Giorni, di Maria Rosaria Teni

Giorni

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Giorni pervasi di malinconia, giorni che si frantumano su pensieri e immagini sfocate e che rivelano cocci di rimpianto…
A volte una pagina può rappresentare quel tappeto da cui si raccolgono questi piccoli residui di vita che restano dopo tanti attimi, dopo ore lunghe o brevi, dolorose o liete, vissute o sognate…
Giorni in cui vorresti che il tempo fosse rimasto cristallizzato a quell’istante, impresso in una retina virtuale da cui non si può cancellare nulla…
Giorni in cui il dolore è stato così forte da desiderare un vento impetuoso per spazzare via tutto, in un rapido balenare di follia, in un volteggiare imbizzarrito da cui non si esce che tramortiti…
Giorni che si avviluppano su scorci di momenti che sfumano e raggiungono un cielo che non ha confini…
Giorni che sono onde, sussurri e voci in un mare liquido di emozioni che non si toccano ma si vivono o forse si sognano, perché cosa altro è la vita se non un sogno?

Giorni, di Maria Rosaria Teni

Giorni

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Giorni pervasi di malinconia, giorni che si frantumano su pensieri e immagini sfocate e che rivelano cocci di rimpianto…
A volte una pagina può rappresentare quel tappeto da cui si raccolgono questi piccoli residui di vita che restano dopo tanti attimi, dopo ore lunghe o brevi, dolorose o liete, vissute o sognate…
Giorni in cui vorresti che il tempo fosse rimasto cristallizzato a quell’istante, impresso in una retina virtuale da cui non si può cancellare nulla…
Giorni in cui il dolore è stato così forte da desiderare un vento impetuoso per spazzare via tutto, in un rapido balenare di follia, in un volteggiare imbizzarrito da cui non si esce che tramortiti…
Giorni che si avviluppano su scorci di momenti che sfumano e raggiungono un cielo che non ha confini…
Giorni che sono onde, sussurri e voci in un mare liquido di emozioni che non si toccano ma si vivono o forse si sognano, perché cosa altro è la vita se non un sogno?

Pomeriggio d’estate, di Maria Rosaria Teni

Pomeriggio d’estate

Dopo trentadue anni, il sogno continua…

Assonnato pomeriggio d’estate…

Alacri violiniste senza sosta 

cicale generose

esibiscono note a profusione

brezza tra i rami

carezza leggera i nostri volti

lambisce le nostre speranze

        Giovani negli anni / storditi di futuro

Abbagliano nel caldo pomeriggio

bianche case di calce colorate 

strade deserte / svuotate dalle voci

Insieme percorriamo 

solitarie vie

la tua mano / la mia mano

tacito pudore / complice discreto

Insieme camminiamo

su sentieri della mente

percorsi tracciati

dal disegno della vita

Pomeriggio d’estate nel ricordo

sonnolento rivivere nel tempo

che s’è perso per sempre…

irrimediabilmente…

dalla silloge poetica “Dissonanti armonie”

Racconti: Il tuo profumo, di Maria Rosaria Teni

Il tuo profumo

Quattro anni fa, in questi giorni veniva a mancare mia madre… Sono giorni dolorosi, incisi nel mio corpo, venuto alla luce grazie a lei. Sono attimi eterni che oggi si rivelano cicatrici indelebili pietrificate nel mio animo, disperatamente proteso nel tentativo di non perdere la sua memoria, di non dimenticare le sue sembianze, di non scordare la sua voce, di non disperdere il suo profumo…
Oggi, mentre ero intenta a conservare alcuni libri, ho trovato un foglietto dove, quattro anni fa, avevo scritto una riflessione, in seguito all’aggravamento irreversibile delle sue condizioni di salute. In questa pagina che è balzata davanti ai miei occhi, casualmente o forse no, ho ritrovato il dolore puro, tagliente, inesorabile… Mia madre,  che ormai non mi riconosceva più, era scivolata verso una realtà insondabile che la allontanava da me, recidendo brutalmente il cordone salvifico e io, impotente, cercavo i suoi occhi che non riflettevano più emozioni, ma solo ombre… Intanto, il vaso accanto al suo letto diveniva testimone del pallore delle rose tanto amate, ma ormai appassite.

Il tuo profumo si dilegua

tra le rose appassite che

mi parlano di te.

Ritrovarti 

tra le mani vuote

per non perderti mai più 

e vivere nell’illusione mendace

che la morte non sia definitiva,

 A te, mamma 

ph Maria Grazia Bisconti

Racconti: Giorni, di Maria Rosaria Teni

Giorni

Giorni pervasi di malinconia, giorni che si frantumano su pensieri e immagini sfocate e che rivelano cocci di rimpianto… A volte una pagina può rappresentare quel tappeto da cui si raccolgono questi piccoli residui di vita che restano dopo tanti attimi, dopo ore lunghe o brevi, dolorose o liete, vissute o sognate… Giorni in cui vorresti che il tempo fosse rimasto cristallizzato a quell’istante, impresso in una retina virtuale da cui non si può cancellare nulla… Giorni in cui il dolore è stato così forte da desiderare un vento impetuoso per spazzare via tutto, in un rapido balenare di follia, in un volteggiare imbizzarrito da cui non si esce che tramortiti… Giorni che si avviluppano su scorci di momenti che sfumano e raggiungono un cielo che non ha confini…Giorni che sono onde, sussurri e voci in un mare liquido di emozioni che non si toccano ma si vivono o forse si sognano, perché cosa altro è la vita se non un sogno?

https://mariarosariateni.blogspot.com/2020/02/giorni.html