Cadono come foglie secche…(dedicata a Giulia Cecchettin),Gabriella Paci

Alcune se ne vanno in silenzio,

sprofondate nell’assenza di un grido

alto che dissotterri radici antiche

di soprusi e violenze dietro il sipario

del teatro del normale quotidiano.

Cadono come foglie secche a terra

sotto il calpestìo incurante della fretta

del giorno che ne annienta la forma

e ne ricorda a tratti -forse- il colore

smagliante nella passata stagione.

Sono tenaci guerriere rese fragili

dall’amore che si traveste da Narciso

e le pone su un altare dove poi

saranno dono votivo da immolare

alla sete insaziabile di possesso.

Saranno poi vuoto a perdere nella

discarica dei sentimenti, dove muore

ogni possibile forma d’umanità,

dove solo il cielo ha per loro pietà.

Se ne vanno così troppe donne,

ancelle segrete della compassione

o del coraggio di abbracciare la libertà

chiuse nel manto nero della morte,

ombre senza nome e senza voce

immagini fisse d’un’ orrida realtà.

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Poesia: ” A Giulia, a tutte le donne vittime di femminicidio” di Caterina Alagna

Si stracciano i sogni,

il cielo si gonfia d’orrore,

Giulia, l’ennesima donna che muore

assassinata da un’ anima immonda

satura di fallica ferocia

che domina, possiede

e annulla l’anima libera della donna.

Giulia, nel tuo sangue muore ogni donna,

il tuo sangue oggi ci riempie la bocca

e il corpo di lacrime atroci

che ustionano il cielo,

nel tuo sangue si rispecchia

l’orrore di tutte le donne massacrate,

stuprate, brutalmente assassinate.

Siamo stanche di questa mattanza,

di questa società che osanna

una cultura di stampo patriarcale.

Per ogni donna che soffre o che muore

per mano di un uomo,

la causa è nella nostra cultura

ancora troppo maschilista,

ancora crudelmente misogina

e criminale.