Ti aspettavo da sempre, di Alma Bigonzoni

Ti aspettavo da sempre, di Alma Bigonzoni

Poesia e Serenità

Ti aspettavo da sempre

Ti ho amato ancor prima che una parola 

potesse essere pronunciata, senza 

alcuna incertezza, senza sapere chi fossi. 

Forse è stato il caso a portarti da 

me, ti aspettavo da sempre, eri tu e 

nessun altro.

Ho attraversato giorni uguali, giorni 

solitari, gli oceani del tempo per trovarti. 

Ti ho cercato nei giorni insipidi e tediosi, 

tra panchine solitarie, nei giorni di 

pioggia, nei giorni vuoti e adesso ti ho 

trovato.

Non pensavo potesse accadere, 

all’istante mi sono innamorata di te, hai 

saputo parlarmi con gli occhi dell’amore.

Aspettavo te per poterti amare, sentire il 

profumo della tua pelle col

calore di una mano, il respiro fondersi 

con l’anima, un’armonia d’amore.

Ed io mi sento

una Dea

quando sono vicino a te.

_@Ab_

Ho capelli corti e rasati di fresco, Marina Donnarumma

Ho capelli corti e rasati di fresco, Marina Donnarumma

Ho capelli corti e rasati di fresco,

ho trecce di iuta e fili d’oro.

Gli occhi socchiusi a  vivere un sogno,

un altalena dal ceppo legnoso

con pampini e tralci 

sul far della sera.

Un altalena sospesa su colline di grano,

malinconica su abissi di dolore e paura.

Sussurrano parche sul nostro destino,

amore e vita,

amore e morte

all’ombra della mia quercia insonne

che ha sulla cima il sole che brilla.

Ninna,

ninna il nostro destino,

danza d’argento e di tulle

un funambolo dal cuore di carta,

sulla gota,

per sempre,

una lacrima di cristallo impressa.

Io parlo silenziosa al vento 

che piange di pioggia e stelle marine.

Curve di rami e tramonti di foglie

arpeggiano violini di note

che gemmano sui soffi di zefiro.

Ninna,ninna il cuore di fiamma 

canta nenie sul nostro destino.

Ho capelli corti e rasati di fresco,

ho nelle mie mani l’incerto destino,

ho in me l’anima mia.  Iris G. DM

Dietro la porta, di Giusy Del Vento

Dietro la porta, Giusy Del Vento

Dietro la porta troverai

le fresche scarpe d’estate 

e il tempo, avvolto in un

foglio giallo di sole 

Sotto la porta, apri piano

sparse sul pavimento vedrai

lettere affrancate a sorrisi 

spartiti di canzoni d’amore 

Dietro la porta sul muro

eccole tutte le foto pensate 

vicino al vecchio calendario 

con le ricette d’autunno 

Dietro la porta sul tavolino

il giornale, leggerai tutte le

novità, dove siamo stati

chi abbiamo abbracciato

Dietro la porta quando aprirai

vento e mulinelli di ricordi 

un odore di piccole gioie

nella tua ombra i miei occhi

E questo nostro amore

sempre nuovo eppure eterno

che è insieme scrigno e libertà 

dietro la porta lo troverai 

Giusy Del Vento (inedita)

Monna Fantasia, di Roberta Calati

Date: 13 giugno 2022 Author: roberta calati

Cristalli di sale

Riempio i pensieri 
smarrendoli per un istante
come fossero cristalli di sale
nel tramestio del vivere 
Nella continua ricerca 
del significato delle lettere
scavalco dall'altra parte del niente e nell'ovunque dimoro

Nella sensazione del momento
colgo il sapore e il valore
della sua presenza correndo
il rischio di pensare che questa
sia la felicità 

Dinanzi gli obliqui raggi del sole attraversati dal vento che ne cerne gli scarti m'illumina
di Poesia cambiandomi 
il nome in Monna Fantasia

Roberta Calati

Nell’ora principale, di Patrizia Caffiero

Nell’ora principale, di Patrizia Caffiero

[zenith]

Nell’ora principale

un’ombra verticale è piovuta sulla terra

un sole sul tappeto

mare nostrum 

kyrie eleison

possano gli dei proteggere

ciò che è stato costruito in un giorno

Karim

nascondi in una stanza vuota

la tua anima a brandelli

l’amore non vuole gendarmi

il cielo silenzioso non ti giudica

aspettando la morte

delle cose

resti sospeso in eterno 

fra le braccia degli alberi.

(Patrizia Caffiero) 

Olio su tela di Enrico Pantani

titolo: “Foto finale, prima dell’incontro con la morte e i fantasmi”

L’angolo della poesia: Il ricordo di Caterina Alagna

Nei giardini assolati placida la mia ombra riposa

sfiorata dal candido profumo di una rosa.

Trascinati da una cascata di pensieri,  

rimontano incalzanti i giorni di ieri.

Allora il ricordo mi assale,

mi impregna la bocca di sale,

mi infilza la mente come lingua tagliente,

sventrando  sul nascere un’emozione imminente.

Quei giorni di ieri ormai andati, 

abbracciano attimi  di vita perduti  e rinnegati, 

risorgono veementi nel mio cuore innocente,

che ondeggia tremante sull’orlo di un vuoto abissale 

che come un vortice risucchia la pace.

Tratta dal mio blog https://farfallelibereblog.blogspot.com/

Vuoto di luna, di Giuseppe Pippo Guaragna

Vuoto di luna, di Giuseppe Pippo Guaragna

Vuoto di luna 

E’ d’oro spento l’orizzonte,

e di rosa è malato.

E’ tinto di porpora

e sangue il tramonto, 

viene buia la sera, 

è vuoto di luna

il cielo stanotte.

Straniero a me stesso

esalo e tesso tenebra, 

gravido  ragno

dalle molte membra

di veleno m’avvolgo. 

Son io che porto

l’oscurità nel mondo.

E nel mondo vago, 

spargo dolore e lutti,

spengo speranze

spoglio e nego gli affetti,

cresco d’assenza

e stringo, stringo 

in una morsa il cuore,

sfiorisce e muore, 

tutto ciò che sfioro muore.

Con vecchie pietre

sbriciolo pensieri osceni,

ne faccio coppe 

per mescere veleni,

all’anime dannate

succhio l’essenza,

m’inebrio in riti turpi

e sabba, turpe festino.

Legione è il mio nome.

Chaos il mio destino.

11 giugno 2022

La bella estate, di Stefania Melani

La bella estate, di Stefania Melani

La bella estate

La sera scende nella sua eternità,

sul riso della tua bocca parole cuciono

festoni di glicini bianchi.

È il tempo più bello dell’anno,

quando si colgono le stelle nella notte

e le tue braccia hanno la dolcezza

della riva fresca e bagnata

che si spiana sotto i nostri passi.

Fra noi e le onde che si rispondono

l’estiva brezza passa e ripassa

tirando lenzuola bianche di schiuma.

Mi chiedo se le onde dormano mai,

se la loro ininterrotta danza

sia un lungo incontro 

consumato…mentre tu che bevi con me

sorridi fra luci di lampare

finché l’estate, la bella estate, ripeta il suo miracolo.

Stefania Melani @d.r.

BUONGIORNO LUMINOSO E SERENO amici carissimi 

Foto di Stefania Melani @ Dalla mia casa in collina

SPIGHE AL VENTO, di Teresa Tropiano

Teresa Tropiano

SPIGHE AL VENTO

Chiudo gli occhi

e viaggio in un posto lontano.

Immagino un’isola deserta

e un campo di spighe di grano.

Vedo l’intero universo

da un’invisibile finestra aperta.

S’aprono spiragli di luce

su fotogrammi di fantasia

dove la mia mente

lentamente mi conduce,

mentre il vento

mi prende per mano

delicato m’accarezza i pensieri,

mi rilassa e m’invita a sognare.

In un vortice d’immaginazione

respiro la fresca brezza del mare.

Sento dentro profonda emozione

che mi trascina

nel moto dell’onde

che dolcemente mi culla

e m’eleva verso nuvole

sparse nel blu.

Riapro gli occhi e respiro la vita.

Era solo un bellissimo sogno

tra le spighe dorate di grano

e in un attimo

svanisce anche il mare

che diventa

un puntino lontano.

Teresa Tropiano

Dalla silloge “Falce di Luna”

Potrebbe essere un'immagine raffigurante natura e erba

Mi guardi e taci, di Maria Cannatella

Mi guardi e taci, di Maria Cannatella

Cinzia Innocenti

Mi guardi e taci

Guardano me i tuoi occhi e io, mi sento osservata  impacciata e lusingata.

Mi guardi e taci

rimani senza parole,

senza fiato e quasi senza emozioni. 

Nascondi tutto, per non mostrare a me le tue debolezze di quell’amore che, ti arriva fino alle viscere più profonde.

Attendo un tuo gesto,

oppure una sola parola,       magari, quell’abbraccio e quel conforto che mai hai saputo donarmi.

A cosa serve amare se si tace !

Ti aspetto seduta e intanto ti penso e spero.

Maria Cannatella @13/6/22

Riservati tutti i diritti. 

Opera di Cinzia Innocenti

La finestra aperta, di Federica Sanguigni

La finestra aperta, di Federica Sanguigni

La finestra aperta 

sulla notte gravida di promesse 

– e di preghiere alla luna – 

Un cicaleccio sommesso 

che parla senza dire nulla

e accompagna 

una musica di sottofondo

Il sì e no delle lucciole 

che guida i sospiri 

– e i respiri – 

tra il profumo inebriante del gelsomino 

– a stordire i sensi –

Notte d’estate

(Federica Sanguigni)

UN UOMO SOLO MUORE, di Horion Enky

UN UOMO SOLO MUORE, Horion Enky

UN UOMO SOLO MUORE

Cos’è rimasto di quell’amore rubato, 

perso nonostante i mille ti amo,

tutt’al più resta un uomo solo.

Lacrime versate in solitudine,

s’infrangono sul pavimento di una lugubre stanza,

 dove spesso i sogni non trovano la coerenza,

muoiono tra le illusioni, di non essere mai realizzati.

Quante volte ha squillato il telefono

ma inutilmente, non c’era una voce che rispondeva dall’altra parte,

era sempre occupato,

tutt’al più resta solo un povero cuore affranto 

che vuol continuar a credere nell’amore.

Dove sono finiti i sogni 

le parole sussurrate, le carezze e i baci

proclamando l’eterno amore,

disperso come  pioggia nella tempesta,

oppure in una triste poesia d’amore,

scritta quando il poeta si sente impazzire il cuore.

E se tutt’al più così fosse, cosa ne resta di una emozione,

rimane chiusa dentro di un ricordo 

mentre lentamente un uomo solo muore.

Horion Enky

Alda Merini: Il colore azzurro degli alberi

Alda Merini: Il colore azzurro degli alberi

Il colore azzurro degli alberi

nella corteccia rovente,

il colore piano del muschio

protetto da ogni dolore,

il colore chiaro del legno

che alza il suo cuore cantando

nell’inno dei cieli,

quel colore che si leva nel vento

e parla col tuo Signore

l’antico messaggio segreto

della creazione del caos,

la parola nuda del servo

che inneggia al Dio salvatore,

e le piccole pieghe ed i ricci

e ciò che cade

dall’albero antico,

fortifica tutte le zolle

che hai dentro al cuore,

fortifica tutte le cose

le cose d’amore. 

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QUAL FOSSE IL TEMPO – HORION ENKY, Horion Enky

QUAL FOSSE IL TEMPO – HORION ENKY, Horion Enky

QUAL FOSSE IL TEMPO – HORION ENKY

Un rivolo di speranza fluttua tra i ricordi, 

giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,

tenendo la vita connessa al pensiero, 

il più delle volte della materia prigioniero.

Il desio all’ardor appare fanciullesco, 

all’alpe di un’epica antica battaglia.

Non so qual fosse il tempo del cammino,

nascosto nelle silenziose preghiere,

consumate davanti a statue di sale.

Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,

l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima, 

vestendola di un candido lindore.

Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,

i morsi delle fame non parlano,

ma dalle viscere s’impongono,

richiamando a obbedire l’effimero servo

che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.   

Horion Enky

QUEL CHE RESTA DEL GIORNO, Horion Enky

QUEL CHE RESTA DEL GIORNO, Horion Enky

QUEL CHE RESTA DEL GIORNO

Quel che resta del giorno,

sfumature sbiadite, ombre confuse,

sogni dimenticati,

ammiccanti promesse perse,

colori assopiti dal buio.

Gli odori dispersi dal vento,

l’eco delle tante parole gridate 

che inesorabilmente si spengono

come le insegne delle vetrine,

le porte si chiudono al mondo.

La stanchezza assonata,

qualche nota suonata in un piano bar,

il sapore di un cocktail tra le labbra,

l’ombrello zuppo di pioggia,

l’acre fumo di una sigaretta.

Lampioni che si accendono

illuminando vie che si svuotano

di gente frettolosa.

Prufuman di sogni le lenzuola di un bambino,

tra le mani mentre il sole dorme

a qualcuno resta il ricordo di una fotografia. 

Horion Enky

VITA, di Horion Enky

VITA, Horion Enky

VITA

Brillano ancor gli occhi curiosi

su d’un volto dispettoso, 

or divenuto crocevia di rughe, 

quel che un tempo fu

il tempio dell’amore. 

Scarne e ossute son diventate le mani,

ruvide al tatto,

ma san dispensare tenere carezze.

I piedi son stanchi,

hanno camminato e raggiunto ogni angolo di mondo,

per conoscere i crocevia del sapere.

Tutto è cambiato sotto il peso degli anni,

il corpo è maturato e invecchiato,

divenendo un fuscello coperto di neve

che aspetta la primavera per fiorire.

La vita vola come un gabbiano,

ma quando è stanco si posa su una chiglia sfiorando il mare.

Una tempesta di rubini colora l’orizzonte,

stanco ti fermi e scopri che la  tua mente conosce l’infinito.  

Horion Enky

Momenti di poesia: Solo con tutto il cuore, Alma Bigonzoni

Solo con tutto il cuore, Alma Bigonzoni

Poesia e Serenità

Solo con tutto il cuore

L’amore che provo per te va oltre il tempo 

e confini , difficile trovare le giuste 

parole per esprimere quello che sente il 

mio cuore.

Amo la tristezza e la malinconia che 

suscita in me il tuo pensiero,

la felicità che si accende nella mia anima 

quando ti sogno, l’amore che mi chiama 

con la tua voce e mi guarda con i tuoi 

occhi.

Sei la canzone che non so intonare, ma 

che non posso fare a meno di ascoltare, 

la scintilla capace di generare nella mia 

anima calde emozioni, lo scoglio a cui mi 

aggrappo per non naufragare. 

Sei emozione allo stato puro,  passione e 

desiderio.

Vorrei essere per te quello che tu sei per 

me, ma ti dico:

Se devi amarmi, amami con tutto il cuore 

o non amarmi per niente

__@Ab__

UN RAPPORTO D’AMORE MOLTO SINGOLARE, Sergio Garbellini

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UN RAPPORTO D’AMORE MOLTO SINGOLARE, Sergio Garbellini

Una scena particolarmente commovente … (di Sergio Garbellini)

UN RAPPORTO D’AMORE MOLTO SINGOLARE

“Credevo che volessi far l’amore

così come fan tutti, in modo assente,

invece t’ho sentito emozionato,

per me è stato molto divertente !

.

Sei timido? Mi sembri frastornato,

m’hai chiesto proprio tu di fare sesso,

mi son concessa perch’è il mio mestiere,

però ti vedo strano, sei perplesso?

.

Che c’è? Vorresti dirmi qualche cosa?

A me puoi confidare ciò che vuoi,

non vado certo a raccontarlo agli altri,

la cosa resterebbe fra di noi !”

.

Il giovane rispose: “Veramente

è stato il mio primissimo rapporto,

gli amici mi prendevan sempre in giro …,

e questa cosa io non la sopporto !”

.

La prostituta ripensava al figlio

abbandonato dentro all’ospedale,

perché non lo poteva mantenere

in modo educativo e naturale.

.

Quel giovane le aveva risvegliato

la sua rinuncia ad essere una madre,

perché doveva crescerlo da sola,

non sapendo neppur chi fosse il padre !

.

In piedi, sotto al solito lampione,

ad aspettar l’arrivo dei clienti

ed esser disponibile ogni volta

a dei rapporti squallidi e violenti !

.

Per un momento si sentì smarrita,

il suo mestiere la portava spesso

ad essere violentata dai balordi

che usavano il suo corpo per far sesso !

.

Ma quel ragazzo timido, inesperto,

l’aveva posseduta con rispetto

muovendo nel suo orgoglio femminile

il senso premuroso dell’affetto.

.

Il giovane con il denaro in mano

le disse: “E’ il compenso per l’amore !”

Lei restò ferma, muta, concentrata,

voleva tanto stringerlo sul cuore.

.

Fissava la sua faccia ed il suo sguardo,

cercando in quel leggiadro atteggiamento

qualcosa che le ricordasse il bimbo,

gli chiese con un certo turbamento:

.

“Se mi confessi quando tu sei nato,

non ti faccio pagare l’onorario !”

Seguitava a guardarlo dentro gli occhi

e gli sorrise in senso assai bonario.

.

Sorpreso il ragazzotto le rispose:

“Il quattro maggio del duemilasei,

però adesso devo proprio andare,

mi stanno ad aspettar gli amici miei !”

.

Il giovane rimase lì perplesso,

guardò la donna quasi con timore,

imbarazzato per la strana scena

le disse con un timido fervore:

.

“Io la ringrazio per la prestazione,

ma vado a festeggiar la prima volta,

però la vedo molto pensierosa,

mi sembra impaurita ed è sconvolta !”

.

E mentre quel ragazzo se ne andava,

la donna tirò fuori il fazzoletto

e s’asciugò le lacrime di pianto …,

provava un gran rimorso dentro al petto !

.

La luce del lampione rischiarava

la zona in quella notte silenziosa,

le macchine passavano veloci

e lei restava tremula e dubbiosa.

.

Pensava al suo bambino abbandonato

appena nato, senza aver potuto

svezzarlo con l’amore di una madre,

… il cuore si sentiva combattuto !

.

SERGIO GARBELLINI

Momenti di poesia: LA PITTRICE, di Daniela Patrian

LA PITTRICE, Daniela Patrian

https://www.facebook.com/groups/855386975014790

LA PITTRICE

Nell’inconscio,

la pittrice,

sottopone ad attenta analisi

ogni aspetto presente.

La luce della vita filtra la coscienza,

crea e smuove.

Un deciso colpo di pennello

che scaturisce dal profondo dell’anima,

può spazzare via le nuvole

con colori vivaci,

cernere le tristi giornate

con colori cupi

e poi far tornare la luce

nelle nostre esistenze.

Passi di ricordi

tra le pareti vuote

e le lacrime di chi vivrà in lei.

Daniela Patrian 

Dipinto: copiato dal web,personalizzato Tempere pastelli

BUONGIORNO

“Perchè gli uomini scrivono poesie?” Di Caterina Alagna

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Author: caterinaalagna

Quante volte ci siamo posti questa semplice domanda. Eppure riflettendo, ho realizzato che la risposta non è così scontata come sembra. Di primo acchito verrebbe da ricercare il motivo nella natura stessa dell’uomo. L’uomo, in quanto animale sociale, scrive poesie per condividere con i suoi simili le proprie emozioni, per sfogarsi, per sentirsi parte di una comunità, per sentirsi parte della grande famiglia umana. Per quanto vero, non credo sia questo il motivo principale che spinga l’uomo a comporre poesie, ma che la ragione sia, piuttosto, da ricercare in qualcosa di più profondo, di più ancestrale. Senza dubbio, gioca un ruolo essenziale l’antica ambizione umana di diventare immortali. L’uomo non ha mai accettato veramente la sua natura mortale, per cui scrivere poesie è un modo di lasciare una traccia di sé nel mondo e nel tempo, di prolungare la propria vita e la propria essenza oltre la mera esistenza corporea. Ma questa risposta non basta a spiegare perchè l’uomo scriva in versi. Cosa ha di diverso la poesia che la distingue dalle altre forme letterarie? La poesia è il luogo dell’anima, dell’io interiore che la società non conosce. E’ il luogo in cui l’uomo incontra sé stesso, si spoglia delle maschere che indossa quando interagisce con la società e, volgendo lo sguardo dentro di sé, osserva la sua coscienza e gode di quell’intimità, di quel momento unico in cui può abbracciare la sua sensibilità. L’ essere umano nel mondo esterno, nella vita di tutti i giorni, è troppo impegnato a sopravvivere per garantirsi un sostentamento fisico ed economico, e così facendo dimentica di vivere. Quando il poeta scrive una poesia, semplicemente si ferma, si stacca dal quotidiano e comincia a vivere un momento interiore e profondo in cui diventa consapevole di essere uomo, in cui prende coscienza di quel che sente: sensazioni, passioni, desideri, affetti, brividi, paure, follie, ardori, emozioni assurde e paradossali che sono nutrimento essenziale dell’anima e che contraddistinguono la specie umana. La poesia ci invita a fermarci e a vivere gli istanti, a connettere gli stimoli che provengono dal mondo esterno con le emozioni del mondo interiore per farne un connubio sinestetico che coinvolga tutti i sensi, corporei ed eterei, per unire la materia e lo spirito, o meglio per trasformare la materia in spirito. Il poeta invoglia gli uomini a “sentire” la vita, a familiarizzare con il proprio mondo interiore e, allo stesso tempo, ad aprirsi agli altri. Se da una parte, infatti, la poesia esalta il momento privato dell’incontro dell’uomo con sé stesso, dall’altra lo apre al mondo. La poesia vuole tendere l’uomo all’ascolto, anche grazie alle sonarità armoniose che la caratterizzano. E’ come se ci dicesse: ” Ascolta quel che ha da comunicare il poeta, senti ciò che sente il poeta, senti come sente il poeta”, spronandoci  ad essere empatici, a entrare nella mente e nel cuore del poeta che è l’altro da noi. Ci esorta a sentire come sente l’altro per conoscerlo e comprenderlo. La poesia esalta l’individualismo e al tempo stesso respinge l’egoismo, ponendo l’accento sulla natura sociale dell’individuo umano. Il poeta ci dice: “Conosci te stesso e gli altri. Fermati, ascolta e vivi.”

Tratto dal mio blog https://farfallelibereblog.blogspot.com/