cultura:il silenzio di Stefano Polo

l silenzio.

Il silenzio entra freddo in questa stanza

come se fosse vuota, priva di vita

senza amore ma neppure odio…

Ti senti vuoto

nessun suono emana il tuo cuore

vie vuote dentro il tuo animo freddo

come il primo gelo d’inverno.

L’indifferenza è dentro te

come se si fosse impadronita del tuo animo

incatenandolo ad una fredda porta…

Ma un giorno il sole dentro di te riappare

l’indifferenza all’improvviso scompare

dentro di te l’animo freddo si scalderà

e l’amore tornera’.

cultura :la mia adolescenza , di Stefano Polo

La mia adolescenza
Fredde stanze nella mia vitafrustate di vita…

Nel mio animosolo grigio e paure insonni…La mia adolescenza scorrevacome un fiume di acque stagnantiil mio cuore era impietrito dai timoriil mio viso sembrava fatto di marmocome bloccato da un fotofinishil mio cuore pulsava come se fosseun treno in partenza senza metala mia adolescenzaera un mare imperviodove il mare era inquietopieno di vento portando viail mio passatodando nuova vita a me stesso…l’uomo che sono adesso.

Comete di Les Murray

Ottima poesia dall’Australia

Avatar di almerighialmerighi

Leslie Allan “Les” Murray (1938 – 2019) è stato un poeta e scrittore australiano.

A Melbourne, in una splendida giornata,
una donna saliva per la strada davanti alla sua
chioma. Legno di tek appena appena oliato,
per cangianti riflessi, le arrivava ai talloni,
l’assecondava come un corteggio a puntasecca,
titolo ad arabile terra srotolato,
bordato da ubertosi solchi di stoffa, un’ala
inguainata che non poteva far volare lei, solo se
stessa, mollemente, e il di lei umore. Larghezza
di vita e personalità, spazzolata in pigra calma,
non se ne vedevano astratti accenni sulla sua bocca,
né il profuso scendere e coprire. Solo il particolare
che nuotava nelle linee fluenti, splendente intorno –
mentre lei procedeva, viso al sole, come un cometa.

*

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Lucia Triolo: l’occhio

Dipinsi
come chi arde dal desiderio
di immagine vivente..
Ti dipinsi parlante,
in un sonetto
di infuocata rugiada.

dipinsi un occhio
e, con una lacrima,
da lì mi guardasti
scavare
l’anima
tra i sassi incoerenti
di quella cosa furente 
e che si chiama mai

disseminava cammini il 
tuo sguardo