lucia triolo: una domenica di poesia

Edmond Jabes

“Canzone dello straniero “

Sono alla ricerca
di un uomo che non conosco
che non fu mai tanto me stesso
se non da quando lo cerco.
Ha i miei occhi, le mie mani
e tutti quei pensieri simili
ai relitti di questo tempo?
Stagione di mille naufragi,
il mare cessa d’essere il mare,
diventa acqua gelida delle tombe.
Ma, più avanti, più avanti, chissà?
Una bambina canta all’incontrario
e regna la notte sugli alberi,
pastorella in mezzo ai montoni.
Strappate la sete al granello di sale
che nessuna bevanda disseta.
Con le pietre, un mondo si rode
d’essere, come me, di nessun luogo.

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