporto hai con altri poeti, e poetesse italiane?

Ho molta stima dei poeti in generale, e di amicizia con chi mi è rimasto accanto, andando oltre le apparenze. In passato ho avuto delle relazioni sentimentali con poeti italiani. Ricordo il poeta F. Repetto, le sue letture pubbliche dedicatemi a Genova. 

Per i salotti letterari eravamo una buona speranza di poesia contemporanea italiana, sulla scia di E. Miller e la poetessa Anais Nin. È a lui che devo i versi sul poeta, pubblicati da Aletti Editore, nel 2017/18, con la poesia “Il poeta”: /Sei un uomo di brughiere/di luoghi incerti/dove il sospiro mette radici/ …

6) Puoi spiegare in parole semplici la tua poetica?

Se consideriamo la poetica come l’insieme dei versi, delle ispirazioni, e delle esperienze che confluiscono nella scrittura, allora parlerei della mia poetica come poetica repettiana, “un militante atto artistico”, lasciatomi dal poeta Francesco Repetto.

7) Quali sono i tuoi poeti preferiti?

Ho letto con piacere Rilke, Campana, A. Rosselli, e molto intimismo americano, tra cui S. Plath, e A. Sexton.

8) Se dovessi salvare un solo libro di poesia italiana per i posteri, quale salveresti?

Salverei il libro che non ho mai scritto e che mai scriverò.

9) Secondo te la poesia morirà con l’ultimo uomo oppure è destinata a scomparire nella civiltà dell’immagine? Aveva ragione Montale che era molto pessimista sul futuro della poesia nella società di massa?

La storia è una cosa strana che sorprende, se pensiamo all’estinzione di massa come fenomeno fisiologico, al “natura crea, natura distrugge”, ai cataclismi degli anni,  Leopardi, la peste, l’esplosione del Vesuvio, la recente epidemia di coronavirus, il motto di Whitman, il “cogli la rosa quand’è il momento”, si afferma quasi come un imperativo.

10) Che cosa hai in cantiere? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Cosa dare al futuro se non la commozione di una fine alla C. Chaplin? È in essere un ipotesi di libretto artistico di poesie con il poeta L. Mullon.