SOBBALZO D’UN RESPIRO, di Silvia De Angelis

In quella gelida sera

ho plasmato un sogno di te

con la mente

smarrita

sullo scalpitio virile della voce

Aldilà

d’una timida parvenza emozionale

mi sono persa

nella fessura

d’un coinvolgimento senza tempo

In modo irriguardoso

e in un ritmico silenzio

ti ho porto la schiena

rinata nel sobbalzo d’un respiro

gamma risonante

d’un lamento perfetto

nell’eco del piacere

@Silvia De Angelis

ESALTANTI CONFINI, di Silvia De Angelis

Mi perdo

nella brezza fumosa

dell’alito che ti rappresenta

e mi fa sentire

ancor più

la tua donna

Percezioni sottili e immense

nel contempo

indescrivibili

per la loro unicità

e il solco profondo

che lasciano nel pensiero

Sono un’algebrica equazione

sconnessa nel risultato

per il silenzio assoluto

di quei caldi fiati d’emozione

vissuti solo

nel tempo dei tuoi esaltanti confini

@Silvia De Angelis

“Sospesi tra Luci e Ombre: Una Riflessione su ‘Il ponte della speranza’ di Lucia Triolo”. Recensione di Alessandria today

Lucia Triolo, nella sua poesia “Il ponte della speranza”, ci trasporta in una dimensione metaforica dove il ponte rappresenta non solo un passaggio, ma una vera e propria esperienza di transizione e di introspezione. La costruzione di questo ponte “dai bordi trasparenti” simboleggia la fragilità e la trasparenza del percorso umano, dove vediamo ciò che attraversa – “frustate di luce e tenebra” – ma restiamo ignari delle sue vere origini e destinazioni.

Triolo utilizza immagini potenti e una scelta di parole evocative per dipingere una lotta interiore tra la vita e la morte, il noto e l’ignoto. L’uso di “sguardi d’aquila e lupo” evoca una dualità di visione: l’aquila che può vedere da lontano con chiarezza, e il lupo che introduce un elemento di selvaggio e di mistero. Questi animali, simboli di potere e istinto, enfatizzano il dinamismo del ponte, che è al tempo stesso luogo di passaggio e di osservazione.

Il verso finale, “sbriciola i grumi della morte che di continuo chiede di me e di te”, suggerisce una riflessione sul significato dell’esistenza e sulla inevitabile presenza della morte nelle nostre vite. Il ponte, in questo contesto, diventa un simbolo di speranza, un luogo dove le peggiori paure possono essere affrontate e forse superate.

In conclusione, “Il ponte della speranza” di Lucia Triolo è una poesia intensa e ricca di simbolismo. Attraverso una struttura semplice ma profondamente significativa, la poetessa ci invita a riflettere sui grandi temi dell’esistenza, della mortalità e della speranza. Con una maestria linguistica che tocca il cuore, Triolo riesce a rendere un’immagine quotidiana uno straordinario viaggio emotivo e filosofico.

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“La Fuga dall’Invisibilità: Il Grido Silenzioso. “Divinità irascibili” di Luisa Triolo”. recensione di Alessandria today

La poesia di Lucia Triolo, “divinità irascibili”, è una metafora penetrante dell’esistenza umana e della sua ineludibile visibilità agli occhi del destino. La divinità, in questa lirica, assume il ruolo di forza imperiosa e inflessibile, che ricerca tenacemente il soggetto, un punto insignificante così esposto da diventare invisibile.

Triolo esplora il tema dell’insignificanza apparente e della vulnerabilità umana. La metafora delle scarpe rovinate, con suole staccate e tacchi rotti, evoca un’immagine di viaggio faticoso e di percorso di vita dissestato, carico di difficoltà e inevitabili cadute. La condizione umana è resa ancora più precaria dalla mancanza di eredità e riconoscimento; nemmeno i figli o le semplici possessioni sembrano portare il marchio dell’individuo.

In questo scenario, le domande, simboleggiate dalla carta con ali spezzate, non possono più volare ma bruciano in un inferno privo di risposte. Il finale della poesia, con la menzione di un deserto senza lingua, è un potente simbolo di isolamento e incomprensione, che sottolinea l’impossibilità di comunicare o di essere compreso nel vasto vuoto dell’esistenza.

“divinità irascibili” si rivela così una meditazione intensa sul destino, sulla solitudine e sulla ricerca di significato in un mondo che sembra spesso indifferente alle nostre lotte e alle nostre speranze. Triolo ci consegna una lirica che invita a riflettere sulla natura della nostra visibilità e sul nostro posto in un universo che a volte sembra governato da divinità irascibili.

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TRA VEGLIA E SONNO, di Silvia De Angelis

Quasi ipnotico

quell’incontro con te…

non lascia spazio

a frammentate idee

Solo dà adito

alla creazione d’un vissuto passionale

senza curve

o sbandi di sorta

che in qualche modo ne deturpino

l’enfasi spontanea

Ad occhi chiusi

saprei trovarti nella folla

annusando l’intermittenza del tuo odore…

quasi d’inchiostrata notte

che scavalchi

quel denso oscillare tra veglia e sonno…

@Silvia De Angelis 2015

IMMENSO NIENTE, di Silvia De Angelis

Di quell’immenso niente

rotolato sui nostri giorni

ricordo solo sillabe fuggenti

celate in paludosi passi

temerari

anche per un sibilo di vento

Mancanza estrema

di genialità e palpiti

in cupi silenzi

scivolati su una lastra invisibile

al margine d’un destino che si tinge

precipitato

poi

in un fosso nudo

stemperato

di qualsiasi anelito di vita

@Silvia De Angelis

MEMORIE MISTERIOSE, di Silvia De Angelis

 Sommersa nell’encomio della sera

scivolo nell’incapacità di vivere

vertigini emotive del pensiero.

Divinizzo flussi di memorie misteriose

rasenti lusinghe sensuose

di cangianti amori

dischiusi nell’enigma

d’un eccesso di passione.

Vibra uno stimolo di febbre momentanea

sulla bisboccia di luna irriverente

nel monologo d’un vento labile

ch’evochi primavera…

@Silvia De Angelis

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ADDIO, di Silvia De Angelis

Si affievoliscono le nubi e ti vedo…

titubante che sia l’ultima volta

Il tuo sguardo si perde in una linea indefinita

che traccia parabole colme di intensi soliloqui…

Sensualità, mordente sentimento, carezze dell’anima

Fluiscono in movenze sospese

sfiorando l’epidermide in un soffio delicato

Ora il tuo istrione si taccia a cavaliere

in quell’indefinibile dell’anima…

Ma gelo e indifferenza emergono come lama tagliente

si da lasciarmi andar per la mia via… senza voltarmi

@Silvia De Angelis

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MATERNITA’, di Silvia De Angelis


Nell’emancipazione
d’un sogno di femminilità
emerge un lembo d’universo
in cui schiudere
il librare d’un nuovo respiro
mediato da un vortice d’amore puro
E in quel levigare
di dolce scalpitìo nel ventre
si rannicchia il frutto prediletto
d’un lemma prezioso
che adulerà giorni speciali
nella tempra vivace da disegnare…
@Silvia De Angelis

IN QUEL CALCO FIGURATO, di Silvia De Angelis





,

Poso

nella polvere del tempo

lo sguardo memore di voli rarefatti.

Incarno mari e insenature

nella pochezza del presente

mentre un tocco di lucidità
ammorbidisce il viso .

Retrocedo

nell’andar d’un sogno antico

che faccia da spola
a ingaggi di memoria.

S’avvera dolce chimera sulla bocca

che mastichi pastose utopie

mentre nell’oscurità che avanza

si dileguano sfumate

silenziate sagome

rincontrate dietro l’angolo

d’un’idea che va via

@Silvia De Angelis

EMIGRANTI, di Silvia De Angelis





In quell'intarsio d'aria soffusa
s'infrangono fumenti di grigio
misti a cigolio di metallo.
Uno spicchio di cielo misura
quel raggio solitario
sospeso a un rallentare di nubi.
Ammassati in denso groviglio
in un piglio di nuove aperture
nella mente e in quei fardelli
votati a lacrime represse.
Di li' una rondine mesta ingozza
cibo per la prole.
Inquietudine di sguardi anelanti
che indomiti come quel che vola
attingono un'andatura confusa .
Una lacrima flebile stempera
tristi volti che fatica e dolore
hanno indurito a pietra.
Resta solo un battito indomito
risuonante prematuro nel fiotto del neon.
@Silvia De Angelis

“Alda Merini. L’eroina del caos” – Un Viaggio nel Cuore di una Poetessa Incontrastabile. Recensione di Alessandria today

“Attraverso il Caos, la Poesia di Alda Merini”

Annarita Briganti, in “Alda Merini. L’eroina del caos”, ci porta nell’intimo mondo di Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane, esplorando la sua vita travagliata, la sua arte sconvolgente e la sua lotta contro la malattia mentale. Questo ritratto biografico non si limita a narrare eventi, ma tenta di catturare l’essenza di una donna la cui esistenza è stata segnata da un genio poetico indissolubilmente legato al tumulto emotivo e creativo.

Briganti ci presenta una Merini che vive nel caos, lo affronta, e lo trasforma in arte. Con un linguaggio che si fa specchio del suo soggetto, l’autrice dipinge una figura di inestimabile importanza nel panorama letterario, mostrando come la sua poesia emerga dalla disordine come qualcosa di puro, necessario e inevitabile.

Il libro è una narrazione intensa e commovente che, attraverso interviste, aneddoti e analisi, ci fa conoscere la Merini non solo come artista, ma anche come donna, amante, madre e paziente psichiatrica. Ci porta a comprendere che il caos, per Merini, non era soltanto una condizione esistenziale, ma un luogo creativo, una fonte inesauribile di ispirazione.

“Alda Merini. L’eroina del caos” è quindi un viaggio che va oltre la biografia per divenire un’esplorazione della condizione umana, un omaggio a una donna che ha vissuto in bilico tra dolore e bellezza e che ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura italiana. Per chiunque sia affascinato dal legame tra creatività e follia, o per chi cerchi di capire come la poesia possa nascere dal più profondo disordine, questo libro è una lettura fondamentale.

“L’altra verità. Diario di una diversa” – Il Mosaico Intimo di Alda Merini. Recensione di Alessandria today

“L’altra verità. Diario di una diversa” di Alda Merini è molto più di un diario: è una confessione poetica, un intreccio di ricordi, pensieri e sensazioni che escono dall’anima turbolenta di una delle voci più autentiche e struggenti della letteratura italiana del Novecento.

Merini si spoglia delle convenzioni, rivelando la sua “altra verità”, quella che scava nelle pieghe della diversità, della follia e del dolore, ma anche dell’amore, della passione e della spiritualità. Ogni pagina è un frammento di vita vissuta con intensità bruciante, ogni parola trasuda la sincerità di chi ha fatto della propria esistenza una perenne opera d’arte.

Il libro si presenta come un viaggio nel profondo, dove la Merini si confronta con le proprie ombre, le proprie luci, le istituzioni psichiatriche, la società e la solitudine, il tutto permeato da una poesia che è come un fiume in piena: talvolta dolce, talvolta devastante.

Leggere “L’altra verità” richiede coraggio. È una lettura che non lascia indifferenti, capace di commuovere e di disturbare, di sollevare interrogativi e di offrire, a suo modo, conforto. Non si può uscire indenni dall’incontro con queste pagine, così come non si può rimanere gli stessi dopo aver incrociato lo sguardo della Merini attraverso le sue parole.

Questo diario è un invito a incontrare Alda Merini, la donna, la poetessa, l’eterna “diversa”, che ha vissuto la vita con la passione di chi sa che l’arte è l’unico vero antidoto contro l’incomunicabilità dell’esistenza.

“L’altra verità. Diario di una diversa” non è un libro da leggere, è un libro da vivere. Ogni frase vi trascinerà in un mondo dove poesia e realtà danzano insieme, senza mai lasciarsi.