Racconti. “Istruzioni per l’uso”: umiltà, pazienza e coraggio, di Antonino Salsone

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Al termine “resilienza”, oggi abusato da tanti perché fa “trendy” ed è perciò omologato e omologante, voglio opporre un famoso proverbio siciliano: “Calati juncu, ca la china passa”.

Mi piace di più, lo sento mio, è pieno di immagini forti, rimanda alla mia infanzia trascorsa nei campi che trasudano di selvaggio, di natura, di Aspromonte. Perché il giunco, così umile, si piega ma non si spezza.

Il sapore del proverbio è “gattopardesco, ma trovo un rimando anche con la ginestra leopardiana, anch’essa umile e fragile, che però spande il suo profumo anche dove c’è distruzione.

Nei momenti bui della nostra vita, quelli in cui non siamo compresi o veniamo denigrati strumentalmente, oppure una cosa bella costruita con sacrificio e dedizione viene violentemente attaccata con azioni che portano divisione e distruzione, trasformiamoci in “giunco” e “ginestra”.

Se saremo umili e sapremo continuare ad effondere incessantemente il profumo che promana dalla nostra caverna interiore e dal nostro cuore, l’alba sorgerà inesorabile e per i demoni della notte non vi sarà scampo.

Si tratta solo di pazientare e di essere umili ma senza cedere, perchè la saggezza popolare che è insita nel proverbio insegna il coraggio, non la resa.

Istruzioni per l’uso, di Giovanni Mainato

Istruzioni per l’uso

Postato il  di Giovanni Mainato

Penso che molti di voi abbiano avuto modo di apprezzare la raffinata comicità dei miei post(s), una comicità che ha alle spalle molti modelli, da Aristofane ad Achille Campanile (in effetti mi considero un campanilista). 

Non tutti però avranno colto il fatto che i miei post(s) si prestano a due livelli di lettura: c’è un livello, immediato, basso, quello della battuta facile, per intenderci; ma c’è anche un livello più sottile, un significato profondo, allegorico, subliminale, sublime. 

Supponiamo che ad esempio uno zotico faccia una pernacchia. La gente dirà: ‘Dio mio, che burino! Ma che gente c’è in giro? Di questo passo dove andremo a finire? Che ignoranza!’. Se invece faccio una pernacchia io (con la bocca, s’intende), ecco che voi subito penserete: ‘Mainato ha fatto una pernacchia: questa cosa non è assolutamente da prendere alla leggera. Se solo avesse voluto, avrebbe potuto dissertare di filosofia, musica atonale e fisica quantistica. Invece facendo una pernacchia, Egli intende risvegliare le nostre coscienze assopite, denunciare il materialismo becero della società dei consumi in cui viviamo, la mercificazione dell’io, l’alienazione dell’uomo moderno, questo neoliberismo che ci rende schiavi e nemici gli uni degli altri’. In realtà io volevo solo fare una pernacchia, ma naturalmente mi fa piacere che voi pensiate tutte queste cose.

Insomma, per dirla in breve il mio blog è concepito in modo dale da rivolgersi sia ai raffinati intellettuali che al popolo bue. A proposito, voi in quale delle due categorie vi riconoscete? 

L BLOG DI GIOVANNI MAINATO