lucia triolo: qualcuno solo a metà

un corpo che sta 
dentro 
un corpo che va
un qualcuno solo a metà

guadare il fiume del senza senso
il venir meno quotidiano di pezzi di “sé’”:
il sé dalle gambe
dalle braccia
dalla pelle,
dal cuore
infine dalla parola

come una perdita di rime

apparire 
solo sparendo,
allucinazione e verità,
non sono nulla di ciò che mi circonda

un resoconto
sotto l’epidermide della stranezza:
essere
qualcuno solo a metà

lucia triolo: sul selciato

Imprevisto:

mi lascio per strada,
gettata lì sul selciato
rotta da luci sfolgoranti e false
nulla in me si china a raccogliermi
i pezzi non combaciano

lo so:

abbraccio uno sparire
di antica data
fatto con zucchero filato
la lingua poco a poco arriva
al bastoncino appiccicoso
come a un sogno scaduto
andato a male

ho disegnato maschere sui muri:

profanando l’ultima speranza
che stava tra abiti e polvere
mi trattava da prediletta
con il belletto per la mia coscienza
mentre arava il mio sogno

ora solo ferocia