L’idea l’ho caricata
sulle spalle
ho incipriato l’attesa
sul ventre
ho diviso in due la mia passione
accoccolata
su quella parola che non pronunciavi mai
simile all’urlo.

L’idea l’ho caricata
sulle spalle
ho incipriato l’attesa
sul ventre
ho diviso in due la mia passione
accoccolata
su quella parola che non pronunciavi mai
simile all’urlo.

LA FAVOLA
La favola ha sempre
tanti desideri e
pochi centimetri da noi,
il rifiuto del presente
non la riguarda
-passione chi vuoi tentare?
come acqua in calore srotoli veloce
il tuo senso-
le ho prestato
l’inferno da cui fuggire.

un fiume in piena
travolge queste rive
si riversa
sui passi che vi sono
poggiati
li trascina nel
gorgo
non li sommerge:
li culla
non chiedere dove
accade
ciò che ti accade
dentro
ha forse
un luogo la passione?

Mille e una notte è poco
indosso la pelle dei primi
desideri,
labbra da vivere.
Sono finiti gli inizi del mondo gesticolando
in piazza
e non ti trovo più
ora solo
suoni uditi incespicando in
una re-surrezione abbandonata,
sfilaccio il sacro
tra le dita.

“Solo questo domando: esserti sempre,
per quanto tu mi sei cara, leggero”
(G. Raboni, Canzonette mortali 1981-83)
inscatolare tutte le pratiche?
congelare i respiri?
è tempo ora di
gettare vuoto nel vuoto
come sale su ferita che
non chiude
e questa vita
fermaglio di passaggi erranti
sbagliati
sbaragliati
adesso in fuga
si slegano i dettagli nella mente
vagano dentro la dispensa
di assurdi quotidiani
(in amore)
perdono parola
acquistano in ululato
e le insonnie di queste vigilie
(come sta fermo un ti amo!)
a contare il tempo con un pallottoliere
perché sia colorato
a riaccogliere il vuoto
a riempire di per sempre l’ attimo
Esserti sempre!
ora in L. Triolo, Debitum


PASSIONE, di Alberta Scarpetta
Tu sei la mia immensa passione che non trova pace.
Il pensiero dei nostri incontri passano nel mio sangue incendiandolo, la tua bocca, le tue mani, il tuo ardore, mi sconvolgono dandomi le vertigini.
Non sono più padrona di me, ma schiava di questa passione che per me è ragione di vita.
Tu sei …
A.S.
10 luglio2022
quanto dura una perversione?
quell’ indigeribile pudore impiccato alle tue ciglia
orrido e inaffidabile piacere
il tuo cannibalismo
in agguato
e noi qui denti divoratori di desideri
fai di me un’offerta a te
lì dove tu sai
l’amore

mi sono data in pasto a un’invenzione
come un pasto che non c’è
inventa
un altro pasto
in un metro di digiuno
dall’estremità di un’illusione
a lunghi passi misuravo l’assenza