Mese: ottobre 2023
Lucia Triolo: in piscina
nelle sere d’estate
quei luoghi
intorno a me
passeggiano tra le parole
come tra boschi incantati
di mitiche stagioni infantili
“Chi cercate”
chiedo in nome delle favole
di cui, sventatamente,
li ho nutriti.
“non sapete che mai nella tempesta
ci si affida a un nocchiero
inconcludente?”
Infrante certezze vivono
nei mie volti
mentre mi tuffo in piscina

Sulla mentalità in provincia, sulla guerra tra i sessi, i fasciocomunisti, il comunismo-consumismo…
Da un lato c’è la mentalità sessuofobica cattolica. Dall’altro c’è il bombardamento pornografico di questa società occidentale. La risultante di queste due forze contrapposte varia da persona a persona. Le donne vogliono essere emancipate sessualmente, ma vogliono fare in modo da salvaguardare la reputazione. Gli uomini invece esigono che le donne siano delle pornostar in privato, ma poi non vogliono risparmiarsi il piacere di dirlo agli amici e magari fanno anche i video porno con le amanti o la ragazza da mostrare come trofei. Gli uomini soprattutto in provincia si comportano da talebani adolescenti, raccontando tutto agli amici della propria partner. Le donne in provincia, visto che c’è una maggiore repressione nei paesi e nelle cittadine, credono ciecamente ai complimenti degli uomini, alle becere captatio benevolentiae, fatte unicamente per portarsele a letto. E in Italia sono poche le grandi città e molti i paesi e le cittadine! La provincia trionfa e detta legge! Ci sono persone che sono fiere di essere provinciali e non si farebbero mai sprovincializzare a nessun costo! Comunque se si aggiunge che bisogna essere fighi, ricchi, sessualmente superdotati, come i mass media impongono, ecco allora che gli italiani per fare del buon sesso devono soprattutto apparire e mentire spudoratamente. Quanto sforzo per una conquista! Quanta apparenza! E questa è solo la parte ludica o benevola. Poi c’è la guerra tra sessi quotidiana (femminicidi, divorzi, separazioni, stalking, ghosting, padri poveri, querele e controquerele, etc etc). Per non parlare poi dell’omofobia strisciante, dilagante che esiste in provincia, dove si ha paura perfino di uscire da soli con un amico per non “rischiare” di essere considerati gay!
Ora anche in Toscana è cambiato vento. Il primo partito a Pontedera è Fratelli d’Italia, dopo lo scandalo del keu e l’andazzo politico generale, ma il centrosinistra ha in questa regione la forza della tradizione: è qui che è stato fondato il partito comunista. Per ora Fratelli d’Italia sono “brava gente”, come c’era scritto su una pagina Facebook satirica riguardante i toscani, mentre fino a qualche anno fa molti urlavano “fascista carogna ritorna nella fogna”, “uccidere un fascista non è reato” oppure cantavano “ho un rigurgito antifascista: se vedo un punto nero gli sparo a vista”. Ormai sono lontani quei tempi. Il vento è cambiato. I comunisti più duri e puri si arruffiano, fanno compromessi, chiedono favori a chi potrebbe governare regione, province e comuni in futuro. Era il 2008 quando lessi la bella raccolta di Butcovan e lui riteneva che in Romania ci fosse stato il comunismo e in Italia invece il consumismo. Aveva ragione a grandi linee, ma c’erano le regioni rosse che erano comuniste e consumiste: veri ossimori viventi dalle mille contraddizioni intrinseche; Pasolini notava i difetti capitalistici di Bologna, lo sviluppo industriale selvaggio, etc etc. I vescovi emiliani ponevano l’accento a quei tempi sull’ateismo ideologico dei loro concittadini. Le regioni rosse erano viste male dal Nord e considerate negli anni Settanta isole felici dal Sud, in quanto comuni e province avevano una loro politica di accoglienza, inclusione, integrazione nei confronti dei meridionali (si pensi al modello di Bologna per gli studenti fuorisede del Sud). Ritornando ai giorni nostri, alle prossime elezioni centrosinistra e centrodestra se la giocheranno. Da una parte una destra autoritaria, miope, convenzionale che ha rifiutato 37 miliardi del Mes sanitario e che sperpera miliardi per il ponte sullo stretto di Messina, basando tutto su demagogia, faciloneria, retaggi ideologici stantii. Dall’altra parte un centrosinistra non convincente, senza idee, amante delle supercazzole, che non piace agli italiani, al popolo, che come cantava Gaber ha avuto un cedimento a destra. La destra fa errori madornali, la sinistra non ha argomentazioni convincenti e con la Schlein spaventa l’elettorato incerto, moderato, conservatore, che fa l’ago della bilancia (e non mi riferisco al suo orientamento sessuale, ma alla patrimoniale e altre proposte). L’importante comunque è dare qualche contentino alla base, che vive di vecchi retaggi e simbologie. Gli eletti guardano con occhio paternalistico la base. Gli elettori, nonostante molta scontentezza, votano per un’antica e consolidata fede i partiti di centrosinistra. Ma a dire il vero in Toscana votano per il centrosinistra anche per rapporti di clientelismo, perché qui i rossi hanno sempre governato e ci sono ricchi imprenditori che fanno il voto disgiunto e ci sono ricchi politicanti del centrodestra locale che magari in gran segreto finanziano il PD. Così procede la vita in Toscana tra fasciocomunisti e comunisti-consumisti. E se è vero che in Toscana non esistono fascisti veramente duri e puri, perché si fanno condizionare dalla mentalità rossa vigente, è altrettanto vero che, se un tempo nelle regioni rosse il consumismo veniva determinato, modellato dal comunismo regionale, oggi il comunismo si è ormai consumato e l’unica ideologia, l’unica religione, l’unico comunismo rimasto ormai è quello del consumismo.
Il Nobel 2023 per la letteratura va a un drammaturgo norvegese: Jon Fosse .Gabriella Paci
Il vincitore del premio Nobel per la letteratura 2023 è il sessentaquattrenne Jon Fosse di Standebarm, piccola città della Norvegia ma residente a Grotten, a Oslo, grazie alla residenza onoraria vicino alla stessa reggia, che il re gli ha attribuito per meriti letterari.
Questo scrittore, forse non tanto conosciuto da molti in Italia, è in realtà uno dei drammaturghi più rappresentati al mondo per le sue celebri opere teatrali e adesso anche di prosa dopo la pubblicazione, in lingua norvegese ma tradotta in 40 lingue,di “Nynorsk”.
Cenni di vita.
A sua detta, il trauma avuto per un grave incidente a sette anni, avrà un grande impatto sulla sua vita. Cresce in un clima misto tra anarchia e comunismo e diventa una specie di hippie che suona il violino e ama la campagna, ma poi si iscrive all’università di Bergen, dove studia letteratura comparata e inizia a scrivere in nynorsk lo stile delle regioni rurali e legge Heidegger e Derrida
Circa 40 anni fa esordisce come romanziere con “Raudt, Sart” ovvero “Rosso,Nero “ed continua la sua attività di scrittore poliedrico e assai prolifico con opere di saggistica, narrativa breve, narrativa per l’infanzia, poesia.
Ci spiega l’enciclopedia “Treccani” che già nel suo primo dramma del 1992-3 “Qualcosa sta per arrivare” si delinea il suo stile asciutto e la sua scrittura dura ,che coglie le contraddizioni linguistiche e relazionali sia di coppia che di generazione e familiari ingenere, un po’ sulla scia del nostro Pirandello o meglio il dissacrante Dario Fo, che però Fosse rinnega.
Jon Fosse deve la sua fama in specie ai drammi quali “E la notte canta”2002 o “Io sono il vento”2012 ma forse i lavori più noti in Italia .grazie alla traduzioni fatte sono “Mattino e sera “del 2019 e “L’altro nome: settologia” del 2021
Prima del Premio Nobel per la Letteratura, Fosse dal 2007 è Cavaliere dell’Ordine nazionale al merito della Repubblica francese.
In Italia i suoi libri sono stati pubblicati da La nave di Teseo e in misura minore da Fandango. Da martedì 10 ottobre nelle librerie usciranno in unico libro per La Nave di Teseo i volumi dal terzo al quinto del romanzo-mondo Settologia, con il titolo “Io è un altro”.
La motivazione del riconoscimento e la fede
L’Accademia dei Nobel ha motivato il premio di Fosse con il fatto che i suoi testi teatrali e la prosa sono innovativi perché danno spazio all’indicibile .Come ha detto lo stesso Fosse:”Ciò che non puoi dire, devi scriverlo”
Nella sua produzione si trova una atmosfera cupa misteriosa, come una indagine mistica ma esterna a credo religioso e istituzioni religiose, anche se dal 2012 da ateo si è convertito al cattolicesimo, minoranza religiosa sul territorio
Alla richiesta della sua opinione sugli autori premi Nobel ha risposto, senza peli sulla lingua:
“Quello a Pirandello era giusto, quello a Dario Fo no. Il Nobel dovrebbe andare a uno scrittore e Dario Fo non lo era. Lo stesso vale per Bob Dylan. Dargli il Nobel è stato sbagliato. Se c’era un americano a cui andava dato era John Ashbery. Ma è morto poco dopo il premio a Dylan».

Oggi 2 ottobre si celebra la festa dei nonni. Ed ecco la mia poesia…Gabriella Paci
Nonna Rosina
Ricordo le tue mani nodose
come rami di quercia contorta
dalla furia del tempo che però
aveva rispetto della tua fragilità
altera di donna d’altra epoca,
stretta nei tuoi vestiti austeri
con i capelli canuti raccolti sulla nuca
già a quarant’anni, forse appena.
Ricordo il tuo profumo di talco
e le tue tasche colme di mentine
colorate da donare una a una
come fa chi conosce la guerra
con la fame che non perdona
e di rosari per contare i grani
in litanie affondate tra le labbra
nella dispersione dei suoni come
un lamento da fare piano ,nella
levità dei gesti che ti era padrona.
Avevi l’odore buono delle cose antiche
tu, statuina di porcellana dal nome
d’un fiore che mai vidi scomposta
se non nel sonno dove forse
era il sogno forse d’una rosa recisa
a spaventarti il cuore.
