“Tu sei lì; ma il luogo è così vasto che l’essere uno accanto all’altro è essere già così lontani da non riuscire né a vederci né a sentirci” E. Jabès Il libro delle interrogazioni (Diario di Sarah)
Questa distanza della nostra intimità: tu dall’altra parte della parola dove il cuore ha vele per salpare prima del respiro che il tuo sesso incalza
Era uguale e diversa la strada. Per me tracciava rette e per te cerchi, taceva il senso dove eravamo ancora già non eravamo più
Come per caso, incespicasti in me di traverso. Non so se fu sgambetto, ti finii addosso. Perché?
Avrò nel mio futuro il tuo mistero le tue mani vuote, il tuo girovagare affaccendato e un po’ retrò? Ma in fondo, cosa ne so di noi, di quel che ci accadrà?
Non occorre risposta, non sempre l’anima si dà, non sempre è pronta.
Se la tua anima non si fa la barba lasciala incolta e un po’ beffarda. Che me ne faccio di un’anima in abito da sera, attenta a non sgualcirsi il farfallino?
L’ intimità riguarda adesso lo sguardo. E’ direzione del pensiero: dove volge e dove posa, trafiggendo silenzi e squarciando veli ignoti.
E’ sapere che ci sei in una qualunque profondità di me