Lucia Triolo: la sagoma

Tenendomi per mano
ho attraversato il ponte
prima che crollasse
Strano, 
ritrovo la sagoma
là sulla sponda ebbra di specchi sfilacciati.
Solo una pulce avida di polvere vede 
il mio nome imbrunire 
sulla
sponda opposta

Il crollo fu di notte quando la sagoma
iniziò a dibattersi 

Salvator Dalì, il ponte rotto

Lucia Triolo: schiaccianoci

Ho estratto dalla borsa i versi
lastricati sulla mia voglia
e li ho obliterati per sottrarli
alla logica dei fatti
-dove sei?-
Varranno ancora per i prossimi
90 minuti
poi non ci sarà più nulla
dentro il tegame della veglia
se non faccio a pezzi
questa pura lussuria.

Non era vero che potevamo
addentare la luna
solo col tuo desiderio e la mia miseria
-è la’ che mi attendevi?-
Non funzionano
da schiaccianoci, o forse
la luna non è noce
per noi.

Lucia Triolo: omelie

Siamo nati molte volte
tante per quante siamo da stanare dietro
ombre mascherate
e le nostre ombre sono solo omelie

offri loro la benedizione del vino
falle ubriacare
rivestile di specchi
falle impazzire
poi bruciale:

al rogo al rogo le ombre
al rogo le maschere
la loro chiassata!

Lucia Triolo: non fateci caso

non fateci caso
abitare il pericolo è
come bere un bicchiere d’acqua colorato
da tua sorella su un quaderno
allunghi la mano
afferri un ponte volante
…il resto non sai

nella pagina dopo
si gonfia un galleggiante
è bucato 
ma sei ancora vivo
tua sorella guarda verso di te
nuota rivelando la 
rapidità di cambiamento tra i soggetti:
un vedersi guardare

una storia appare e scompare
è sempre una storia da raccontare

Lucia Triolo: Presente!

quel momento che mi parla dentro
non ascolta l’ora
continua a fornicare con la
mia salma:
sa che ho vissuto!

é in collera con me perché
sono in disaccordo
con i suoi tanti dondolii
di fughe.
“Presente” mi lascia gridare sola
al mio funerale

si promette a piccoli diamanti 
di sole

Lucia Triolo: Luogo

Sono un luogo
in cui tutti nascono
tutti passano
nessuno resta?

     -certo una non-misura-
    O solo un
     “non luogo a procedere”?

si è destata in me
la metamorfosi
che attendevo?
non so

Non so cosa stia facendo
adesso
il mio cadavere
Forse è
con la mia gamba destra
o con la sinistra

forse è col mio
“persino qui”?
Non lo so
non scalcio più
ma
non mi fermo
non è fermandosi che si arriva

taci taci
non si ingigantisce la verità!