Nonna Rosina
Ricordo le tue mani nodose
come rami di quercia contorta
dalla furia del tempo che però
aveva rispetto della tua fragilità
altera di donna d’altra epoca,
stretta nei tuoi vestiti austeri
con i capelli canuti raccolti sulla nuca
già a quarant’anni, forse appena.
Ricordo il tuo profumo di talco
e le tue tasche colme di mentine
colorate da donare una a una
come fa chi conosce la guerra
con la fame che non perdona
e di rosari per contare i grani
in litanie affondate tra le labbra
nella dispersione dei suoni come
un lamento da fare piano ,nella
levità dei gesti che ti era padrona.
Avevi l’odore buono delle cose antiche
tu, statuina di porcellana dal nome
d’un fiore che mai vidi scomposta
se non nel sonno dove forse
era il sogno forse d’una rosa recisa
a spaventarti il cuore.
