lucia triolo: Brutta strega!

una panchina vuota sbadiglia 
ai quattro venti,
felice che nessun vivente
le sia seduto sopra

solo semi di zucca e bucce
ma la carrozza di Cenerentola è ormai
passata
in un’altra favola

i viventi sono senza zucca
-pensa-
per questo il numero dei viventi
è vuoto
il loro impossibile singulto
è contro l’assenza della fata:
“brutta strega”!

l’assenza (s)colpisce ritratti
io smetto di essere me

lucia trio\lo: una domenica di poesia

Beppe Salvia

A scrivere ho imparato dagli amici,
ma senza di loro. Tu m’hai insegnato
a amare, ma senza di te. La vita
con il suo dolore m’insegna a vivere,
ma quasi senza vita, e a lavorare,
ma sempre senza lavoro. Allora,
allora io ho imparato a piangere,
ma senza lacrime, a sognare, ma
non vedo in sogno che figure inumane.
Non ha più limite la mia pazienza.
Non ho pazienza più per niente, niente
più rimane della nostra fortuna.
Anche a odiare ho dovuto imparare
e dagli amici e da te e dalla intera.

da “Cuore (Cieli celesti)”
ora in “I begli occhi del ladro”