La tua voce;Gabriella Paci

Per mia madre e per tutte le madri che ci hanno lasciato….

La tua voce ha lasciato nel vento

parole che sono grani di un rosario

pregato nel silenzio dei giorni

piegati a ricordi mai spenti.

La cornice del tempo

non ossida il lucore tenue

d’un sorriso sulle labbra

a dire ancora l’amore, arma

di difesa contro la durezza

d’una stagione di vita che recide

 la speranza che tu,mamma ,

cercavi nel mio sguardo diventato

 per te il tuo orizzonte di vita.

La tua voce sillaba ancora

parole di materna tenerezza

che ho racchiuso nel cuore

e che sono scrigno d’amore

a cui attingere forza e dolcezza

nei giorni fragili delle tempeste.

Il sonno di Dario Villa

Dario Villa (Milano, 12 giugno 1953 – Milano, 4 marzo 1996) è stato poeta e traduttore. Esordì trentunenne nel 1984 con Lapsus in fabula, la sua opera più celebre, che gli valse il Premio Mondello opera prima nel 1985. Lavorò come traduttore dall’inglese e dal francese per le case editrici Guanda e Mondadori; nel 1995 uscì la sua ultima raccolta, intitolata Abiti insolubili: nel 1996 morì all’ospedale Policlinico di Milano dopo una lunga malattia

il sonno, come vischio, impasta

chili di ciglia: e già, lamina, un’ansia

insinua tra le palpebre uno stecco:

non si può chiudere né aprire l’occhio,

l’occhio che esulta, che si occulta quieto,

che assorbe senza respingerli i crack dello specchio

e fa da schermo tra la mente e i pezzi

che si mettono a premere dall’esterno

*

Il sonno di Dario Villa