Cultura: Jack London

Enrica Bocchio

Jack London

scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense, noto per romanzi come Il richiamo della foresta, Martin Eden, Zanna Bianca, Il tallone di ferro, Il vagabondo delle stelle, Il lupo dei mari, La peste scarlatta…

La sua vita fu caratterizzata da attività e interessi personali diversi, coerenti con uno stile di vita vagabondo: fece lo strillone di giornali, il pescatore clandestino di ostriche, il lavandaio, il cacciatore di foche, il corrispondente di guerra (guerra russo-giapponese), l’agente di assicurazioni, il pugile, il coltivatore e il cercatore d’oro, prima di realizzarsi, dopo innumerevoli tentativi, come scrittore di successo.

Nell’arco della sua travagliata esistenza era stato colpito da gravi malattie tra cui lo scorbuto, e da infezioni tropicali durante i viaggi sullo Snark. Soffriva inoltre di insufficienza renale. Al momento della sua morte l’alcolismo era in fase avanzata e per alleviare le sofferenze assumeva molti antidolorifici, tra cui la morfina.

Il 22 novembre 1916 venne ritrovato cadavere in un Cottage, probabilmente a causa di un’overdose di antidolorifici. Aveva solo 40 anni.

Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963)

Enrica Bocchio

Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963). In un discorso tenuto nel 1961alla California Medical School di San Francisco, Huxley disse che

“ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici”.

Vittorio Sermonti, traduttore di Virgilio e Ovidio, moriva 6 anni fa.

Enrica Bocchio

Vittorio Sermonti, traduttore di Virgilio e Ovidio, moriva 6 anni fa.

“Imbecilli ci sono sempre stati, dappertutto, tra i vecchi e tra i giovani. Viviamo tempi spudoratamente volgari. Ma ogni generazione ha le sue plebi.

Mia moglie ed io siamo insieme da trent’anni e il nostro rapporto è stato di gratitudine e ammirazione reciproca. Qualche volta litighiamo, ma io so che, grazie a lei, andrò verso la morte senza spavento. Mi scoccia un po’ il morire, ma non provo angoscia. Sostengo che questa signora che viene quando vuole e ti sorprende in realtà non c’è. La fine non esiste. Ci sono le persone che a un certo punto se ne vanno e con le quali non hai più rapporti: vengono sfilate, creano una ferita, ma poi la ferita si rimargina”.