Mese: ottobre 2024
lucia triolo: esco dalla mia voce
chiama ora un distacco
chiede che io esca dalla mia voce
da quel ruolo
di fuori luogo.
Lascio senza me
il suo tono roco
a sentinella di ogni pensiero.
La voce maschera
e dà suono a una maschera
riecheggia randagi squilibri
sulla scarpata del cuore
Sopravvive?
Non ha fine il suo clamore!
Vi giro
ancora per poco dentro
e non è più la mia
Chissà se lo è mai stata
chissà di chi è mai stata
Se mestiere è il parlare
esco da quel mestiere
Si, esco fuori.
Altro sarà il tempo
del respiro
quando avrò strappato nel dolore
il suo agguato:
pulito e nudo allora sarà il mio grido

lucia triolo: una domenica di poesia
Luigi Pirandello (Un falso, e che importa?)
E l’amore guardò il tempo e rise,
perchè sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.

lucia triolo: eccesso di nascita
fu per un eccesso di nascita:
con il dono di una lingua storta
mi porto la bocca a tracolla
tra brandelli di fede
ma i passi ancora
sono quelli
del sogno d’infanzia
con ciò che vi resta
in fatto di parola,
di ventura

lucia triolo: il tempo ci attende
Viviamo un tempo che ci corre innanzi
accendiamo falò lungo il cammino
la notte è gravida di noi
si ode solo il fruscio del cuore
e non abbiamo mai saputo
di quanti cuori altrui abbiamo bisogno
perché il nostro batta.
Il tempo ci attende.
Non fuggo più
dovevo sapere
adesso so:
il corpo disegna un’ orbita eterna

Lucia Triolo: la luna nel pozzo
Oh il bagliore di quegli occhi!
La luna nel pozzo
ci rimase a lungo
come una pallida commozione
come il tramonto di una fronte
come un istante lontano che
nega di esserci mai stato.
Come un sorriso sfogliato in un tempo debitore.
Nessuno la cercava lì
Sorella che fai?
No, no attenta
ti sbagli, ti sbagli
noooo ahhhh!
Desiderò essere di luce e
si lavò il viso nella luna.
La pozzanghera
la inzaccherò tutta.
È nell’indole degli dei mettere a segno
colpi blasfemi.

Lucia Triolo: Una domenica di poesia
T.S. Eliot
“Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock”
(…) E ho conosciuto tutti gli occhi, li ho conosciuti tutti…
gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
e quando sono formulato, schiacciato sotto l’ago,
quando infilzato mi contorco contro il muro,
allora come potrei cominciare
a sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e modi?
E come potrei presumere?
da Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock.

Lucia Triolo: Dislocazione
Con gioia ed emozione ho tra le mani il mio ultimo testo fresco di stampa. Il mio grazie più vivo a Cinzia Marulli che lo ha ospitato tra le sue “Gemme” e alla casa editrice Edizioni Progetto Cultura. Ho il piacere di trasmettere a tutti voi questa notizia che mi rende particolarmente felice

Lucia Triolo: una Domenica di poesia
Cristina Annino
La Casa del folle
Entro piano nella casa del folle;
non apro le persiane, non tolgo la polvere.
Arrivo alla sua camera che ancora dorme
nel mattino troppa aria per occhi
di dolente marrone pallido. Guardo
la nuca rigida e il corpo che non sente
neppure il pigiama.
Mi siedo accanto e gli porto l’asfalto
ripulendolo dal rumore, dall’odore del mese,
dal peso della gente.
Cerco di non affollarlo di niente;
il suo corpo vuoto è una stanza: sogni
vi soffiano dentro bolle di vecchio dolore.
La ragione cos’è? Arrivo qui e mi stendo
al piede del suo letto coma a una pianta
ed entra dentro di me, dal folle, quasi
fune elettrica, una bianca, stanca,
atroce vitalità.
da “Anatomie in fuga”

Lucia Triolo: il tuo nome
Tutto scompare nelle
sillabe
del suo nome
che la tua lingua
in cammino
sparge su ogni frase
Ma lui voleva vivere da eroe,
non eri tu il suo elmo
né la spada
e la sua storia non era affare di parole
era uno squarcio dritto in fondo al cuore
Attraverso il finestrino del mio treno
il tuo nome scorre ancora
poi … non più
