“Notti insonni”, di Salvatore Scalisi

Fa fatica perfino a pensarci; è stata una grande recita, una falsità. Alla notizia della gravidanza di Carla si è sentito come una fitta al cuore, di quelle che fanno veramente male, che scombussolano la vita, tanto da desiderare l’estremo gesto così da impedirne la venuta alla luce del futuro nascituro. È un pensiero contorto, Paolo ne è pienamente consapevole, ma, visto la situazione al momento della coppia, lo prende come alibi; problematiche che andrebbero discusse, se non fosse che l’uomo non se la sente di affrontare un argomento così delicato con Carla, dopo averle mentito spudoratamente. Ma in qualche modo deve sfogarsi.

– Lo so che è terribile quello che ho detto … – ammette Paolo, seduto a un tavolo all’interno di un bar.

– Più che orribile lo definirei assurdo – replica la collega di lavoro accomodata dinanzi. – Il problema non è tanto non desiderare il bambino, ma il fatto che non ne parli con lei; per me sta qui l’anomalia. –

– Se potessi, lo farei. Ho sempre desiderato avere un bambino, ma ora … –

– Cosa ti succede? –

– Ho sbagliato, ho creduto che la storia potesse andare … –

– Ti riferisci alla tua compagna? –

– Non lo so … –

– Che significa non lo so. –

– L’ho amata tanto … –

– Ma ora non ne sei più sicuro. Può succedere, nulla di strano; ma il fatto che non ne parliate non fa altro che allontanarvi. Dovreste mettere da parte ogni astio e affrontare il problema prima che sia troppo tardi; sempre che non abbiate voglia di distruggere la vostra favola. –

– Pensa che abbia una storia con te. –

– Non mi dire? –

– Già. –

– E cosa le fa credere che io sia la tua amante? –

– Solo il fatto di lavorare insieme a stretto contatto e le relative cene che sono diventate la sua e la mia croce. –

– Non le si può negare di possedere una fervida fantasia. –

– Ha una gelosia ossessiva, patologica; ho paura che la cosa possa degenerare, potrei pensare che non stia bene …. –

– Lo dici per dare un alibi alle sue ossessioni? –

– Non lo so, ho la mente confusa … –

– Certo, non ti trovi in una bella situazione e venirne a capo non è per nulla facile; se posso fare qualcosa per aiutarti … intendo come amica – dice la donna, riuscendo a strappare un lieve sorriso a Paolo.

“Un complicato accordo”, di Salvatore Scalisi

Corrono come dei dannati, senza una meta ben precisa e nemmeno la benché minima idea di cosa li attenda. Continua a piovere sangue.

– Dove stiamo andando? – dice Ted

– Non lo so – risponde Parker.

– Sicuro che non si tratti di un brutto sogno? –

– No. Credo proprio di no. In ogni caso, lo verificheremo a suo tempo … se avremo modo di raccontarlo. –

– Che storia interessante! – esclama Ted. – Non so fin quando potrò resistere, le gambe iniziano a cedere … forse ci conviene fermarci, riprendere fiato … –

– Ok – risponde il detective, decidendo di concedersi un momento di pausa.

– … è proprio sangue, o acqua colorata? – si interroga Ted, guardando le sue mani e i suoi vestiti bagnati dal liquido color rosso sangue.

– Sembrerebbe sangue – dice Parker.

– Ma com’è possibile? –

– Non chiedermelo, perché non lo so. Ne abbiamo già parlato, in questa storia c’è la firma del diavolo. –

– Non dirai sul serio? –

– Sai darmi qualche altra spiegazione? –

– Sai, al giorno d’oggi è possibile creare ogni sorta di diavoleria – dice Ted, cercando di alleviare la situazione.

– Già, è possibile – replica Parker.

A un tratto, rimbomba nell’aria un lamento simile a un ululato.

– … sono gli effetti sonori – tiene a precisare Ted, accennando un tiepido sorriso.

– Già – risponde il detective. – Credo che ci siamo riposati abbastanza. –

– Sì, sono d’accordo – replica l’amico.

In un batter d’occhio, la coppia di investigatori riprende la folle corsa.