lucia triolo: l’odore del corpo

L’odore del corpo
è quello di tutte le maschere
che indosso
identità precarie sulle barricate
contro il vuoto

Ho provato a contarle
una sera che soffiava il vento
e il ritratto nel quadro mi guardava
in silenzio

Non ce l’ho fatta,
diverse hanno solo un occhio
o solo la bocca
o solo il naso.

Una poi è la maschera di un’ unghia
spezzata e di un’impronta.
Insopportabile.
Anche l’odore è spezzato
spezzato anche il vuoto.

Il ritratto nel quadro è sudato
indossa la maschera di
un risveglio improvviso
senza odore.

Qualcuno arriva da una speranza dimenticata

Lucia Triolo: fin dove

“Per quanto sia cauto il tuo passo”
G. Caproni: “la vipera” e “la vita” da Il libretto

Ascolta,  
qualcosa che nacque
disparve
poi si lasciò scorgere davanti
al fuoco, 
eri tu il camino e
fu raggio per raccolte e per deserti

il passo dinoccolato ora
non dorme più

arrivare fin dove l’amore
può portare
poi finisce la strada