Cado ma non mi abbatto

Toglierei tutto dal corpo, pure stesso corpo; forse, concederei alla testa la grazia, la quale mi fa pensare e ricordare passati migliori.

Ridevo con scioltezza e sincerità;
correvo all’impazzata contro vento in mezzo a temporale e sentivo la mia pelle nuda apiccicata alla mia veste fradiccia,
i piedi; anche essi spogli calpestando fango e capelli lunghi e ricci
colando cristaline e dolci gocce; non ne avevo paura men che meno vergogna.

Dal web.


Ch’erano soddisfazioni piacevoli e goderli con tutti i sensi mi appagava.

I miei desideri, talvolta superflui, che sono persona umana erano parte importante nella mia vita.

Toglierei tutto dal corpo, pure stesso corpo; che non
mi da pace, non un attimo di respiro; cosa vuole da me!

Pure il tempo ci si mette in mezzo, ch’è spilorcio!  Virus, guerre e tutto,  che complica l’esistenza più del necessario.

Solo adesso; me ne accorgo;
Se fosse il core e non la testa a convenire gratitudine, forse sarebbe meglio?
Che quello lì è pieno di ferite inflitte, ma non demorde. È tosto e testardo come diamante grezzo, ancora pronto a beccarsi più intagli.

Che il mio mestiere non è essere a casa ed accontentarmi perché sono viva; cosa ben diversa a sentirsi viva!

Tua
11 luglio, 2022.

Da fridalaloka.com

Il rosaio, di Frida La Loka

È lì, distanzzamento sociale giusto,
Accantonate in un angolo sperduto di verde, l’ho guardo da lontano con diffidenza perché il mio animo è quello.

Rose gialle, diversi tempi di vita, alcune nell’intento di sbocciare,  altre mature, tanto quanto per resistere il tempo a loro concesso, infine ci sono loro, quelle con le quale mi camuffo e mi sento a mio agio,  perchè sono loro che mi rappresentano,  quelle all’ultimo paso, l’ultimo mio respiro affanato,  distante…

Le mie rose gialle.

Sono loro che hanno la mia comprensione, perché le assomiglio. Fragili al primo vento che passa, mature al punto giusto di aver imparato, quand’è il momento.

La mia rosa gialla è debole, quanto me; non ho altro che la parola, per difendermi.
Ci provo ogni volta fino all’esaurimento.
Sono esposta quanto loro, ai cambiamenti, talvolta qualcuna perisce nel percorso.
Arriverà anche il mio momento. Siamo immersi in un ciclo vitale. Mi disarmo….

Tua.

5 luglio, 2022.

Da fridalaloka.com

Mana del cielo, forse…

Non c’è due senza tre, il cielo è cuppo, grigio e io sono qui ad aspettare la benedizione da la su. Qualcuno porti un pò di pietās, non solo in confronto di questo bene prezioso, guerra, violenza, terremoti, menefreghismo, egoísmo e potrei andare all’infinito come l’uomo privo di rasocinio ed avidità.

https://youtu.be/6O-LbGHnw6Q

Eccomi,  sdraiata in un ” lettino”… con qualche differenza, sulla mia testa non c’è l’ombrellone, bensì un odioso e noioso soffitto, puzza d’alcool mi rasserena (un pò soltanto).

Da Frida

Non indosso costume di bagno e non porto con me, borsa con attrezzi di spiaggia. In questo caso, non avrò la possibilità di mettere quei meravigliosi camici molto snellenti che ti fanno sentire una diva. Menomale che il sole non c’è manco attraverso la finestra,  visto che siamo tutti inguainati con mascherina, cuffietta e vista la vicina probabilmente anch’io godrò del manto velato usa e getta. Pure ho l’aria accessa, cosa chiedere di più!!! Lucano, no, grazie; gradirei vista l’ora un aperipasto accompagnato con un rinfrescante Campari o Pinot grigio,  mi accontenterei.

Tua.

28 giugno, 2022.

Dal blog personale di fridalaloka.com.