Lucia Triolo: trittico dell’inizio

può un inizio essere bugiardo?
il mio lo fu
come nacque in me l’idea?
che m’ assedia
quanto la scheggia di una bomba
scoppiata in un’ altra testa

II

in me nascevano le idee
poi le distruggevo
come fanno gli uomini con le città
c’era qualcuno che si toccava
e non aveva scelta
nei suoi occhi
ma aveva una sorella che guardava
e contava fino a dieci
e poi ricominciava

saltava l’oggi
numerava l’altro ieri
che era cambiato il mese
saltava l’oggi
numerava un dopodomani
che sarebbe cambiata la stagione

saltava il qui
era sempre là
e poi un poco più in là
saltava il qui
perché non
lo cercava e non lo trovava
ed era senza tempo e senza spazio
sempre in penombra

era
sì era.
ma non sono sicura che ci fosse
era 
ma forse non c’era

tutto l’universo non era abbastanza grande
da accogliere il suo non esserci

III

saltava il padre che le mancava
non aveva mai amato
le paternità dell’ultimo minuto

decise di andar via
saltando alla corda

                                              insieme.

Lucia Triolo: specchio

“Gli specchi il
segreto, l’anima e il rimedio.
Non v’è rimedio agli specchi”
A. Rosselli, da “Appunti sparsi e persi”

io ti costruisco pensieri che 
tu abiti 
dentro te
dentro me

apri la mia morte
tra storie d’anime e infiammati 
perdoni

studiane il 
riflesso 
come in uno specchio 
in un linguaggio di luce
tra sentieri e inganni 
innamorati

se batte 
inderogabile e geloso è il cuore

apri la mia morte
la luce
la sua assenza
rifai tutto:
in composizione 
verticale