Lucia Triolo: per strada

tanta gente in strada,
branchi di scarpe
strano, 
stanno tutti come 
per cadere
passano dinnanzi ad una chiesa
-inginocchiatoi a file-
che sta per cadere

stanno per cadere i colori
del giorno, poi quelli della notte
colori di orribili forme
che mi
somigliano

c’è del fumo come da polvere da sparo
incubo e realtà diventati
l’uno dell’altra

tanta gente in strada
intimità inghiottite e perdute
e non c’è nessuno

ma un giorno
proprio lì
tu 
m’hai amata

la verità si era addormentata

Lucia Triolo: strano incontro

Era uguale e diversa la strada.
Per me tracciava rette e per te cerchi,
taceva il senso
dove eravamo ancora
già non eravamo più

Come per caso,
incespicasti in me
di traverso.
Non so se fu sgambetto,
ti finii addosso.
Perché?

Avrò nel mio futuro il tuo mistero
le tue mani vuote, il tuo girovagare
affaccendato e un po’ retrò?
Ma in fondo,
cosa ne so di noi,
di quel che ci accadrà?

Non occorre risposta,
non sempre l’anima
si dà,
non sempre è pronta.

Se la tua anima non si fa la barba
lasciala incolta e un po’ beffarda.
Che me ne faccio
di un’anima in abito da sera,
attenta a non sgualcirsi
il farfallino?

L’ intimità riguarda
adesso
lo sguardo.
E’ direzione del pensiero:
dove volge e dove posa,
trafiggendo silenzi
e squarciando veli ignoti.

E’ sapere che ci sei
in una qualunque
profondità di me