lucia triolo: la mia vita

Chi digerisce una vita evasiva
scritta su muri
che non hanno preso appunti?

Ho chiamato a raccolta
calze bucate al calcagno
per separare le visioni dagli equivoci
l’intesa dalla resa
pezzetti di sussurri da vicini rumorosi
dimenticanze incalzanti da torrenziali irrequietezze
incongruenze e peccati da incoscienze.

Guardavo te e la mia vita seduti al bar
vicino a una toilette
maleodorante

all’uscita
si paga lo stesso salato