LA BOMBA
Non ho intenzione di morire, come Lunetta, col crepacuore di non essere inserito in un Meridiano, canto, flexo, creo sommosse, in strada, come un aedo che racconta Odisseo alla corte di Micene, il mio motto è i don’t care, me ne frego, sine esser ego-patico, come esempio il modello Vespasiano, Coltivo urofilia e urofagia nel lettore, golden shower, assecondo l’ipertofia del mio surrene, non mi interessa – come mi hanno detto- il destino del 99% della popolazione mondiale,io sto nell’1%, con l’impegno della Erziehung dell’asino, delinquente, senza crisi occipitale.
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Sentito Magrelli, da sette anni cura un Meridiano su Mallarmè, lo leggeranno in dieci con la distribuzione Mondadori finirà nelle biblioteche universitarie di mezz’Italia, lascia stare la storiografia letteraria, ti ricorderanno in dieci, non capisco i benefici, sei un artista militante o mestierante (2), io, militante, sono studiato in Mongolia, nel dipartimento di italianistica del NUM, non ti conosce nessuno, a me mi studiano, come se fossi un criceto mongolo, Миний хорлон сүйтгэгчид дэлхийг байлдан дагуулна, i lirico/elegiaci non superano Chiasso o Lubjana, saranno travolti da Il Ducato di Milano, De Angelis, bonhomme di indistruttibile rispetto umano, ti bloccano a Ventimiglia.
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Arminio, finto francescano, re della business poetry, con la cannabis light in mano, scrivi minchionate, talmente mediocri, che vai a sfidare l’uomo medio italiano, cerchi di mettere, a pecora, le tue pecorelle, io come lupo, non ho difficoltà di groupies, mi becco, senza sforzo, le donne di Ladolfi, sfruttando il vigore del suo rigor mortis, i restanti – Rienzi- epigoni Rubik (epigoni di epigoni di epigoni), stanno su Nazione Indiana, il lit-blog della letteratura, amico/amico, becchi il redattore amico ed è una festa tutta italiana, sono rimasto all’intransigenza di Marotta, Attolico, Troisio, Pieri e Piselli con questi collaboratori ho sfondato il mondo, da me non riesco ad uscire nemmeno con Anelli.
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Settimo lancio poetico di Ivan Pozzoni