“Non toccarmi”
diceva la voce
ho sognato qualcuno che
mi chiedeva
di essere viva
ti ho sognato ombra

“Non toccarmi”
diceva la voce
ho sognato qualcuno che
mi chiedeva
di essere viva
ti ho sognato ombra

LELLA DE MARCHI
Le stanze di Emily
Without room I
Potrebbe accadere che l’io vado a finire
in un luogo accessibile solo se da remoto.
che diventi un dato.
non un dato di fatto preesistente.
un dato impalpabile.
senza alcun senso preesistente.
potrebbe accadere che l’io
si costruisca sul niente.
che si connette a un estraneo.
che si nutra di vuoto.
che provi una paura
che non ha mai provato.
e che si sorprenda ugualmente.

Aurelia Lassaque (1983) poetessa francese, compone sia in francese che in occitano.
Nel mondo sotterraneo dove gli uomini
non sono altro che ombre,
io diventerò un’ombra dentro il tuo corpo.
Costruirò città di sabbia
per seccare il fiume dal quale nessuno ritorna.
Danzeremo su torri che i nostri occhi non vedono.
Sarò la tua lingua mozza che non mente.
E malediremo l’amore che ci ha portato fuori strada.
*
Ben Lerner (1979) è un poeta e scrittore americano.
Accudire con cura Celan nel terminal dell’aeroporto.
Ammirare l’abutilon nell’atrio. Questo aggettivo
per quell’angoscia. Le pose innaturali
del turista addormentato. Ricordate
gli anni ’80? Schiacciavano rewind
e la neve rifiutava la terra.
Tutti parlavano tedesco,
tutti indossavano tenute sportive non taroccate.
Alcuni hanno preso di petto la tua assenza. Altri l’hanno presa
da sdraiati. Altri ancora l’hanno presa con latte
e zucchero. Solo tua moglie l’ha presa da uomo.
Il mio volo è partito da Danver.
Il mio volo sta imbarcando. Il mio volo ora lentamente
si sta staccando dal gate.
*
da Le figure di Lichtenberg (Tlon, 2017), trad. di Damiano Abeni e Moira Egan
*
Antonio Sarabia
(Città del Messico, 1944 – Lisbona, 2017), narratore e poeta, considerato uno dei più importanti scrittori della moderna letteratura latino americana, ha vissuto tra Parigi, Lisbona e Guadalajara. Tra i suoi romanzi ricordiamo El Alba de la Muerte (1988), con il quale è stato finalista al Premio Internacional Diana Novedades, Amarilis (1991), magistrale affresco del Siglo de Oro spagnolo, e El cielo a dentelladas (2000), pubblicato in Italia con il titolo Le arance amare di Siviglia (Guanda 2003).
Qualcosa spunta in me,
qualcosa cresce
qui nell’ambito oscuro
del corpo,
come una sorta d’ombra
fitta e dolce
che mi risale dentro
fino al cervello.
È forse un io
ancora ignoto
che dal mio centro viene
verso di me
come una mite bestia silenziosa?
O è invece una farfalla azzurra
che ha fatto il bozzolo
fra le alte impalcature
delle mie ossa
e anela a sbarazzarsi
del suo carcere
volando come vola
il pensiero…?
da Poesie senza patria (Guanda, 2003)
sciolto il viso nell’acido
del vero
indosso una maschera
perchè tu mi veda
radura di sfide e sgranati segnali,
ha piedi la maschera
e sbagli
e nei pressi l’amore
Di una certa eleganza
pur nella scombinata flessuosità
con una nobile apertura
di quasi un metro per un metro.
Non passò inosservata al giovane giardiniere
che non fece niente di meglio se non
annaffiarla bene, togliere l’erba intorno.
Senza dubbio degna di meraviglia,
il fiore vagamente orientale,
baccelli increspati, foglie gualcite,
stelo sicuro.
Finché il vecchio giardiniere
con tutta la presa
che i vecchi hanno sui giovani,
l’afferra, la sbarba,
ne espone la radice fiacca e goffa.
L’età gli ha dato almeno questa certezza.
La getta nel mucchio dei rifiuti
sonoramente e senza altre parole
sentenzia: erbaccia.
*
Bruce Hunter (1952)è un poeta canadese, anche autore di narrativa e saggistica.
*
Mia madre è pregna porta un pizzico di
stazione ferroviaria dentro l’ombelico praticamente da mezz’anno
con un e ancora un e persino ancora
un caspiterina che stragrande valigia
Raccogliendo cosette accanto a nulla alla fine s’è annoiata.
da “Essere o non essere Ion“

Così come non possiamo
sostenere a lungo uno sguardo,
neppure possiamo sostenere a lungo l’allegria,
la spirale dell’amore,
la gratuità del pensiero,
la terra sospesa nel canto.
Non possiamo nemmeno sostenere a lungo
le proporzioni del silenzio
quando qualcosa lo visita.
E ancora meno
quando niente lo visita.
L’uomo non può sostenere a lungo l’uomo,
e neppure quello che non è umano.
E tuttavia può
sopportare il peso inesorabile
di ciò che non esiste.
Settima poesia verticale, 1982
*
Roberto Juarroz (1925 – 1995) è stato un poeta argentino
*
E qui, se mai verrai, l’estate
quietamente si sfanno gli obelischi
e cattedrali come sortilegi
consumano in esilii avventurosi.
Prossimi alle scogliere noi
parleremo del Sud, dell’Europa,
dell’uggia e del campo di tabacco
che avanza in bilico tra noi e il mondo
(1953)
*
Vittore Fiore (1920 – 1999) è stato un giornalista e scrittore italiano, tra i maggiori protagonisti della cultura e della politica meridionalista italiana.
*
*
Alfonso Alcalde (1921 – 1992) è stato un poeta cileno
*
*
Jack Spicer (1925 – 1965) è stato un poeta americano.
Io sogno
cosa che nessuno sa fare
e venne l’ombra
la grande statua al tramonto
in lei camminava il mio nome
silenzioso,
senza tempo da perdere
nessuna avarizia in lei mentre,
gonfia di vento,
accarezzava gigli selvatici
io la spiavo
“sono io”, le dissi
ma non credo se ne sia accorta
chi può dire se
sia mai stata triste

Sempre ti manca quello che hai: vivere.
Qualcosa di più necessario, seguiti a chiedere,
qualcosa che ti convinca, ti vincoli a.
«Perché continuo a scrivere?»
Forse perché puoi finire
lo fai, come uno cammina di sera
prima di cena, o un altro vanga l’aiuola,
o mette a posto il garage, perché tu potresti
– come lui – non varcare più l’ombra
dei lampioni, l’altro smettere di sperare
che germini il seme o più non sapere se le sue cose
sono ancora lì – potresti così tu non essere
più tu che lo chiedi, ti avventuri, tu
che diventi tu che lo scrivi.
*
Gian Mario Villalta (1959) è un poeta e scrittore italiano di origini friulane.
*
Sempre ti manca quello che hai: vivere. di Gian Mario Villalta
Ewa Lipska
Il refuso
Cara signora Schubert, come sa, su di noi circolano
storie mai accadute. Tempo fa mi si è avvicinata
una donna dicendo: “ Sono una Data, sebbene
non ci sia in me alcun luogo e alcun tempo. Attorno
a me non gira alcun avvenimento epocale,
e il calendario di chiffon che a volte mi butto sulle
spalle è un edificio abbandonato. Mi infastidisce la luce rappresa
nel vaso e questa vostra umanità, insopportabile
refuso del cosmo”. Mi sta chiedendo quando ciò non
è avvenuto? Non sono in grado di dirglielo
L’occhio incrinato del tempo.

Angelina aveva sempre
un grembiule a scacchi bianchi e rossi,
annodato sui fianchi
“per non sporcarsi”
diceva.
Una difesa, piana, liscia:
una pianura
Non ho mai capito bene:
sporcarsi da cosa?
cosa temeva lei
che lavava l’intimo sulla tinozza
di pietra:
mani, limone e sole
di certo il grembiule l’aveva anche
quel giorno
di pallore
appeso con lei alla trave
la sua pianura di difesa
il suo mistero

Emily Dickinson
:
“Fossero integri i nostri sensi/ Ma/anche se/ forse/è bene che non siano/del tutto a posto/Così intimi alla pazzia/ così soggetti ad essa/esso/ che/ Avessimo gli occhi/ nella testa-/ e meno male- com’è prudente/che siamo ciechi-/altrimenti non potremmo fissare la Terra-il mondo/così totalmente/impassibili
segni, frasi tracciati a matita contrassegno A 202 in
“Buste di poesia”

tu mi cerchi
tu mi cerchi
io ti accerchio
non interrogarmi sul senso addomesticato
delle cose,
mito di paglia
brucio nel cerchio:
so essere
un filo sottile di fumo
