Lucia Triolo: quella pazza

Quella pazza -chiedeva lei- sono io? 
sono io?
hanno segato la mia lingua,
sciami di silenzi
escono dalla mia bocca,
ho forse ancora qualcosa 
da salvare, qualcosa,
lì, tra i panni sporchi che mai 
ho voluto lavare?
Mi vogliono ancora indossare
per questo mi guardano,
ho amato i miei panni sporchi
e ora ho paura -diceva-
e ho la lingua segata

leggendomi 
tu
non farmi male

Lucia Triolo; qualcosa da tacere

“I miei misteri, penzolano
all’aperto in terrificata preoccupazione” 
(A. Rosselli, “preferiresti vedermi friggere nella minestra?”
da Sonno).

sono poliglotti i silenzi
parlano molte lingue
e ignorano 
i segreti del mestiere

mai visto un silenzio che 
stia zitto!

non sapevo fossero  
autobiografici:
come in una tirannica alchimia
resta di noi alla fine qualcosa
da tacere