Recensione alla raccolta di poesie”Sillabe sottratte al silenzio” ediz.Luoghinteriori 2024 di Nicola Caldarone,Gabriella Paci

La raccolta di poesie “Sillabe antiche sottratte al silenzio” edizioni Luoghinteriori di Nicola Caldarone si pone come pregevole testimonianza di vita di un poeta che sa guardare con l’esperienza acquisita nel tempo di educatore e di uomo di cultura gli aspetti comuni della quotidianità e del proprio io assurgendoli a poesia: ne derivano liriche che vogliono essere consigli, riflessioni, descrizioni  ma anche domande irrisolte, dubbi e lacerazioni proprie di chi vive con la sensibilità estrema che la vera poesia comporta. La poesia è infatti scavo interiore, sguardo profondo e mai pago della realtà e della contemporanea vita convulsa che appare sempre più distante da certi ideali e principi e dove le nuove generazioni sembrano essere poco inclini a rispettare gli insegnamenti impartiti loro.

Ecco allora poesie come “il mestiere di padre “( Pg 30 ) dove c’è l’amarezza per un affetto filiale sentito come fragile e debole rispetto ad un agire improntato alla trasmissione di amore e di insegnamenti, anche attraverso il sacrificio di certe scelte tanto difficili  da far attribuire al ruolo genitoriale il termine di “mestiere” ;A cose fatte/ non credo/ di riuscire più a dare anima / a parole di filiale affetto/per colorare i ricordi /legati al mestiere di padre…o “Consigli per chi medita scelleratezze (pg 31dove lapoesia si fa invito accorato a meditare sulle proprie intenzioni malevole ”Se vai meditando scelleratezze/ se progetti di dover uccidere o rapire/osserva negli occhi chiari di tuo figlio…/oppure ..”osserva gli occhi del primo bambino …” o ancora ;osserva il cielo ..considera le tue mani e il loro tendere naturale/ a sfiorare teneramente la fragile corolla “o “in fretta e furia”( Pag 17) ° ancora “L’uomo”( Pag 23) dove la disillusione per aver creduto l’uomo un essere superiore si fa dolente constatazione “Io sento di dover concludere che quest’uomo (di cui sono state ampiamente illustrate le prerogative e potenzialità) /ultima sortita di un atto divino/ignora di essere l’ultimo di tutti gli esseri creati /di essere dietro a quel verme che striscia e divora polvere e rifiuti .

 In questa prima sezione delle tre in cui viene suddivisa la silloge dunque, che si apre con poesie sul ruolo stesso della poesia, ritenuta mezzo capace di dare ascolto e voce alla più nascosta meraviglia della natura ma anche all’indecifrabile anima umana, si nota l’avvicendarsi di temi legati perlopiù all’amarezza di certe situazioni e stili di vita che non corrispondono a valori in cui si è cresciuti e si crede tuttora. Continua, Nicola Caldarone, con uno stile a volte prosastico a volte quasi ermetico la sua disamina sulla vita, sulle cose e le persone che cambiano, sulla difficile situazione di guerra e sopraffazione, quando le stesse regole astronomiche o climatiche paiono impazzire nel caos totale del mondo. Ecco allora liriche “Come rondine “ ( pg 37)dove l’amarezza è la chiusa di una poesia fatta di respiri e di voglia di volo “Storia passata anche tu sarai/e solo ricordo per i sopravvissuti” o la lunga lirica “Questa vita “ dove la conclusione della vita diventa per il poeta  fuga da una realtà invivibile  pur manifestando l’attaccamento alla  terra che si conosce, seppure nel suo stravolgimento, anche se in”Requiem per il big bang” c’era la fede in Dio, come unico punto fermo di tanta instabilità di opinioni e pareri anche scientifici.  Sembra rifarsi a Pirandello ,il poeta, nella variabilità di ogni certezza ma anche a Montale, nel suo guardare smarrito una vita che appare senza svolta, senza approdi senza “varchi” di salvezza.

Nella terza parte, riservata alle dediche,  si celebra l’amore, come elemento salvifico (e qui ritorna un eco montaliano) idealizzato in una figura femminile forse reale o forse solo vagheggiata(“Prodigi della natura “ e “Dichiarazione demodèè Pag 54 e 56 o” Nostalgia”) e l’amore per la sua città”,A Cortona1”(pg 59)”dove ..ogni cosa in tua presenza/può vantare leggiadrie;/il sole il vento la pioggia/la tua pietra serena e cenerina o ancora in” A Cortona 2” (pag 60) “contempla il tramonto/con la sua valle profondissima/rapita nel mistero di un miracolo…Dove la sua città ,posta sulla sommità di una collina domina una vallata che si veste di colori e genera la sensazione di un paesaggio fiabesco, capace di apparire quasi un miracolo. Qui come nelle liriche “A Cortona 3 da piazzale Garibaldi (pg 61 )o “Alla Valdichiana “ si raggiunge un alto livello di poeticità nelle metafore e nelle sinestesie e in pochi versi nasce un rimando e una suggestione  che ci fa pensare ai poeti  francesi del primo 900.

Altre liriche vengono dedicate ad un attore come Vittorio Mezzogiorno o al pittore Primo Conti per celebrarne la scomparsa o meglio il lascito morale o ancora a figure storiche come Teognide  o Filemone dove si colgono massime di vita, come a ribadire un senso civile ed etico del vivere ed infine “C’era una volta il tempo” Pg 71 che chiude la silloge dove c’è il rammarico per un tempo in cui si riusciva ad organizzare il da farsi ,mentre ora è tutto affidato alla fretta e tutto appare provvisorio “oggi manca il tempo per la programmazione / e può l’ordine del giorno incepparsi all’improvviso / e sacrificare nelle migliori delle ipotesi/le immancabili “varie ed eventuali”.

Una silloge dunque che può essere considerata ,come si evince dal titolo :”Sillabe antiche sottratte al silenzio” la confessione di un poeta la cui umanità e il cui senso etico e morale della vita si è scontrato con una realtà troppo rumorosa e caotica per sentirsi a proprio agio e il cui rimpianto per il tempo passato è  causato sia dal consumarsi della vita ma anche dal cambiamento a cui si assiste, alla perdita di valori e di affetti e alla negazione, attraverso la poesia ,del silenzio  che rischia di farci perdere la cognizione del bene e del male.

Caldarone scrive senza preamboli o giri di parole ; la sua è una poesia, per dirla con il termine di Saba, “onesta”, sia perché denuncia i mali del secolo sia perché canta i sentimenti più intimi e segreti dell’animo umano e lo fa  in modo schietto e sincero senza trascurare la scelta di termini a volte precisi e a volte evocativi ma sempre capaci di comunicare la lettore riflessioni ,visioni, giudizi .

Concludendo una silloge che riflette lo spessore culturale e linguistico del suo autore, esimio letterato, insegnante, ,saggista ,critico , autore  di numerosi saggi ,romanzi e raccolte di poesie e  insignito di prestigiosi riconoscimenti.

Gabriella Paci

Turismo …una passione che dilaga,Gabriella Paci

Da poco conclusa la grande guerra del 1915/18 si scatenò in Italia e non solo la voglia di divertimento ,acuita da enormi cambiamenti sociali politici ed economici per cui si passò da un turismo d’elite, concesso solo ai nobili o facoltosi uomini d’affari e professionisti a un turismo di massa, aperto cioè anche alla piccole e media borghesia.

L’Italia, già mèta ambita nell’800 da rinomati vacanzieri stranieri ,rinnova la sua fama con molte nuove località della costa tirrenica e adriatica dove proliferano stabilimenti balneari, pensioni, hotel di ogni tipo e costo per chiunque volesse soggiornare al mare. Non solo :anche zone montane e terme attirano il turismo di vario livello economico e sociale.

Di conseguenza si diffonde “il costume da mare “che passa da quello di maglia di Maria Carolina di Berry a modelli più dinamici e audaci che permettano meglio bagni e abbronzatura e nell’arco di un decennio arriveranno quelli “elasticizzati” ,accompagnati dalle  creme solari di cui la prima,nata sembra su idea di uno squattrinato farmacista francese, è Ambre Solaire  che diventerà il marchio “Orèal” ancora di grande diffusione mondiale insieme ad altri marchi tuttora notissimi.

Manifesti pubblicitari  dell’epoca sono conferma evidente di questo primo boom di vacanza di massa.

Le vacanze d’elite però sono restate nel tempo,mutando semmai destinazioni e mezzi di trasporto come lussuosissimi yacht privati , spiagge riservate, voli in 1 classe e hotel a 5 stelle.

Stando ai siti di viaggi di lusso o d’elite,le destinazioni europee,lasciando da parte il turismo esotico,sempre più apprezzato sono in ordine ;

  1. Costa Azzurra-Francia
  2. Monaco_
  3. Sardegna
  4. Corsica (francia)
  5. Mykonos (Grecia)
  6. Marbella (Spagna)
  7. Peloponneso(Grecia)
  8. Lago di Como e di Garda
  9. Santorini(Grecia)
  10.  Taormina
  11. Formentera(Spagna)
  12. Pantelleria

Sono ovviamente suscettibili di variazioni perché ogni anno il jet set può seguire l’onda di qualche vip e abbandonare a favore di altre, le destinazioni fino allora scelte-

Overturism

Un fenomeno nuovo che si può tuttavia collegare al turismo di massa ma non solo è l’overturism che riguarda località balneari in primis ma che città d’arte a vocazione turistica/culturale come Venezia Firenze,Roma,; Napoli, ma anche le sorelle europee come Barcellona Amsterdam  Madrid o Parigi o Praga non ne sono immuni.

E’ un termine inglese che indica un eccesso di turismo che si manifesta in numeri enormi di ingressi nelle città e che rendono il traffico  e l’utilizzo dei locali di ristorazione ,dei musei e il transito nei luoghi con reperti o monumenti d’interesse quasi impossibile. Tutto ciò causa disagi notevoli ai residenti e finisce spesso con il deteriorarsi delle città anche nei loro aspetti paesaggistici e monumentali. Venezia ha cercato rimedi nell’imporre un gruppo di 25 persona per guida turistica e mettendo una tassa d’ingresso : provvedimenti che tuttavia non hanno scoraggiato i turisti.

Un altro metodo per evitare questo sovraffollamento dovuto anche al turismo “mordi e fuggi”  proposto da numerosi sindaci al governo è l’istituire una legge che vieti gli affitti brevi di uno o due giorni in abitazioni dedicate o peggio, al nero.Ci sarebbe così un maggiore controllo dei flussi turistici e la riduzione di disagi per i residenti.