Lucia Triolo: non sembrava
Non sembrava nemmeno bella
eppure si fece strada
tra gli sguardi
come una vibrazione di luce
che taglia l’ammutolita sera
e illumina anche
ciò che nel buio la terra
vuol celare.
In un non-luogo che tutti conosciamo
la chiamarono
vita
e non sapevano quel che dicevano.
Serve a chi non è
docile.
Oggi sono stanca e non andrò da nessuna parte
non cercatemi

Lucia Triolo: isole
pensavo avresti telefonato
e io non avrei risposto
non hai telefonato
io ho risposto
ciò che non è un’ isola
qui non esiste

Lucia Triolo: si tira avanti
giravo di notte per casa
cambiavo posto agli oggetti
alle parti del mio corpo
davo nomi sgranati
Semplicemente siamo,
dove si sperava
una luce
non c’è nome
che non sia di polvere
il divano applaude poco
convinto
ai “si tira avanti”
non ha ancora capito
se è un segreto
un amuleto
o solo ciò
che è superstite.
Continuiamo a respirare
il respiro dell’altro

Lucia Triolo: fuori della parola
Fuori dalla parola
forse
somiglio al
qualcuno
che credo di essere
cammino verso di lui
sul ciglio
dei miei anni
sul ciglio di una ninnananna
lontana
è vuoto il suo volto
mi libera
va verso un altro

lucia triolo: verdetti
Conservo la paura
dei verdetti,
mettono a tacere
con un sorriso biscazziere.
Tutto ancora è da giocare,
bandite le mezze misure
la mia partita è mia, ha oggi in palio
il solito
panetto di margarina
la cipria e il piumino domani
una goccia di eternità
contro me stessa
cose che si dicono,
frontiere,
fuori dal mio corpo
che nessuno si lamenti per il mio savoir faire.

Lucia Triolo: c’era una volta
“La fauna si muove, mentre la flora si spiega davanti all’occhio/…/
Non errano in ricerca di un luogo per morire/…/
Essi non sono…Non sono…
Per loro l’inferno è d’altro genere“
Francis Ponge, Fauna e Flora, da “Il partito preso delle cose”
Da bambina leggevi alle bambole:
“c’era una volta” e
vedevi i fagiani passare,
il loro colore finire nel capanno
sulla mano
Un antidoto cercavi
all’imperfetta tenerezza
di quella
volta che polvere di gioia
guardò di striscio nel capanno
e
volse gli occhi a un fiore
“piazza pulita di inferno e paradiso”
diceva la tenerezza timida a un fagiano.
Da grande
a ogni stazione
i guanti
si rompevano
alle unghie
Esse sono… sono…
il purgatorio in treno
ti prendeva la mano

Lucia Triolo: a Osip Mandel’stam
O forse, compiuto il cammino,
scaduto il tempo, tornerò,
là–non ho potuto amare
qui–di amare ho paura
(Osip Mandel’ stam: Detesto la luce da “PIETRA”)
——
L’area del quadrato è colma di stupri,
dalla nascita ho perso il conto dei miei pori
stupore violentato brandisce deliqui
Osip il dissolto
vuole ancora venire a trovarmi,
per parlare.
Sono io a volerlo
Viene da lontano
lo sanno le piaghe dei suoi piedi
intrecciate ai capelli
ai sensi avvelenati,
lo sa la sua fame,
gli erutti d’aria vuoti,
gas di scarico tra singhiozzi muti nella spazzatura.
Sono io a venire
Stracci addosso pesanti dei suoi giorni,
dei suoi luoghi
Occhi nel ventre, nel petto, nel dorso
in un’ anima ormai come liofilizzata
occhi, occhi.
Lacerata occhiuta paura!
Sono io completamente cieca
là-non ho potuto amare
rabbrividisce
là dove, là dove? incalzo, forse
là dove amore non perdona non-amore?
qui-di amare ho paura
mi sbatte in faccia.
Qui dove, qui dove? Aggredisco,
“dove” paura di amare?
Siamo già al danno ultimo!
Non voglio imparare l’inferno:
imparare ad amare quando più non si può!
Non è per questo che,
come l’amore,
l’inferno è eterno,
ed è senza perdono?

Lucia Triolo; dolore infame
“E’ un innato modo di fare
questo mio non accettare
di esistere” S. Toma, “Canzoniere della morte”
voi avete truffato il mio dolore
lo avete reso infame
avete reso infame un dolore
e siete
immobili e non avete sentito le sue
parole agitarsi nelle viscere
il suo balbettio in un
flusso di coscienza
era un dolore antico e nuovo
un ignoto infinito
gorgoglio
ve ne siete presi gioco
era un dolore in polvere
era il dolore di esserci
in una polvere di “perché”
e voi lo avete reso infame
“perché”
non lo conoscete

Leggi anche la recensione della poesia su:
8 dicembre: festa dell’Immacolata Concezione. Una festa religiosa che riguarda anche i non credenti,Gabriella Paci
(Arezzo)
Una delle feste religiose più importanti, che cade nel periodo dedicato al Natale è quella dell’8 dicembre, quando si celebra “L’immacolata Concezione” ovvero la Vergine Maria
Si tratta di un dogma della Chiesa cattolica che con la bolla di papa Pio IX “Ineffabilis Deus “ nel 1854 l’8 Dicembre appunto, sancì che la Madonna era stata concepita pura, a differenza di tutti gli uomini che nascono con il peccato originale dopo la disubbidienza di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre e che solo il sacramento del battesimo può cancellare. Dio volle preservarla dal peccato perché il suo grembo potesse accogliere in modo perfetto e degno il Figlio divino fattosi uomo.
La Chiesa collega tale festa con le apparizioni di Lourdes e, per decreto reale, è anche il giorno in onore della patrona del Portogallo. La festa è celebrata in tutto il mondo cattolico e in parte di quello protestante. La festa fu resa solenne per la prima volta il 6 dicembre 1708 con una bolla di Papa Clemente XI.
Benchè la nostra costituzione definisca l’Italia un paese laico, in questo giorno sacro per la Chiesa, molti uffici ,esercizi pubblici e scuole restano chiusi perché le nostre tradizioni sono molto legate alla religione, da cui deriva anche gran parte della nostra letteratura, dell’arte e della storia.
Festeggiamenti
In molte città, oltre alle funzioni religiose dedicate, si attuano processioni e si fanno fuochi d’artificio ,anche se per tradizione, si addobba l’albero di Natale proprio in questa data e si allestisce il presepe, mescolando così tradizioni pagane e cristiane. Oggi, tuttavia si è soliti anticipare queste usanze, iniziando prima a fare addobbi e luminarie nelle varie città
A Roma In occasione della ricorrenza, per tutto il giorno la cittadinanza romana porterà il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna .La tradizione vuole che i primi siano i vigili del fuoco che inaugurarono il monumento nel con il deporre una corona di fiori sul braccio della statua. Il monumento fu inaugurato l’8 dicembre 1857 grazie al lavoro di 220 vigili del fuoco diretti dal Poletti. All’inaugurazione e consacrazione della colonna intervenne lo stesso Pio IX con gran parte della corte pontificia, mentre l’ambasciatore di Spagna – in alta uniforme e in segno di continuità con la dinastia dei Borbone – assisteva insieme a tutti i funzionari dell’ambasciata, tanto che per accogliere tutti davanti alla facciata dell’ambasciata di Spagna fu montata una falsa facciata.
Se le sue condizioni di salute lo consentiranno, parteciperà all’omaggio 2023 anche Papa Francesco che alle ore 16 circa pregherà davanti alla statua e deporrà dei fiori alla sua base
Prima del Santo Padre ci saranno numerosi i gruppi e le personalità che lasceranno omaggi floreali ai piedi della colonna alta 12 metri progettata dall’architetto Luigi Poletti, che ha sulla sommità a la statua mariana in bronzo realizzata dallo scultore Giuseppe Obici.
In alcune regioni come Abruzzo, Puglia e Umbria ancora oggi si accendono fuochi e si preparano le frittelle

lucia triolo: la chiave
la chiave
dov’è finita la chiave?
lasci il cassetto
aperto
alla distanza tra noi e la realtà
pianti in asso
il segreto inappagato

Lucia Triolo: Poco luogo
“Il suicidio é in noi
fa parte della nostra pelle”, S. Toma, Canzoniere della morte, p.17
———–
I miei passi
sulla tua schiena
veniamo da un luogo che
non è il nostro
un poco luogo che ci fa guaire
(o ci zittisce)
a lui petroso innalziamo altari per
farci strada
tra menzogne e viltà organizzate
.
forse ho una
storia come
la sua che non ho vissuta.
La mia storia è altra,
la sua mi è sorella:
un’altra mia storia
per la sua solitudine interna
..
forse abbiamo tante storie,
non è vero
(sciocco pensarlo)
che ne abbiamo una sola
forse anche io ho un suicidio
che non conosco, che non confesso,
con cui mi confesso
vivo una vita intrisa dei suicidi
altrui
da cui non riesco a staccarmi
…
quando utilizzo il passaporto
per pareggiare le gambe del tavolo
mi chiedo; che sto facendo?
non ho già oltrepassato il confine,
il poco luogo?
chi di loro si riporta qui
quando ci sto io
e perchè?
chi, cosa dà senso
al mio annaspare
se non l’intollerabile suicidio di un altro
(come) me?
Io che non so pagare
per te,
per me!

3 dicembre ;giornata mondiale della disabilità.Gabriella Paci
Oggi 3 dicembre è la giornata mondiale della disabilità. Vorrei ricordare con questa poesia ,un mio alunno portatore di handicap, deceduto prematuramente, la cui dolcezza era un dono per tutti.
A Jacopo
Ti annunciava il tuo passo lieve di folletto
e il sorriso verde degli occhi
aperti sullo stupore della vita
nel bosco delle meraviglie.
A te, Jacopo, creatura leggiadra,
si rivelava il battito d’ali della farfalla
o il tremito della foglia sul ramo;
per te le parole assumevano
il suono magico dell’incanto
quando leggevi assorto
e gioivi del raggio di sole
come un dono inatteso…
Ci hai regalato la tua voglia di vita,
hai seminato affetto e tenerezza
lasciandoli crescere nel giardino
sconfinato dei sentimenti
dove nessuno potrà mai reciderli.
Ed ora tu, creatura leggiadra,
sei lassù
nell’azzurro del cielo
dove fioriscono per sempre
i fiori dell’innocenza.
