lucia triolo: distanza

“Tu sei lì; ma il luogo è così vasto
che l’essere uno accanto all’altro è essere già così lontani
da non riuscire né a vederci né a sentirci”
E. Jabès Il libro delle interrogazioni  (Diario di Sarah)

Questa distanza della nostra intimità:
tu dall’altra parte della parola
dove il cuore ha vele per salpare
prima
del respiro
che il tuo sesso incalza

Lucia Triolo: strano incontro

Era uguale e diversa la strada.
Per me tracciava rette e per te cerchi,
taceva il senso
dove eravamo ancora
già non eravamo più

Come per caso,
incespicasti in me
di traverso.
Non so se fu sgambetto,
ti finii addosso.
Perché?

Avrò nel mio futuro il tuo mistero
le tue mani vuote, il tuo girovagare
affaccendato e un po’ retrò?
Ma in fondo,
cosa ne so di noi,
di quel che ci accadrà?

Non occorre risposta,
non sempre l’anima
si dà,
non sempre è pronta.

Se la tua anima non si fa la barba
lasciala incolta e un po’ beffarda.
Che me ne faccio
di un’anima in abito da sera,
attenta a non sgualcirsi
il farfallino?

L’ intimità riguarda
adesso
lo sguardo.
E’ direzione del pensiero:
dove volge e dove posa,
trafiggendo silenzi
e squarciando veli ignoti.

E’ sapere che ci sei
in una qualunque
profondità di me