Lucia Triolo: Una Domenica di poesia

Paul Celan

PARLA ANCHE TU

Parla anche tu,
parla per ultimo,
di’ ciò che hai da dire.

Parla – 
ma non separare il no dal sì.
Dai anche senso a ciò che dici:
dagli l’ombra.

Dagli ombra che basti,
dagliene tanta
quanta sai sparsa intorno a te
fra mezzanotte e mezzogiorno e mezzanotte.

Guardati in giro:

lo vedi, che il vivo è dappertutto –
Prossimo alla morte, ma vivo! 
Dice il vero, chi dice ombra.

Ma ora si stringe il luogo dove stai:
e adesso dove andrai, rivelatore d’ombre, dove?
Sali. Innalzati a tentoni.
Più sottile diventi, più irriconoscibile, più fine!
Più fine: un filo,
lungo il quale vuole scendere la stella:
per nuotare nel basso, giù in basso
dove vede se stessa luccicare: nella risacca
di erranti parole.

Da “La Rosa di Nessuno”

55 anni fa’, nella notte tra il 19 e il 20 Aprile 1970, Paul Celan andava incontro alla Senna. Al suo genio e a Lui il mio commosso omaggio

lucia triolo: una domenica di poesia

Paul Celan

Sono solo

Sono solo, metto il fior di cineraria
nel vaso pieno di nero sedimento. Bocca sorella,
tu dici una parola che poi vive dinnanzi alle finestre,
e su di me arrampicando sale tacito ciò che sognai.

Io porto il lutto dell’ora appassita
e serbo una resina per un uccello tardivo:
egli porta il fiocco di neve sulla piuma rossa di vita:
col grano di ghiaccio nel becco egli passa attraverso l’estate

da Papavero e memoria.