
Uomo insensibile, di Donatella Barbieri
Uomo
insensibile,
ascolta
il mio cuore
che
sanguina
dolore.
Perché
dirmi
bugie,
sai davvero
come
farmi
piangere,
mentre mi
guardi con
quegli occhi
blu mare.
@ Barbieri Donatella
18 Giugno 2022

Uomo insensibile, di Donatella Barbieri
Uomo
insensibile,
ascolta
il mio cuore
che
sanguina
dolore.
Perché
dirmi
bugie,
sai davvero
come
farmi
piangere,
mentre mi
guardi con
quegli occhi
blu mare.
@ Barbieri Donatella
18 Giugno 2022

Ti aspettavo da sempre, di Alma Bigonzoni
Ti aspettavo da sempre
Ti ho amato ancor prima che una parola
potesse essere pronunciata, senza
alcuna incertezza, senza sapere chi fossi.
Forse è stato il caso a portarti da
me, ti aspettavo da sempre, eri tu e
nessun altro.
Ho attraversato giorni uguali, giorni
solitari, gli oceani del tempo per trovarti.
Ti ho cercato nei giorni insipidi e tediosi,
tra panchine solitarie, nei giorni di
pioggia, nei giorni vuoti e adesso ti ho
trovato.
Non pensavo potesse accadere,
all’istante mi sono innamorata di te, hai
saputo parlarmi con gli occhi dell’amore.
Aspettavo te per poterti amare, sentire il
profumo della tua pelle col
calore di una mano, il respiro fondersi
con l’anima, un’armonia d’amore.
Ed io mi sento
una Dea
quando sono vicino a te.
_@Ab_

Ho capelli corti e rasati di fresco, Marina Donnarumma
Ho capelli corti e rasati di fresco,
ho trecce di iuta e fili d’oro.
Gli occhi socchiusi a vivere un sogno,
un altalena dal ceppo legnoso
con pampini e tralci
sul far della sera.
Un altalena sospesa su colline di grano,
malinconica su abissi di dolore e paura.
Sussurrano parche sul nostro destino,
amore e vita,
amore e morte
all’ombra della mia quercia insonne
che ha sulla cima il sole che brilla.
Ninna,
ninna il nostro destino,
danza d’argento e di tulle
un funambolo dal cuore di carta,
sulla gota,
per sempre,
una lacrima di cristallo impressa.
Io parlo silenziosa al vento
che piange di pioggia e stelle marine.
Curve di rami e tramonti di foglie
arpeggiano violini di note
che gemmano sui soffi di zefiro.
Ninna,ninna il cuore di fiamma
canta nenie sul nostro destino.
Ho capelli corti e rasati di fresco,
ho nelle mie mani l’incerto destino,
ho in me l’anima mia. Iris G. DM
Su nudi sprazzi di chiarore
ho affisso i miei giorni.
Appaiono gli attimi
in cui dagli occhi sgorgano
rivoli di acume, comprensioni che
tardi giungono a colmare
gli spazi vuoti della vita
che vergini invocano gli sguardi
e i rimpianti pregni d’ira.
Tratta dal mio blog https://ilmiocantopoetico.altervista.org/rimpianti-poesia/

Dietro la porta, Giusy Del Vento
Dietro la porta troverai
le fresche scarpe d’estate
e il tempo, avvolto in un
foglio giallo di sole
Sotto la porta, apri piano
sparse sul pavimento vedrai
lettere affrancate a sorrisi
spartiti di canzoni d’amore
Dietro la porta sul muro
eccole tutte le foto pensate
vicino al vecchio calendario
con le ricette d’autunno
Dietro la porta sul tavolino
il giornale, leggerai tutte le
novità, dove siamo stati
chi abbiamo abbracciato
Dietro la porta quando aprirai
vento e mulinelli di ricordi
un odore di piccole gioie
nella tua ombra i miei occhi
E questo nostro amore
sempre nuovo eppure eterno
che è insieme scrigno e libertà
dietro la porta lo troverai
Giusy Del Vento (inedita)

Date: 13 giugno 2022 Author: roberta calati
Cristalli di sale Riempio i pensieri smarrendoli per un istante come fossero cristalli di sale nel tramestio del vivere Nella continua ricerca del significato delle lettere scavalco dall'altra parte del niente e nell'ovunque dimoro Nella sensazione del momento colgo il sapore e il valore della sua presenza correndo il rischio di pensare che questa sia la felicità Dinanzi gli obliqui raggi del sole attraversati dal vento che ne cerne gli scarti m'illumina di Poesia cambiandomi il nome in Monna Fantasia Roberta Calati

Nell’ora principale, di Patrizia Caffiero
[zenith]
Nell’ora principale
un’ombra verticale è piovuta sulla terra
un sole sul tappeto
mare nostrum
kyrie eleison
possano gli dei proteggere
ciò che è stato costruito in un giorno
Karim
nascondi in una stanza vuota
la tua anima a brandelli
l’amore non vuole gendarmi
il cielo silenzioso non ti giudica
aspettando la morte
delle cose
resti sospeso in eterno
fra le braccia degli alberi.
(Patrizia Caffiero)
Olio su tela di Enrico Pantani
titolo: “Foto finale, prima dell’incontro con la morte e i fantasmi”
Nei giardini assolati placida la mia ombra riposa
sfiorata dal candido profumo di una rosa.
Trascinati da una cascata di pensieri,
rimontano incalzanti i giorni di ieri.
Allora il ricordo mi assale,
mi impregna la bocca di sale,
mi infilza la mente come lingua tagliente,
sventrando sul nascere un’emozione imminente.
Quei giorni di ieri ormai andati,
abbracciano attimi di vita perduti e rinnegati,
risorgono veementi nel mio cuore innocente,
che ondeggia tremante sull’orlo di un vuoto abissale
che come un vortice risucchia la pace.
Tratta dal mio blog https://farfallelibereblog.blogspot.com/

Vuoto di luna, di Giuseppe Pippo Guaragna
Vuoto di luna
E’ d’oro spento l’orizzonte,
e di rosa è malato.
E’ tinto di porpora
e sangue il tramonto,
viene buia la sera,
è vuoto di luna
il cielo stanotte.
Straniero a me stesso
esalo e tesso tenebra,
gravido ragno
dalle molte membra
di veleno m’avvolgo.
Son io che porto
l’oscurità nel mondo.
E nel mondo vago,
spargo dolore e lutti,
spengo speranze
spoglio e nego gli affetti,
cresco d’assenza
e stringo, stringo
in una morsa il cuore,
sfiorisce e muore,
tutto ciò che sfioro muore.
Con vecchie pietre
sbriciolo pensieri osceni,
ne faccio coppe
per mescere veleni,
all’anime dannate
succhio l’essenza,
m’inebrio in riti turpi
e sabba, turpe festino.
Legione è il mio nome.
Chaos il mio destino.
11 giugno 2022

La bella estate, di Stefania Melani
La bella estate
La sera scende nella sua eternità,
sul riso della tua bocca parole cuciono
festoni di glicini bianchi.
È il tempo più bello dell’anno,
quando si colgono le stelle nella notte
e le tue braccia hanno la dolcezza
della riva fresca e bagnata
che si spiana sotto i nostri passi.
Fra noi e le onde che si rispondono
l’estiva brezza passa e ripassa
tirando lenzuola bianche di schiuma.
Mi chiedo se le onde dormano mai,
se la loro ininterrotta danza
sia un lungo incontro
consumato…mentre tu che bevi con me
sorridi fra luci di lampare
finché l’estate, la bella estate, ripeta il suo miracolo.
Stefania Melani @d.r.
BUONGIORNO LUMINOSO E SERENO amici carissimi
Foto di Stefania Melani @ Dalla mia casa in collina

SPIGHE AL VENTO
Chiudo gli occhi
e viaggio in un posto lontano.
Immagino un’isola deserta
e un campo di spighe di grano.
Vedo l’intero universo
da un’invisibile finestra aperta.
S’aprono spiragli di luce
su fotogrammi di fantasia
dove la mia mente
lentamente mi conduce,
mentre il vento
mi prende per mano
delicato m’accarezza i pensieri,
mi rilassa e m’invita a sognare.
In un vortice d’immaginazione
respiro la fresca brezza del mare.
Sento dentro profonda emozione
che mi trascina
nel moto dell’onde
che dolcemente mi culla
e m’eleva verso nuvole
sparse nel blu.
Riapro gli occhi e respiro la vita.
Era solo un bellissimo sogno
tra le spighe dorate di grano
e in un attimo
svanisce anche il mare
che diventa
un puntino lontano.
Teresa Tropiano
Dalla silloge “Falce di Luna”


Grido, di Maria Strazzi
Buon giorno a tutti
Grido
Sguardo
rivolto a Oriente
ove brillo’ una stella
su un ultimo desiderio,
scricciolo di cuore impaurito
appisolato
su sabbia rovente
nenia di antiche grida
nel vento che sferza
e taglia l’anima
come lama
di scimitarra.
@Maria Strazzi

Mi guardi e taci, di Maria Cannatella
Mi guardi e taci
Guardano me i tuoi occhi e io, mi sento osservata impacciata e lusingata.
Mi guardi e taci
rimani senza parole,
senza fiato e quasi senza emozioni.
Nascondi tutto, per non mostrare a me le tue debolezze di quell’amore che, ti arriva fino alle viscere più profonde.
Attendo un tuo gesto,
oppure una sola parola, magari, quell’abbraccio e quel conforto che mai hai saputo donarmi.
A cosa serve amare se si tace !
Ti aspetto seduta e intanto ti penso e spero.
Maria Cannatella @13/6/22
Riservati tutti i diritti.
Opera di Cinzia Innocenti

La finestra aperta, di Federica Sanguigni
La finestra aperta
sulla notte gravida di promesse
– e di preghiere alla luna –
Un cicaleccio sommesso
che parla senza dire nulla
e accompagna
una musica di sottofondo
Il sì e no delle lucciole
che guida i sospiri
– e i respiri –
tra il profumo inebriante del gelsomino
– a stordire i sensi –
Notte d’estate
(Federica Sanguigni)

Le note sono
tappeto di attimi invisibili
dita forse
le dita rincorrono gli uccelli
il tubare di altezze riempie la stanza
si annida indefinito
quante corde…escono dall’aria
come la voce di un narrato
fiume delle luci
morbido, vacillante
(poesia edita in “Di ogni sfumatura”, Libreria Editrice Urso 2017)
Immagine dal web

Vengo rapita dal cielo blù oltremare raggomitolo il giorno ostaggio di un sogno nella distesa notte si libera l'immaginazione Roberta Calati https://alessandria.today

Sola, Donatella Barbieri
Sola,
cammino
nel vento.
Ed ecco
che arriva
la pioggia.
Cade sulla
mia testa,
forte come
un’emozione,
un ricordo.
Voglio
tuffarmi
nel tuo
oceano.
Tuffarmi
nelle tue
braccia e
baciarti
come
un’amante
perduta.
@ Barbieri Donatella
10 Giugno 2022

RADICI. Daniela Patrian
RADICI
Linfa profonda,
Corteccia profumata nel sorriso della vita,
foglie che svolazzano felici,
tra dubbi e incertezze,
il profondo essere
Daniela Patrian
Dipinto:POP ART,Silvia proiettata in essa ,tempere su cartone
BUONGIORNO

UN UOMO SOLO MUORE, Horion Enky
UN UOMO SOLO MUORE
Cos’è rimasto di quell’amore rubato,
perso nonostante i mille ti amo,
tutt’al più resta un uomo solo.
Lacrime versate in solitudine,
s’infrangono sul pavimento di una lugubre stanza,
dove spesso i sogni non trovano la coerenza,
muoiono tra le illusioni, di non essere mai realizzati.
Quante volte ha squillato il telefono
ma inutilmente, non c’era una voce che rispondeva dall’altra parte,
era sempre occupato,
tutt’al più resta solo un povero cuore affranto
che vuol continuar a credere nell’amore.
Dove sono finiti i sogni
le parole sussurrate, le carezze e i baci
proclamando l’eterno amore,
disperso come pioggia nella tempesta,
oppure in una triste poesia d’amore,
scritta quando il poeta si sente impazzire il cuore.
E se tutt’al più così fosse, cosa ne resta di una emozione,
rimane chiusa dentro di un ricordo
mentre lentamente un uomo solo muore.
Horion Enky

Falsità, Maria Strazzi
Buon giorno a tutti
Falsità
Nella
luce fioca
del nuovo giorno
con ancora addosso
brividi sulla pelle
falso giurava
su
un amore
di poco conto.
@MariaStrazzi

VESTITI DI SOLE, Silvia De Angelis
VESTITI DI SOLE
In un fragile strapiombo d’attenzione
amo pronunciare
sillabe poche
estrapolate in memoria.
E in quel fatiscente sogno
che m’aggrada
su palinsesto oltre ogni fardello
godo di pochi eletti e argute voci
mentre svettano
con fermezza
su vestiti di sole…
@Silvia De Angelis

Alda Merini: Il colore azzurro degli alberi
Il colore azzurro degli alberi
nella corteccia rovente,
il colore piano del muschio
protetto da ogni dolore,
il colore chiaro del legno
che alza il suo cuore cantando
nell’inno dei cieli,
quel colore che si leva nel vento
e parla col tuo Signore
l’antico messaggio segreto
della creazione del caos,
la parola nuda del servo
che inneggia al Dio salvatore,
e le piccole pieghe ed i ricci
e ciò che cade
dall’albero antico,
fortifica tutte le zolle
che hai dentro al cuore,
fortifica tutte le cose
le cose d’amore.
#aldamerini #piccolaapefuribonda #poetessadellagioia #donne #poesia #amore #poesiaitaliana #poesieamore #poesiadelnovecento #lirica #versi #odi #poemi #poeti #prosa #sonetti #aforismi #aforismiemagie #milano #torino #italia #europa #mondo #lavocedialdamerini #associazionealdamerini

QUAL FOSSE IL TEMPO – HORION ENKY, Horion Enky
QUAL FOSSE IL TEMPO – HORION ENKY
Un rivolo di speranza fluttua tra i ricordi,
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero,
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all’ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
Horion Enky

QUEL CHE RESTA DEL GIORNO, Horion Enky
QUEL CHE RESTA DEL GIORNO
Quel che resta del giorno,
sfumature sbiadite, ombre confuse,
sogni dimenticati,
ammiccanti promesse perse,
colori assopiti dal buio.
Gli odori dispersi dal vento,
l’eco delle tante parole gridate
che inesorabilmente si spengono
come le insegne delle vetrine,
le porte si chiudono al mondo.
La stanchezza assonata,
qualche nota suonata in un piano bar,
il sapore di un cocktail tra le labbra,
l’ombrello zuppo di pioggia,
l’acre fumo di una sigaretta.
Lampioni che si accendono
illuminando vie che si svuotano
di gente frettolosa.
Prufuman di sogni le lenzuola di un bambino,
tra le mani mentre il sole dorme
a qualcuno resta il ricordo di una fotografia.
Horion Enky

VITA, Horion Enky
VITA
Brillano ancor gli occhi curiosi
su d’un volto dispettoso,
or divenuto crocevia di rughe,
quel che un tempo fu
il tempio dell’amore.
Scarne e ossute son diventate le mani,
ruvide al tatto,
ma san dispensare tenere carezze.
I piedi son stanchi,
hanno camminato e raggiunto ogni angolo di mondo,
per conoscere i crocevia del sapere.
Tutto è cambiato sotto il peso degli anni,
il corpo è maturato e invecchiato,
divenendo un fuscello coperto di neve
che aspetta la primavera per fiorire.
La vita vola come un gabbiano,
ma quando è stanco si posa su una chiglia sfiorando il mare.
Una tempesta di rubini colora l’orizzonte,
stanco ti fermi e scopri che la tua mente conosce l’infinito.
Horion Enky

Solo con tutto il cuore, Alma Bigonzoni
Solo con tutto il cuore
L’amore che provo per te va oltre il tempo
e confini , difficile trovare le giuste
parole per esprimere quello che sente il
mio cuore.
Amo la tristezza e la malinconia che
suscita in me il tuo pensiero,
la felicità che si accende nella mia anima
quando ti sogno, l’amore che mi chiama
con la tua voce e mi guarda con i tuoi
occhi.
Sei la canzone che non so intonare, ma
che non posso fare a meno di ascoltare,
la scintilla capace di generare nella mia
anima calde emozioni, lo scoglio a cui mi
aggrappo per non naufragare.
Sei emozione allo stato puro, passione e
desiderio.
Vorrei essere per te quello che tu sei per
me, ma ti dico:
Se devi amarmi, amami con tutto il cuore
o non amarmi per niente
__@Ab__

UN RAPPORTO D’AMORE MOLTO SINGOLARE, Sergio Garbellini
Una scena particolarmente commovente … (di Sergio Garbellini)
UN RAPPORTO D’AMORE MOLTO SINGOLARE
“Credevo che volessi far l’amore
così come fan tutti, in modo assente,
invece t’ho sentito emozionato,
per me è stato molto divertente !
.
Sei timido? Mi sembri frastornato,
m’hai chiesto proprio tu di fare sesso,
mi son concessa perch’è il mio mestiere,
però ti vedo strano, sei perplesso?
.
Che c’è? Vorresti dirmi qualche cosa?
A me puoi confidare ciò che vuoi,
non vado certo a raccontarlo agli altri,
la cosa resterebbe fra di noi !”
.
Il giovane rispose: “Veramente
è stato il mio primissimo rapporto,
gli amici mi prendevan sempre in giro …,
e questa cosa io non la sopporto !”
.
La prostituta ripensava al figlio
abbandonato dentro all’ospedale,
perché non lo poteva mantenere
in modo educativo e naturale.
.
Quel giovane le aveva risvegliato
la sua rinuncia ad essere una madre,
perché doveva crescerlo da sola,
non sapendo neppur chi fosse il padre !
.
In piedi, sotto al solito lampione,
ad aspettar l’arrivo dei clienti
ed esser disponibile ogni volta
a dei rapporti squallidi e violenti !
.
Per un momento si sentì smarrita,
il suo mestiere la portava spesso
ad essere violentata dai balordi
che usavano il suo corpo per far sesso !
.
Ma quel ragazzo timido, inesperto,
l’aveva posseduta con rispetto
muovendo nel suo orgoglio femminile
il senso premuroso dell’affetto.
.
Il giovane con il denaro in mano
le disse: “E’ il compenso per l’amore !”
Lei restò ferma, muta, concentrata,
voleva tanto stringerlo sul cuore.
.
Fissava la sua faccia ed il suo sguardo,
cercando in quel leggiadro atteggiamento
qualcosa che le ricordasse il bimbo,
gli chiese con un certo turbamento:
.
“Se mi confessi quando tu sei nato,
non ti faccio pagare l’onorario !”
Seguitava a guardarlo dentro gli occhi
e gli sorrise in senso assai bonario.
.
Sorpreso il ragazzotto le rispose:
“Il quattro maggio del duemilasei,
però adesso devo proprio andare,
mi stanno ad aspettar gli amici miei !”
.
Il giovane rimase lì perplesso,
guardò la donna quasi con timore,
imbarazzato per la strana scena
le disse con un timido fervore:
.
“Io la ringrazio per la prestazione,
ma vado a festeggiar la prima volta,
però la vedo molto pensierosa,
mi sembra impaurita ed è sconvolta !”
.
E mentre quel ragazzo se ne andava,
la donna tirò fuori il fazzoletto
e s’asciugò le lacrime di pianto …,
provava un gran rimorso dentro al petto !
.
La luce del lampione rischiarava
la zona in quella notte silenziosa,
le macchine passavano veloci
e lei restava tremula e dubbiosa.
.
Pensava al suo bambino abbandonato
appena nato, senza aver potuto
svezzarlo con l’amore di una madre,
… il cuore si sentiva combattuto !
.
SERGIO GARBELLINI

LA PITTRICE, Daniela Patrian
https://www.facebook.com/groups/855386975014790
LA PITTRICE
Nell’inconscio,
la pittrice,
sottopone ad attenta analisi
ogni aspetto presente.
La luce della vita filtra la coscienza,
crea e smuove.
Un deciso colpo di pennello
che scaturisce dal profondo dell’anima,
può spazzare via le nuvole
con colori vivaci,
cernere le tristi giornate
con colori cupi
e poi far tornare la luce
nelle nostre esistenze.
Passi di ricordi
tra le pareti vuote
e le lacrime di chi vivrà in lei.
Daniela Patrian
Dipinto: copiato dal web,personalizzato Tempere pastelli
BUONGIORNO

Ti amai nel cuore
adorandoti come uno
splendido dio.
Il nostro amore nacque
come una poesia,
come un sogno vellutato
venuto dal mare
___@Ab___

Photo by Thought Catalog on <a href=”https://www.pexels.com/it-it/foto/pagina-del-libro-2228578/” rel=”nofollow”>Pexels.com</a>
Author: caterinaalagna1
Quante volte ci siamo posti questa semplice domanda. Eppure riflettendo, ho realizzato che la risposta non è così scontata come sembra. Di primo acchito verrebbe da ricercare il motivo nella natura stessa dell’uomo. L’uomo, in quanto animale sociale, scrive poesie per condividere con i suoi simili le proprie emozioni, per sfogarsi, per sentirsi parte di una comunità, per sentirsi parte della grande famiglia umana. Per quanto vero, non credo sia questo il motivo principale che spinga l’uomo a comporre poesie, ma che la ragione sia, piuttosto, da ricercare in qualcosa di più profondo, di più ancestrale. Senza dubbio, gioca un ruolo essenziale l’antica ambizione umana di diventare immortali. L’uomo non ha mai accettato veramente la sua natura mortale, per cui scrivere poesie è un modo di lasciare una traccia di sé nel mondo e nel tempo, di prolungare la propria vita e la propria essenza oltre la mera esistenza corporea. Ma questa risposta non basta a spiegare perchè l’uomo scriva in versi. Cosa ha di diverso la poesia che la distingue dalle altre forme letterarie? La poesia è il luogo dell’anima, dell’io interiore che la società non conosce. E’ il luogo in cui l’uomo incontra sé stesso, si spoglia delle maschere che indossa quando interagisce con la società e, volgendo lo sguardo dentro di sé, osserva la sua coscienza e gode di quell’intimità, di quel momento unico in cui può abbracciare la sua sensibilità. L’ essere umano nel mondo esterno, nella vita di tutti i giorni, è troppo impegnato a sopravvivere per garantirsi un sostentamento fisico ed economico, e così facendo dimentica di vivere. Quando il poeta scrive una poesia, semplicemente si ferma, si stacca dal quotidiano e comincia a vivere un momento interiore e profondo in cui diventa consapevole di essere uomo, in cui prende coscienza di quel che sente: sensazioni, passioni, desideri, affetti, brividi, paure, follie, ardori, emozioni assurde e paradossali che sono nutrimento essenziale dell’anima e che contraddistinguono la specie umana. La poesia ci invita a fermarci e a vivere gli istanti, a connettere gli stimoli che provengono dal mondo esterno con le emozioni del mondo interiore per farne un connubio sinestetico che coinvolga tutti i sensi, corporei ed eterei, per unire la materia e lo spirito, o meglio per trasformare la materia in spirito. Il poeta invoglia gli uomini a “sentire” la vita, a familiarizzare con il proprio mondo interiore e, allo stesso tempo, ad aprirsi agli altri. Se da una parte, infatti, la poesia esalta il momento privato dell’incontro dell’uomo con sé stesso, dall’altra lo apre al mondo. La poesia vuole tendere l’uomo all’ascolto, anche grazie alle sonarità armoniose che la caratterizzano. E’ come se ci dicesse: ” Ascolta quel che ha da comunicare il poeta, senti ciò che sente il poeta, senti come sente il poeta”, spronandoci ad essere empatici, a entrare nella mente e nel cuore del poeta che è l’altro da noi. Ci esorta a sentire come sente l’altro per conoscerlo e comprenderlo. La poesia esalta l’individualismo e al tempo stesso respinge l’egoismo, ponendo l’accento sulla natura sociale dell’individuo umano. Il poeta ci dice: “Conosci te stesso e gli altri. Fermati, ascolta e vivi.”
Tratto dal mio blog https://farfallelibereblog.blogspot.com/