Il 15 settembre 2022 sarà ricordato come un giorno significativo per l’Italia, poiché il paese ha fatto importanti passi avanti nella promozione dell’innovazione e della sostenibilità in vari settori. Dalla ricerca scientifica alle politiche ambientali, questo giorno ha visto una serie di eventi e sviluppi che hanno messo in evidenza l’impegno dell’Italia nel creare un … Continua a leggere
Mese: settembre 2023
Don Pino Puglisi: 30 Anni Dopo, il Ricordo di un Eroe Contro la Mafia. La Vita e il Sacrificio del Prete Martire che Sfidò la Criminalità a Palermo
Alessandria today, 15 settembre 2023 – Oggi ricorre il trentesimo anniversario della tragica uccisione di Don Pino Puglisi, un eroe che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia e alla protezione dei giovani vulnerabili nel quartiere Brancaccio di Palermo. La sua storia continua a ispirare e a ricordarci l’importanza di resistere alla … Continua a leggere
Antonella Perrone di Alessandria “Oscar del Successo per l’apporto tecnico alle istituzioni”
Antonella Perrone di Alessandria “Oscar del Successo per l’apporto tecnico alle istituzioni” Antonella Perrone, dopo avere conseguito la maturità classica presso il Liceo “Plana” di Alessandria e il diploma di pianoforte presso il Conservatorio di Musica “A. Vivaldi” della medesima città, si è laureata in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di … Continua a leggere
Lucia Triolo: l’alveare
suggestione:
la parola è alveare
appaiono celle
che non appartengono
al sogno
o forse si
(non cambia nulla)
lampade da pesca in mari invasi
da pirati
l’alveare è una rete
uno sfinimento in questo corpo
pulviscoli di io, come api
in discariche d’anima
a succhiarne il
miele
a formare un altro in me
il cui nome non sai

Due parole semplici, semplici sull’identità e sull’apparire…
Per secoli i poeti e gli scrittori si sono interrogati sul rapporto tra identità e mutamento. Poi la palla è passata alla psicologia, che ha cercato di analizzare l’io statico e l’io dinamico. L’io era quel quid unico e irripetibile che ci distingueva dagli altri. Un tempo l’identità era costituita da valori, ideologia, idee, cultura, fede, senso critico, rettitudine, etc, etc. Oggi l’identità non ha più una preponderanza valoriale, ma materialistica. Nelle nuove generazioni l’identità è data dall’aspetto fisico, dal ruolo lavorativo, dalla macchina, dal reddito, dalla sessualità. Sono queste le caratteristiche fondamentali con cui oggi veniamo identificati, riconosciuti, giudicati. L’apparire ha avuto la meglio sull’essere. Il resto è pura illusione. Alcuni decenni fa le persone potevano scegliere il/la partner per “affinità elettive”, per gli interessi comuni. Oggi contano soprattutto quegli elementi sopracitati. Anche un tempo contavano gli elementi materiali, ma c’era molto meno materialismo. Non prendiamoci in giro. La poesia? Il romanticismo? Il sentimento? L’intellettualità? Sono diventate cose marginali. Guardiamo la realtà dei fatti! Prima vengono i soldi, l’estetica, il sesso, il lavoro. Non giriamoci troppo intorno. Evitiamo ogni ipocrisia. Nessun perbenismo di facciata. Nessun inganno, né travisamento. Un tempo avevi voglia di essere bello, se non ballavi. E per conquistare una ragazza dovevi parlare con cognizione di causa, dovevi essere informato su quel che accadeva nel mondo. Un tempo si discuteva anche tra amici e amiche. Oggi tutto si è ribaltato, rovesciato. Oggi hai voglia di avere una ricca vita interiore, se non hai un aspetto fisico gradevole o non hai soldi! Un mio amico ironicamente mi ha detto: “oggi con le donne… o sei ricco o sei Rocco (Siffredi)”. La mia generazione X probabilmente è stata l’ultima generazione che metteva al primo posto l’interiorità. Ai miei tempi uno o una potevano essere bruttini/e ma interessanti e avere modo di esistere, di relazionarsi, di amare. D’altronde cosa vi volete aspettare? Questi sono i frutti della cosiddetta civiltà dell’immagine, oltre che di decenni di berlusconismo, in cui contavano più letterine e veline dei ministri. La pressione esercitata da mass media, moda, pornografia, film, etc etc ha condizionato e condiziona tutti. Oggi vige il giovanilismo. È una rincorsa all’elisir di eterna giovinezza. Chi non è giovane, deve sforzarsi a tutti i costi di apparire giovanile. Bisogna conformarsi ai dettami della società. Invece quanta saggezza c’è nell’accettare sé stessi e il proprio corpo! Purtroppo non conta più il proverbio “dai all’età quel che l’età richiede”. Il cosiddetto io corporeo oggi è tutto o quasi. Ed ecco la crescita esponenziale di disturbi psicologici come la dismorfofobia, etc etc. Oggi ciò che è interiore viene dopo e diventa un qualcosa in più, che spesso viene considerato ridondante, pleonastico, inutile. E questo vale per tutti e per tutte. D’altronde il consumismo ha bisogno dell’apparire, della cura dell’immagine, del materialismo. C’è tutto un business dietro, molto fiorente, tra palestre, chirurgia plastica, creme, cosmetica, Viagra, Cialis, dietologi, negozi di abbigliamento, concessionarie di automobili, etc, etc. Avete notato che c’è anche la cosmetica funebre? La cura dell’immagine ha ampliato il mercato e ha reso necessari nuovi bisogni. E il capitalismo vive di creazione di nuovi bisogni, come scriveva Marx nei suoi Manoscritti economico-filosofici. Tutto ciò è la conferma che la società capitalistica considera progresso e civiltà la trasformazione continua di comodità e cose superflue in necessità ineludibili. Ma qualcosa resta dell’interiorità; anche se viene occultato, rimosso, fagocitato l’io più profondo, ecco che delle scorie, del materiale spurio spuntano fuori. È quel che resta della nostra anima, rabberciata, e dei frammenti della nostra interiorità! Ascoltate quella vostra voce interiore ogni tanto. Non soffocatela. Ascoltatela, anche se vi dice delle cose che non vorreste sentirvi dire, perché la superficialità, il conformismo, l’apparire hanno un prezzo alto da pagare e presentano sempre il conto.
Poesia: “Emarginata” di Caterina Alagna

Non s’ode la tua parola,
tu, come terra sconosciuta,
vergine persino alla luce della luna.
Attraversi le strade,
sfiori la pelle della gente,
ma, come un’ ombra sul muro, passi indifferente.
Alcuni temono il tuo sorriso,
profumo della tua anima.
Ti evitano, reietta,
piccola donna di strada,
avanzo di manicomio.
Libera, senza catene,
ti riempi la bocca di storie mai esistite,
di mondi che vivono solo nella tua mente.
Se solo capissero l’infinito
che pulsa nei tuoi occhi
vedrebbero la luce della loro anima
morire offuscata all’ombra della luna.
Una duchessa contro un mondo di uomini. Recensione Romanzo Storico “Teresa Filangieri” di Carla Marcone – Edito da Scrittura&Scritture
Recensione Romanzo Storico “Teresa Filangieri” di Carla Marcone – Edito da Scrittura&Scritture
Una duchessa contro un mondo di uomini

A cura di Manuela Moschin del Blog LibrArte
Leggere un romanzo storico è sempre affascinante perché è paragonabile a un viaggio nel tempo.
Le biografie romanzate, inoltre, rappresentano un’ottima occasione per comprendere nei minimi particolari i personaggi del passato.
Il libro narra le vicende della duchessa di Napoli Teresa Filangieri che è vissuta nel periodo dell’Unità d’Italia e del colera. Si tratta di un personaggio poco conosciuto, ma che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia.
Lei fu una donna di talento e coraggio che, a seguito di alcuni avvenimenti dolorosi, decise di fondare un ospedale pediatrico per malattie infettive: “E si sentì guidata da una mano invisibile, come le stelle in un cielo coperto di nuvole, paziente come quella di una santa, forte come quella di un pirata, coraggiosa come quella di un soldato. Ma in quale modo? Dove cercare, trovare il denaro necessario?”
L’autrice si è addentrata nella vita della protagonista, cercando di percepire i suoi malesseri, i timori e le angosce: “Ogni piccolo viso smunto, ogni mesto sorriso insidiato dalla sofferenza, la precipitarono in un luogo della memoria che si chiamava Lina. Il ricordo acuto, straziante, le centrò il petto, lo dilaniò, e il suo cuore esplose cancellandole intorno il tempo e lo spazio”.
La scrittrice ha dipinto una Napoli sofferente, ma forte e valorosa. Il periodo trattato si sviluppa tra il 1826 e il 1880, quando l’edificio di Sant’Orsola alla Cupa divenne un luogo di soccorso per i più deboli e ammalati: “Napoli, addì 4 novembre dell’anno 1880. Oggi sarà inaugurato l’ospedale di Lina. Il mio sogno è compiuto.”
Alcuni passaggi sono arricchiti da forme dialettali napoletane che si leggono in modo piacevole.
Carla Marcone ha scritto questo racconto con grande passione. Le sue parole creano sensibili atmosfere di lirismo e di speranza, tanto da intuire che si è talmente immedesimata nel personaggio principale da riuscire a “indossare i suoi panni”.
Concludo porgendole i complimenti per aver creato una narrazione viva e colma di sentimento.
Sinossi:
All’indomani dell’Unità d’Italia, in una Napoli preda della miseria, dove i bambini poveri sono abbandonati al proprio destino e le orfane spesso diventano spose raccattate, puttane o suore senza vocazione, una duchessa attraversa i vicoli lerci, bussa alle porte dei bassi, interroga la gente, il popolo, per capire, per aiutare e non per sedurre con promesse irrealizzabili.In questa Napoli lazzara di Michele ’o Belzebù, dove l’azzurro degli occhi di Raffaele si sporca col nero della superstizione della schiena ingobbita del buon Alfonso, Teresa Filangieri concepisce un progetto ambizioso: far costruire il primo ospedale pediatrico per malattie infettive. Per riuscirci deve scontrarsi con il mondo degli uomini, quegli stessi, padri e mariti, a cui le donne ancora appartengono di diritto. Sfida le convenzioni, sottomette l’orgoglio, raccoglie dalla strada gli scugnizzi, ferite purulente che bisogna cominciare a disinfettare.Carla Marcone mette in scena una Napoli in cui la storia viaggia per conto proprio, separata nei tempi e nei modi dal resto d’Italia, dove vivere è una ricompensa e morire spesso è un privilegio, e ridona luce a una donna dai natali illustri, animata dalla passione civile, dall’amore verso i più deboli, ma troppo in fretta dimenticata dalla Storia.“L’uomo nobile non si perde mai d’animo e vince il timore”. Quelle parole le erano bastate a porle nell’anima l’ebbrezza che emerge dal pericolo e ne trae una forza più grande. Non si sarebbe arresa mai!”
Carla Marcone è nata a Napoli in una calda notte di luglio, mentre nel mondo echeggiava la rivolta e le streghe tornavano bruciando il reggiseno in piazza. Crescere in una famiglia di stampo patriarcale, dove, però, erano le donne a portare i pantaloni, ha sviluppato in lei un estremo senso di ribellione contro ogni sopruso, contro ogni ingiustizia. I suoi personaggi, di cui l’autrice racconta in uno stile fatto spesso di parole sussurrate che nascondono segreti, affrontano nella maggior parte dei casi il proprio destino spinti dalla molla del “adessovifacciovedereiodicosasonocapace”, talvolta uscendone vittoriosi, altre delusi e sconfitti; ma è la vita, sì la vita, quella vera, quella della gente comune che Carla Marcone trasporta, riveduta e corretta dalla fantasia, nei suoi romanzi. Ha pubblicato il racconto Favola d’Aprile (2004), e i romanzi Fiori di carta (Scrittura&Scritture 2005) e Teresa e la luna (Scrittura&Scritture, 2008).
Titolo: Teresa Filangieri – Una duchessa contro un mondo di uomini
Autore: Carla Marcone
Editore: Scrittura&Scritture
Pagine:156
Anno pubblicazione: ottobre 2017
Libri: Trans europa espress, di Paolo Rumiz

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava
Social Media Manager – https://alessandria.today/
Per info: alessandriatoday@yahoo.com
Autore: Paolo Rumiz
Titolo: Trans europa espress
A 60 anni si può partire da una terra di confine come Trieste verso un’altra terra di confine: la Scandinavia là dove la Norvegia lascia il posto alla Russia.
Trieste città rifugio punto di partenza per l’altrove. Guardare il mondo all’incontrario da nord a sud su una mappa per stabilire l’itinerario. Non un viaggio turistico, ma un viaggio insolito in verticale attraverso l’Europa centrale.
“Inutile prepararsi, tanto poi il viaggio farà del suo meglio per far saltare i nostri schemi. E tutto pare una metafora della vita”
Fin dalle prime pagine il libro ti cattura, le descrizioni sono dettagliate, mai noiose, sembra di vedere il luogo descritto, così come di provare le stesse sensazioni dello scrittore. Il bello è abbandonarsi alla lettura, provando a immaginare i luoghi descritti in un lungo e interessante viaggio virtuale tra le righe del libro.
Inizia da quello strettissimo lembo di terra norvegese che confina con l’ex impero sovietico di cui ancora porta i segni, dove ancora residui bellici sparsi ovunque come ricordi della grande guerra e continua per paesaggi industriali come Nikel, una zona dove il grigio è il colore dominante esattamente come il metallo che vi si estrae..
Confini ancora fortemente militarizzati dove i controlli sono minuziosi.
Sono i luoghi che tanto hanno amato gli esploratori dei ghiacci, che da qui sono partiti alla conquista del Polo Nord.
Tra le tante pagine, una descrive una notte insonne a causa della luce che entra dalle finestre che seppur dotate di tende, lasciano ai raggi di un sole basso all’orizzonte la libertà di penetrare tra le sue fessure e abbagliare. Un sole nordico che spunta da nord, non da est all’una di notte, che impedisce di prendere sonno. E quando già arriva l’ora di alzarsi il mondo fuori cade nella penombra. È mattina presto e fuori nella città più a nord d’Europa e della Terra nevica. Dalla luce al quasi buio.
E’ un viaggio anche di incontri fugaci, di conoscenze con le persone del luogo e le loro brevi storie di vita. Conoscere il mondo viaggiando ammirando la diversità di luoghi e di persone.
Pescatori, apicoltori, musicisti, insegnanti per bambini, una coppia di ortodossi, ognuno con la sua vita, con le sue insoddisfazioni e le sue gioie. La storia dei paesi Baltici raccontata in poche pagine: la Lettonia il primo paese a nord simile al sud, i lettoni detti gli italiani del nord e i lituani gli Italiani del sud. Un’analogia con l’italia, che li distingue dalla poca socialità degli scandinavi e dal mutismo degli estoni. Il mondo da nord a sud “diversamente uguale” ovunque.
NB: Per tutto il viaggio incombe la presenza sia dell’ex impero sovietico a partire dagli avamposti di confine con la regione scandinava, sia del nuovo predominio russo imposto da Putin, descritto come l’uomo che sta alimentando una nuova Guerra Fredda.
“I sommergibili nucleari di Putin, allineati come sgombri luccicanti sul bancone di un pescivendolo, dicono all’Ovest che l’Orso non dorme”.( Cattivi presagi)
“La mia mappa delle meraviglie dice che da queste parti passano molti dei gasdotti russi che riforniscono l’Europa. Dai loro rubinetti dipendono gli equilibri mondiali” ( Bielorussia)
“Noi la sentiamo benissimo la tensione. Qui passa la vera frontiera tra Est e Ovest…… Se l’Ucraina smette di essere quello che è stata per secoli, cioè confine cuscinetto, per entrare in un’alleanza occidentale, succede il putiferio. Il paese che è filo-russo a oriente, si spezza in due e allora Mosca interviene. “
Passando e ripassando più volte il confine l’autore si sente come un gatto che é passato sotto il naso dell’orso senza svegliarlo.
Il viaggio è del 2008 e il libro è stato pubblicato nel 2012. Nel 2014 l’orso si è svegliato e nel 2022 è successo il “putiferio ” che tutti si aspettavano.








