lucia triolo: spazio notturno
lo spazio notturno
ci conta le rughe
ci imbocca
come gli uccelli sui rami
ha una manciata di foglie
che narra una verde
sorgente
lo spazio notturno è distante
da un dito all’altro,
premuroso
s’ inchina all’amante
un sogno in affitto
ci at-tenda
quando scende assetata
la sera
tu, mio sogno in affitto
che i demoni sbrani
racconta del dio, dei maneggi
di un vento parlante
chi mura
senza miracoli
il destino agli umani?

paura
A volte
durante il giorno
ho paura che nessun giorno
ci sia
uno stradicamento
da uno spazio di
ombre a palate
uno strappo in pieno viso
a un tempo che non so
lo sguardo non ha
un posto.
Non c’è un posto per
lo sguardo.
È allora che riprendo a darmi morsi
a contarli

lucia triolo: una domenica di poesia
Margaret Atwood
Mary mezza impiccata,
“Fui impiccata perché vivevo sola,
perché avevo gli occhi azzurri e la pelle bruciata dal sole,
vestiti cenciosi, pochi bottoni,
una fattoria incolta a mio nome,
e un rimedio infallibile per le verruche;
Ah sì, e il seno,
e una dolce pera nascosta nel mio corpo.
Quando si parla di diavolerie
questi tornano sempre utili.”
da “Mattina nella casa bruciata”

girasole di Stefano Polo
GIRASOLE. MI gira il cuore come tanti petali, una scia di nettare che vola verso il sole. GIrasole, Fiore giallo come un muro dipinto di calore mi coprono la testa come un cappello i petali nel frattempo sorrido in attesa di giorni piu’ belli. Un fiore magico, strade di petali che ci avvolgono in un lenzuolo d’ amore.
modesto poeta, di Stefano Polo
MODESTO POETA written by: Stefano Polo Un modesto poeta… Sono un modesto poeta mercante di parole che mi escono dal cuore… Sono magie incomprensibili un dono di cui mai chiederei perdono sgorgano come scintille dal cielo mistero gaudente di cui mi sento fiero parlo d’ amore e di speranza e non ne avrò mai abbastanza di scrivere dalla mia stanza un mare di parole che fuoriescono dal cuore un mare di versi che nell’aria non sono dispersi…
Condividi
lucia triolo: servono soluzioni rapide
non c’è da opporre
resistenza
percepire la vita
senza interpretare
cercare sé negli altri
gli altri in quell’angolo
di se’ subito dopo la curva a gomito
dove si sfracellano le lapidi
specchiarsi come
luna nel pozzo
in quel raggio che
divenne storia e memoria
Servono soluzioni rapide

Lucia Triolo: il sorpasso
guarda lo spazio tra
morte e nascita
dove la prima tira corda e
l’altra cede
guarda di quanti giorni è fatto un passo
cosa fare quando è
l’ombra a sorpassarti?
la rincorri? l’affronti?
e perchè?
ha uno specchio in mano
tiene ciò che è scritto e
ciò che è cancellato in me
i passi
tra me e lei
piangono in ordine sparso
la corda al collo impicca
e tu dici:
resistere ha un suo sfarfallio
una sua malinconia

lucia triolo: una Domenica di poesia
Alberto Rizzi
Accade

Alberto Rizzi
da “Immanenze e Persistenze”, raccolta inedita

Lucia Triolo: per strada
tanta gente in strada,
branchi di scarpe
strano,
stanno tutti come
per cadere
passano dinnanzi ad una chiesa
-inginocchiatoi a file-
che sta per cadere
stanno per cadere i colori
del giorno, poi quelli della notte
colori di orribili forme
che mi
somigliano
c’è del fumo come da polvere da sparo
incubo e realtà diventati
l’uno dell’altra
tanta gente in strada
intimità inghiottite e perdute
e non c’è nessuno
ma un giorno
proprio lì
tu
m’hai amata
la verità si era addormentata

quando qualcuno
Quando qualcuno parla
soffre
piange
quando qualcuno…
Ed io sto lì a guardare
l’immortale mondo
che non ha destino.
Eppure basterebbe poco,
forse soltanto
una lucciola eversiva o
l’ urlo inarticolato della nebbia,
quando qualcuno attende
chiede
chiama
stasera non passa nessuno per strada,
né a piedi, né in macchina.
Tutto è immobile
forse manca la strada
o forse è una strada
che inghiotte,
quando qualcuno cerca
ha fame
prega
quando qualcuno….
dov’è la casa,
quella degli uomini,
intendo,
della loro effimera vita
dove tutto
vuole avere inizio
e cerca compimento?
quando qualcuno chiede pace
giustizia
amore
quando chiede di qualcuno
.
Non ho mai sentito tanto silenzio.

L’emancipazione femminile passa anche attraverso la moda : 100 anni per segnare la libertà totale del look.Gabriella paci
L’evoluzione e l’emancipazione della donna passa anche attraverso la moda che denota anche le tendenze della società nei suoi confronti.Dall’abbandono di bustini e abiti con sottogonne, la libertà di essere libere non ha mai smesso di essere tuttavia voglia di bellezza e seduzione unita alla voglia di avere un ruolo lavorativo e personale di parità che ancora, nel 2024 non è stato pienamente raggiunto ,Ma vediamo l’evolversi della moda femminile in oltre 100 anni
E’ a partire degli anni 20,quando finita la grande guerra, c’è voglia di cambiamento,di rinascita e la donna vuole avere un ruolo sociale prima di allora negatogli: ha dato prova di tenacia e adattamento quando gli uomini non c’erano e dunque vuole guidare,fumare,indossare pantaloni e ballare .Sono gli “Anni ruggenti”.Nasce la moda charleston dal ballo omonimo che si caratterizza per abiti più corti e agili con frange,perline e piume ma anche pratici pantaloni e capelli corti o caschetti con frange Anche le scarpe devono essere comode per potersi muovere e ballare e Coco Chanel sa comprendere tutto questo anche negli abiti inventando il tailler con giacca corta in stoffa twidd o in maglia. Nasce ora l’intramontabile tubino nero,simbolo di un’eleganza sobria e fascinosa.
Gli anni 30 vedono la nascita dei cartamodelli per cucire abiti da sole e i comodi pantaloni prevalgono sull’eleganza anche grazie all’arrivo dei jeans e dello stile country.
Anche l’introduzione delle fibre sintetiche come il nylon aiuta la praticità di indossare calze finissime per evidenziare le gambe mentre gli abiti da sera si fanno scollati sul dorso e fascianti. Dopo la Grande Depressione del ’29, si abbandona lo sfarzo degli “Anni Ruggenti” e la moda ritorna a privilegiare la sobrietà e l’eleganza.
Gli anni 40 vedono nascere il bikini e stupisce sapere che questo ridotto costume è per risparmiare il tessuto,tanto utile per le divise dei soldati al fronte.Anche la gonna si accorcia,diventa ruota con vita stretta e mostra le gambe ,segnate ,da chi non ha calze di nylon,da un seducente rigo nero sul retro al centro..Le sorelle Fontana,simbolo indiscusso di eleganza, vestono le italiane ma anche attrici famose come Liz Taylor Audery Hepburn, Grace Kelly
Gli anni 50 sono gli anni del boom economico e della voglia di ripresa dopo la 2 guerra mondiale:la donna ha sostituito gli uomini nei lavori e nelle attività prima impensabili per lei. Marlyn Monroe è l’influencer della moda: Jeans, camicie ,cappotti ampi ma anche creme per il viso e tanta disinvoltura-
Ci sono però tendenze opposte: c’è lo stile Bon ton della perfetta casalinga e quello appariscente delle Pin up, che rappresentavano i sogni erotici del pubblico maschile. L’outfit della “brava ragazza” era caratterizzato dalla gonna a ruota, camicetta, cardigan appoggiato sulle spalle, ballerine e coda di cavallo. Diversamente il look inconfondibile delle Pin up era caratterizzato da shorts, camicia dalla scollatura ampia legata alla vita e ballerine, ma non mancavano neanche le gonne a ruota con gli irrinunciabili pois e i capelli raccolti in una banana.
Gli anni 60 segnano l’avvento della minigonna di Twiggy e della moda dei figli dei fiori o hippie con abiti floreali ,ampi e leggeri indossati con zeppe alte nel nome della libertà dai tabù e dalle regole strette
Negli anni 70 si comincia a giocare con l’identità di genere come David Bowie che ridefinisce i confini della moda di genere con outfit oversize,salopette e tute maschili/femminili ,pantaloni palazzo ,tute e sneakers,ma anche tanti stivali ,giacche in pelliccia, cappottoni
Gli anni 80 segnano l’età della protesta punk e del “brutto” ;le ragazze indossano abiti sporchi ,sciupati,tipo tuta da lavoro con stoffe stropicciate e jeans larghi e sformati. Oltre agli uomini e donne in carriera,infatti gli anni 80 sono segnati anche da una drastico cambiamento di stile di cui Madonna fu promotrice, con i suoi look stravaganti e trasgressivi, iniziò a dettare tendenze, diventando l’idolo più seguito. In quegli anni si indossano gli abiti con le spalline, le gonne in tulle, i jeans stretti a vita alta, i capelli si cotonano e il make up impone il colore. I colori pastello dettano legge, i colori più usati il fucsia e blu e giallo. Nell’abbigliamento iniziarono a farsi strada i colori fluo e i tessuti elastan.
Negli anni 90 nascono bomber scarpe dr.Martens ,il chiodo in pelle a imitazione delle” spice girls” back street boys”.Si mostra l’ombelico e si fanno piercing ovunque in segno di autonomia e ribellione.”Gli stilisti “Dolce e Gabbana” indicano una moda di livello ma non convenzionale
Gli anni 2000 accentuano il casual con le tutte Adidas che diventano un must per più occasioni indossata con scarpe dott.Martens o zeppe oltre che con le snikers
Il 2010 e il 2020 segnano…la libertà totale:scarpe a punta larga o a punta stretta,tacco o senza, tute o abitini con paillettes nell’alternanza giorno/ sera. Modelli oversize e aderenti ;giacche sagomate o a sacco, colori soft o accesi…tutto per tutte nella piena libertà di essere come ci sentiamo o vogliamo essere
Nell’ora assetata del giorno,Gabriella Paci
Nel silenzio delle nuvole e del cielo,
si consuma l’ora assetata del giorno
dove non alito smuove la stasi del bagliore accecante
che mitiga la forza dell’ombra rendendola vana.
Tutto è fermo, tutto tace
Nell’apatia delle membra e della parola
solo s’ode il frinìo costante della cicala
che pare solidificarsi nell’aria densa
senza romperne l’assurda immobilità.
Tutto è fermo, tutto tace.
Il pensiero solo rompe l’inerzia:
è volontà di volo verso immagini lontane
dove dissetare l’ansia del cuore che mai tace
dove trovare nuova linfa per ridare vita alla vita.