Rafael Cadenas (1930) è un poeta, saggista e traduttore venezuelano, tra le voci più importanti della letteratura ispanoamericana del Novecento. Esiliato in gioventù a causa della dittatura, ha sviluppato una poetica essenziale e riflessiva, centrata sull’identità, il linguaggio e il silenzio. Nel 2022 ha ricevuto il Premio Cervantes per l’intera sua opera.
Lascia che ogni parola trasmetta ciò che dice.
Lascia che sia come il tremore che la sostiene.
Lasciala rimanere come un battito cardiaco.
Non devo pronunciare falsità elaborate, né usare inchiostro dubbio, né
aggiungere lustro a ciò che è.
Questo mi costringe ad ascoltare me stesso. Ma noi siamo qui per dire la verità.
Siamo realistici.
Voglio una precisione terrificante.
Tremo quando penso di fingere. Devo portare le mie parole con peso.
Mi possiedono tanto quanto io possiedo loro.
Se non ci vedo chiaro, dimmi, tu che mi conosci, la mia menzogna, indicami
l’impostura, sbattimi in faccia la mia frode. Te ne sarei davvero grato.
Sto impazzendo nel tentativo di ricambiare.
Sii il mio occhio, aspettami nella notte e guardami, scrutami, scuotimi.
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