sciolto il viso nell’acido
del vero
indosso una maschera
perché tu mi veda
radura di sfide e sgranati segnali,
ha piedi la maschera
e sbagli
e nei pressi l’amore

sciolto il viso nell’acido
del vero
indosso una maschera
perché tu mi veda
radura di sfide e sgranati segnali,
ha piedi la maschera
e sbagli
e nei pressi l’amore

la maschera dell’ identità
(donna di classe e gran signora)
dice:
“io è parola senza movente
né referente
danzatore d’oscurità
in
delicata struttura
forza d’animo
in prima persona
entusiasmo graffiante
esige pagamenti in contante e
non dà resto”
la sua grinta è un desiderio,
un intento
sempre lo stesso:
travestirsi da me
la maschera migliore per
essere peggiore

Ecco il cantastorie in
candide vesti
pensavo giorni come rulli di tamburi
sedie che si spostano e poi rotolano sotto le gambe
impossibile appoggio
la scena è una sintesi di inizi e fine:
una tavola imbandita di nulla e di nulla
-era questo il piatto forte-
che volto hanno gli attori e che voce?
chi vive la scena sa che la voce è
la sommossa nel testo: l’unica rivoluzione e
il testo è il tuo destino
la solita vecchia storia nuova e diversa da
raccontare ai ….
ognuno dica a chi
tu spettatore
coraggio: apri il sipario
entra: conficcati in scena
come pugnale in aria
la tua parte ti attende
non lasciarla orfana di te
ciò che credevi centro puoi
leggerlo in sequenza: sta fuggendo
schizza di fango la veste al
cantastorie
lontano è ormai
l’ amore
