Lucia Triolo: bianco

Guarda:
come sono in disordine le stelle!
Solo il vestito è uguale,
splende bianco

Non vesto mai di bianco
nemmeno in sogno
A entrarci dentro
è violento come il silenzio e la neve
come una possibilità a passeggio sul vuoto
e io non ho il fulgore delle stelle

Qualcuno viene a curiosare,
mille maschere colorate
vede sulle mie dita.
Beve nel mio bicchiere
la sete di una vita
che m’è finita in grembo,
scivolando
fra rocce e crepacci
arrampicandosi
senza lasciare traccia

Viaggia dentro una ruga del mio volto
Ricordi al posto degli anni
ha quella ruga
e anni senza giorni

Un tempo come me
guardò le stelle,
ammette,
quando in sogno
faceva il cercatore d’oro

Bianche e silenziose,
sono ancora in disordine le stelle?

lucia triolo: l’odore del corpo

L’odore del corpo
è quello di tutte le maschere
che indosso
identità precarie sulle barricate
contro il vuoto

Ho provato a contarle
una sera che soffiava il vento
e il ritratto nel quadro mi guardava
in silenzio

Non ce l’ho fatta,
diverse hanno solo un occhio
o solo la bocca
o solo il naso.

Una poi è la maschera di un’ unghia
spezzata e di un’impronta.
Insopportabile.
Anche l’odore è spezzato
spezzato anche il vuoto.

Il ritratto nel quadro è sudato
indossa la maschera di
un risveglio improvviso
senza odore.

Qualcuno arriva da una speranza dimenticata