Lucia Triolo: lettera firmata

vi condanno ad essere voi
per il resto della vita;

“voi” 
non  “voi stessi”
in tonfi d’identità
(non si cavalcano andirivieni
in uteri di arcobaleni)

vi condanno a recitare per me:
sarò insieme pubblico 
e copione

non so chi di voi
renderò immortale e
chi consacrerò alla noia di 
corone funerarie

il mio biglietto
plauso o sberleffo
lo pagate voi

   

vostra  aff.
Anima

Lucia Triolo: com’è fatto un uomo

vuoi sapere com’è fatto un uomo
quante volte 
ha pianto dietro una porta
ha sorriso a qualcuno
e il sorriso non é andato a segno?
quante volte
-crampi allo stomaco per la paura-
ha messo in moto 
senza sapere dove andare?

vuoi sapere in quante 
pizzerie ha gettato la spugna
voglioso di momenti senza pensare 
momenti passionali
dove ad esporsi è l’ anima e il resto 
sta a guardare?

vuoi sapere quante volte ha 
pregato Dio
invocando le corna di cervo 
del suo io?
quante volte 
il sangue fremeva di desiderio,
i muscoli ridevano nella speranza,
e lui si ergeva in tua presenza?

vuoi sapere com’è fatto un uomo?
perché é così certo che avrà quel 
che ha chiesto all’universo?
ecco
non lo so!

ma se avessi il tuo numero, 
ti telefonerei

——–

lucia triolo: una Domenica di poesia

Giornata di sciopero da se stessi

Troppo lungo abbiamo patito sotto il gioco dispotico di noi 
stessi 

*rifiuta di ascoltarti 
*tronca ogni legame finanziario con te stesso 
*disconosci membri della tua famiglia e gli amici 
*boicotta il tuo lavoro 
*cancellati da tutti i social media 
*dismetti l’autorità 
*contesta attivamente la tua coscienza 

ricorda l’io é il problema

Charles Bernstein, da Eco

l’ amico , di Stefano Polo

L’amico.

L’amico è colui che ti sta vicino

in modo silenzioso

è come se fosse invisibile

ti ascolta e ti porge la mano

con i suoi consigli

ti da una carezza al cuore.

L’amico è privo di  interesse

ti difende a spada tratta

con il suo scudo di lealtà

allontana ogni infamia.

L’amico è un gioiello prezioso…

è colui che  se hai bisogno

ovunque sei

lui ci sarà per te
anche da lontano…

SUGGESTIONE, di Silvia De Angelis

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E’ lì a due passi dalla coscienza la suggestione
corteggia sipide memorie
assumendone ebbrezze recondite
e spasmi accelerati su pause di respiro
Diviene supremazia proiettando manciate d’adrenalina
su commedia del momento
Avvenente e fuori d’ogni regola
s’appiglia a realtà frantumate
traendone vividi mosaici
nell’ovvietà di intriganti sapori sulla pelle
Discinta in mutabili filigrane
affonda probabilità lontane
sorseggiando certezze mascherate fuori del tempo

@Silvia De Angelis

UN SOGNO COSTANTE, di Silvia De Angelis

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E mentre boccheggia

sfiatato

quel pallore d’autunno

portatore

di melanconici approdi

fugge nella meta sconfinata

il palpitare d’aorta

soggiornando silenzioso

su palmi corrugati e dolcissimi

Nella crescita lontana

sollevavano il vagito

da un tema oscuro e arcano

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

Video della poesia “Un sogno costante”

UN SILENZIO, di Silvia De Angelis

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S’affievolisce un seme di luce

nell’impulso cangiante della sera

Grovigli di pensieri

si mescolano

a una lieve assenza

invaghita

d’un breve soffio senza sole

Saggia lontani aromi

persi in uno scialle di nebbia

e quel “vedere non vedere”

acuisca il senso

d’un nesso tenue di memoria

Si fa concerto muto

nello stupore d’un silenzio

ancorato all’idea d’un cerchio

che retroceda d’un giro

per far ritorno

a un seducente barlume del passato

indenne da sapienza di maturità

 @Silvia De Angelis

Recensione di “Il paese degli «io»” di Lucia Triolo. Un Viaggio Filosofico nella Poesia dell’Essere

“Il paese degli «io»” di Lucia Triolo rappresenta un’affascinante incursione nel mondo della poesia contemporanea, in cui la scrittura dell’autrice si distingue per la sua capacità di coniugare l’immaginazione con la razionalità.

Lucia Triolo ci offre un’opera in cui la poesia non si limita a evocare visioni oniriche o ad abbandonarsi alla pura immaginazione. Al contrario, la sua poetica si fonda su una solida struttura razionale, anche quando i deragliamenti semantici sembrano portarci verso mondi alternativi. Questa apparente contraddizione è il cuore pulsante del libro: una lettura attenta e oggettiva rivela infatti una coerenza strutturale che si intreccia con una profonda riflessione filosofica.

La “postura filosofica” della Triolo, come descritto nel libro, è un aspetto essenziale della sua strategia espressiva. Non è alla ricerca di visioni mistiche o di una realtà trasfigurata, ma piuttosto di una disgregazione ironica e dolente dell’essere. La sua poesia diventa così un mezzo per esplorare le fratture e le incoerenze dell’esistenza, senza perdere mai di vista una certa ironia che rende il tutto sorprendentemente accessibile e umano.

“Il paese degli «io»” è quindi un’opera che sfida il lettore a guardare oltre la superficie delle parole, a cercare il significato nascosto dietro ogni verso. La scrittura di Lucia Triolo, pur mantenendo una dimensione immaginifica, non si distacca mai completamente dalla realtà, offrendo una visione disincantata e al tempo stesso profondamente coinvolgente del nostro essere nel mondo.

In conclusione, “Il paese degli «io»” è un viaggio poetico che invita alla riflessione, un’opera che affascina per la sua capacità di coniugare razionalità e immaginazione, filosofia e ironia, in una disgregazione dell’essere che è al contempo dolorosa e liberatoria.

https://www.ibs.it/paese-degli-io-libro-lucia-triolo/e/9791281459229

Lucia triolo; il giocattolo rotto

“(non è più possibile
essere al contempo umani e vivi)”
da: M. Atwood: “Rifiuti di appropriarti”
in Esercizi di potere

E’ troppo tardi 
e non era alla tua festa
ma…

la prossima volta che
accogliamo il respiro
dovremo scegliere prima
cosa fare a pezzi 
di ciò che è “noi”

forse non è troppo tardi
il giocattolo rotto
…  ha ancora voglia

nella vita c’è caduto
con tutte le 
scarpe.