IL MATRIMONIO E’ LA TOMBA DELL’AMORE? di Sergio Garbellini

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IL MATRIMONIO E’ LA TOMBA DELL’AMORE? di Sergio Garbellini

Eppure non era segnalato nel nostro patto ! (Sergio Garbellini)

IL MATRIMONIO E’ LA TOMBA DELL’AMORE?

.

Posseggo una casa arredata

con quattro balconi e un giardino,

la macchina nuova è pagata

e in banca ho un bel milioncino !

.

Perciò non mi manca più niente?

E invece mi manca … l’amore,

per questo che son sofferente,

mi manca la gioia del cuore !

.

Ho chiesto a una giovane amica:

“Marisa, mi vuoi sposare?”

M’ha detto, con aria pudìca:

“Non sai che ti puoi rovinare?

.

La firma sul tuo matrimonio,

promuove la sola consorte

che accede al tuo patrimonio

da socia … e fino alla morte !

.

Rinuncia ad avere una moglie,

conosco delle libertine

che appagano tutte le voglie,

ma senza volere altro fine !

.

Sposarsi, poi, con questa crisi,

si viene tacciati “cretini”

e poi vengon pure derisi,

perché non ci sono i quattrini !

.

Accetta il mio caro consiglio:

andiamo a convivere insieme,

così senza alcuno scompiglio

m’avrai, … se l’amore ti preme !

.

Mi dai una fissa parcella

di cento euro pronta cassa

ogni volta che … brami ‘quella’,

fin quando la voglia ti passa !”

.

Fissai Marisa attentamente

ed accettai la sua proposta,

lei mi piaceva ardentemente,

per giunta era … bendisposta !

.

Il nostro splendido rapporto

filava in modo portentoso,

entrambi ottenevam conforto

da quel feeling affettuoso.

.

Ci amavamo con sentimento,

a letto c’era … sintonia,

stavamo insieme ogni momento,

con grande amore e simpatia.

.

Facevamo le gite al mare

in compagnia degli amici

e sulla neve per sciare

ci sentivam lieti e felici.

.

Vivevamo d’un sacro amore,

a pranzo e a cena col sorriso,

la gioia albergava nel cuore,

la vita era … un paradiso !

.

… Insieme passammo trent’anni

amandoci e rispettosi,

ma senza provare gli affanni,

noi non eravamo gelosi.

.

… Un giorno mi sono ammalato …

e proprio sul letto di morte

ho chiesto con tono pacato:

“Vuoi diventar la mia consorte?”

.

Lei compiaciuta chinò il viso,

rispose: “Sì”, scoppiando in pianto,

le feci un gradito sorriso,

la baciai, la strinsi accanto,

.

… chiamai il prete e con la mano

presi gli anelli dal taschino …,

… il matrimonio? Ma che strano …!

… E’ sempre scritto nel destino !

.

SERGIO GARBELLINI

Cielo d’inverno, di Benny Cantone

Cielo d’inverno, di Benny Cantone

Cielo d’inverno

Giorni di mezzo Agosto,

Venti di preludio,

Trascinarsi dietro nuvole bianche alte.

E dietro la cupa pioggia.

È di rumor saetta…il cielo in due tagliare.

Ora gli amori di primavera,

Colorati di farfalle a nuova

Vita,

Arrancano di sbiadite ali

A morte certa…l’autunno.

Amor che furono d’estate ,più non sono.le brezze estive 

Dei pomeriggi arsi, lasciare

Il posto ai Maestrali  venti,

E il trascinarsi dietro amori forti, di catene astratte.

Amori al vento persi,

Nel grigio cielo inverno, senza futuro alcuno….senza ali in nuove primavere battere

          Benny. Cantone

Quella rosa, di Simona Vinci

Quella rosa, di Simona Vinci

Quella rosa,

fragile nei suoi petali.

Delicata. 

Velluto la sua pelle,

cosparsa di piccole emozioni.

Spine che feriscono 

e lasciano ferire.

Quando la prendi

 per un tuo vanto

e poi la lasci appassire.

Donna 

Sei tu,

nei tuoi enigmatici contorni.

Sei piena di tutti i tuoi misteri,

empatica nel tuo mondo magico

fatto di sfide 

e di amore.

Ami alla follia e perdi la ragione.

Perché non c’è cura,

questo sentimento

è fuori misura.

Simona Vinci

Foto dal web

Quando tu non ci sei, di Alda Merini

Quando tu non ci sei, di Alda Merini

Quando tu non ci sei

e l’aria non risuona dei tuoi richiami segreti

allora l’ombra si stende come un manto

la sera diventa feroce

e gli uccelli mi cadono ai piedi stecchiti

come percossi da una peste improvvisa

perché la mancanza di amore

è la mia pestilenza. 

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L’ora spalancata sulla vita, di Stefania Pellegrini

Stefania Pellegrini

L’ora spalancata sulla vita

Una distesa di cielo

che pare essersi appena tuffato

nell’inchiostro azzurro,

il rincorrere sulla strada

linee di luce e d’ombra

di un tizio in sella

alla sua bicicletta rossa.

Il chioccolare

di un merlo sulla gronda,

un vecchio e il suo cane

a cercarsi,

e l’odore d’erba di un prato

appena accorciato,

confonde l’ora spalancata sulla vita,

e pare la felicità

questo momento tutto per me,

morsi di pane fresco

che appagano il palato di buon umore

e saziano

scendendo amabili a ritemprare l’animo.

Stefania Pellegrini ©

Anno 2022 – Inedita – Ogni diritto riservato

I bagnanti ad Asnières (1883-1884) Georges Seurat

SUL FIUME MORIBONDO, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

SUL FIUME MORIBONDO, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

SUL FIUME MORIBONDO

Guardo questa terra

allo stremo

i bambini 

incapaci di comprendere

le menzogne di chi dice 

di volergli bene

e disperatamente

continuo a non capire.

A volte

è sacrificio l’amore,

spesso è semplicemente

sapere rinunciare

come fecero i padri nostri 

e ancor di più

le genti dignitose

d’un tempo andato

e che noi

uomini di oggi

non sappiamo fare.

Cammino sul ciglio

di questo fiume

moribondo

che non può più

donare vita

tra questi alberi striminziti

ascoltando

il pianto silenzioso

delle foglie

e penso a chi verrà

e troverà del mondo

la razziata

misera carcassa.

Dario Menicucci

E’ nella certezza di ritrovarti, di Rosalba Di Giacomo

E’ nella certezza di ritrovarti, di Rosalba Di Giacomo

E’ nella certezza di ritrovarti,

 la bellezza

 del mio mattino.

 Senti?

 Già l’aurora parla di noi e

 di noi racconta

 questo zefiro leggero che

 spira fra le rose in fiore

 del giardino e le accarezza

 fugace e passeggero.

 E il sole,

 che ad Est si leva

 con i suoi aromi d’oriente

 ci guarda e ammicca

 rubicondo e sorridente.

 Cosa mai 

 dirà l’onda che si veste

 di trine di spuma

 si solleva e si affonda

 fra spruzzi dorati e

 raggi fatati?

 Racconta,

 l’onda,

 di amori lontani

 persi e dimenticati ma

 parla anche 

 di sospiri e

 di sogni 

 all’alba ritrovati.

Rosalba Di Giacomo

Luglio 2016

HO UN GATTO, di Horion Enky

HO UN GATTO, di Horion Enky

HO UN GATTO

Ho un gatto che guarda la luna,

sta lì fermo, dal vento a farsi accarezzare,

l’annusa è aria fresca…

mi guarda se sono contento…

è felice… è un’anima della notte…

l’osservo, con un po’ d’invidia…

è qui con me, ma nel contempo sa essere altrove…

giocare e non pensare…

invece io sono solo un essere umano

che silenziosamente lo sta a guardare…

Horion Enky

Passione.. di Rita Frasca Odorizzi

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Passione.. di Rita Frasca Odorizzi

Passione..

Ti ho atteso  sotto l’albero,

il salice, 

per un ultimo abbraccio,

un bacio, un addio.. 

Ma solo il silenzio

il vuoto, 

 hanno accerchiato

questo nudo cuore. 

E l’immensita’ senza di te

me l’ha trafitto..

dardo d’amore impotente,

che una voragine

ingoiava nell’abisso.

Tutto l’amore,

l’infinita passione,

il tormento che lacera, 

e i pezzi di questo cuore

che non posso raccogliere, 

racconteranno

di quest’alba senza te, 

di un intero spazio

da colmare 

ma tu non ci sarai, 

amore mio perduto, 

quando ancora suonavano

nel vento, I nidi vuoti.. 

Ritafrascaodorizzi..

La poetessa e scrittrice Imma Paradiso è una nuova autrice di Alessandria online e Alessandria today. Biografia e due poesie

La poetessa e scrittrice Imma Paradiso è una nuova autrice di Alessandria today e Alessandria online. Biografia e due poesie

di Pier Carlo Lava

Sono particolarmente lieto di comunicare ai nostri lettori che la poetessa e scrittrice Imma Paradiso è una nuova componente della redazione dei due blog. In attesa di leggere i suoi post le do il mio benvenuto anche a nome di tutta la redazione e le auguro buon lavoro.

Imma Paradiso

Brevi note biografiche

Mi chiamo Imma Paradiso, ho 52 anni e vivo ad Acerra in provincia di Napoli. Sono sposata ed ho un meraviglioso figlio di 22 anni. 

Ho un diploma di maestra elementare e da anni faccio doposcuola ai bimbi che adoro forse perché io stessa mi rispecchio in loro, eterna Alice in questo Mondo delle Meraviglie che è quello della poesia. 

Da ragazzina prediligevo la prosa, mi cimentavo nei racconti e alcuni mi sono stati pubblicati in una rivista nazionale. 

Ora ho trovato la vera dimensione nei versi ed è una continua scoperta.

Poesie

CANTO DI GIOIA

Elevo il mio canto di gioia

per questa vita,

così folle, sorprendente,

che coinvolge e travolge.

Dura come macigno,

lieve come un volo di farlalle.

Elevo il mio canto di gioia

per questa vita,

che si riflette nel rosso di

un autunno carezzevole

come la mano di un amante.

Nella soavità di

una nevicata d’inverno che

copre come candido manto.

Elevo il mio canto di gioia,

ringraziando la dolce primavera

che si prodiga a piene mani

nel sorriso di fanciulla…

E per la fulgente estate,

pregna di sapori e di roventi desideri.

Elevo il mio canto di gioia

per questa vita,

che sempre ricomincia e ne

resto incantata, mio malgrado.

Imma Paradiso

IL BACIO

Fu un attimo

il tempo si fermò.

Anche il vento

non osò profanare l’intensa sacralità

di quel momento in cui

le tue labbra si posarono con

dolce impellenza a cercare le mie.

Oh e fu…

una danza, continua, incessante,

connubio perfetto, un toccarsi l’anima

nell’apoteosi di un intimo appartenersi.

Imma Paradiso

Tintura, di Tania Di Malta

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Tintura, di Tania Di Malta

Tintura 

Nero è l’obolo dell’obbedienza 

al tempo piceo delle vacche magre

E tu servo/padrone bevi

dolce il nome Melena rispetto al tanfo

un sinistro fiocco di neve inquinata

sciolto fra imbarazzanti cianfrusaglie

 sbeccate e pagate come nuove.

Il risentimento è una fame bulimica,

 una pizza surgelata vomitata in fretta, 

 la compravendita dozzinale, volgare 

di parole che smentiscono chi siamo 

e ci lascia solo i-odio senza tintura

 sui solchi aperti di una farsa, 

che offende l’ultimo barlume di coscienza.

#TaniaDiMalta

#RealismoTerminale

STRETTA VITALE, di Vincenzo Pollinzi

STRETTA VITALE, di Vincenzo Pollinzi

STRETTA VITALE

Quando scivoliamo per vie senza ragione 

un niente ci può trascinare nei gorghi 

della tempesta e si allontana ogni realtà.

Anneghiamo ogni volta 

in dialoghi senza parole, 

sguardi furtivi che non si parlano 

più di tanto,solo il necessario. 

E tanta è la paura di non farcela, 

lo so, lo sai, lo sappiamo e

la teniamo nascosta. 

Ma noi sappiamo anche che a volte

basta guardarsi negli occhi, 

un sorriso complice, 

un tornare bambini, quando

la vita vera era lontana. 

Col corpo e col pensiero ci fondiamo 

con le mani che si cercano e si ritrovano. 

Forse a metà strada, sospese, 

ma si ritrovano nella stretta vitale

che dura e vale tutta una vita.

VINCENZO POLLINZI – 3 Luglio 2022

Il resto della mia vita, di Iris G. DM

Il resto della mia vita, di Iris G. DM

Il resto della mia vita, 

l’ ho vissuta all’indietro,

la vedo, ora che mi guardo le spalle,

vedo che piove e profuma di primavera,

di fieno bagnato,

e la strada che scivola via come un nastro d’argento!

Sento la lezione delle onde

che parla al vento,

non sono solo parole,

sono semi e nuvole con le forme.

Sono angeli di plastilina,

nel mio cuore fermo di bambina.

Le mille e una notte,

e un fermacarte a forma di fiore. Iris G. DM

Suggestioni Veneziane.. di Giuliano Saba

Suggestioni Veneziane.. di Giuliano Saba

Suggestioni Veneziane..

L’autunno andava salvato

da uno spettro invernale..

chiesi ad un artista Parigino 

di dipingere

 spicchi di luna blu notte

Da appendere

 ai sette colori dell’Iris, 

 in un chiar di luna 

Di una città vuota…

Dove le strade erano

Dei labirinti 

Diroccati della mente.

Non trovai colori nuovi

Per dipingere i miei giorni .

E Venezia.

La sentivo troppo lontana.

Per partecipare

Alla corsa verso la serenità.

Giuliano Saba Sculture

Ho quel vestito che ha tanti bottoni, di Iris G. DM

Ho quel vestito che ha tanti bottoni, di Iris G. DM

Ho quel vestito che ha tanti bottoni,

88 bottoni,

52 bianchi e 36 neri.

Ottantotto volte che le tue dita,

mi sfiorano la schiena,

Ottantotto brividi

e io che ancora lo tengo su.

Ti vedo, dallo specchio,

dietro di me, 

e ogni volta un bacio, 

ottantotto volte fino alla fine.

Una tastiera di emozioni, 

nel crepuscolo prima della sera,

prima delle stelle, 

ora giù il mio vestito, semplice mucchio di seta

e note che io sento, 

io sento! Iris G. DM

LUPO SOLITARIO, di Gregorio Asero

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LUPO SOLITARIO, di Gregorio Asero

LUPO SOLITARIO

Cammino sopra la cresta della mia vita 

voglio raggiungere prima della mia sera 

la spiaggia della felicità.

Io lo so dove gettare l’ancora 

e solitario il mio passo condurrò 

alla fine dei giorni. 

Son sempre stato un viandante asociale 

e adesso che mi trovo davanti 

alla mia ultima meta 

ecco apparire il lupo 

che dal tempio mi chiama 

con gesti gentili.

Mi guarda dall’alto 

con occhi cangianti 

e scruta in fondo al mio dolore. 

Che vuoi adesso che sono dinnanzi 

alla fine del mio viaggio? 

Si lo so tu vuoi che ti chieda perdono 

e il soffice pelo della tua zampa

 mi accarezza furtivo.  

Lo so l’amore è il danno maggiore 

per chi vuole vivere come un lupo solitario 

per questo rido della mia follia 

mentre getto l’ancora nella rada promessa.

.

da “ARCADIA” 

di Gregorio Asero 

copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

IL FERMAGLIO DI MADREPERLA, di Mirella Ester Pennone Masi

IL FERMAGLIO DI MADREPERLA, di Mirella Ester Pennone Masi

IL FERMAGLIO DI MADREPERLA

Un raggio di luna

mi colpì ieri sera,

accese un lampo d’emozioni

rifugiate in un profumo di campagna

e aromi di bosco

Tra le vecchie cianfrusaglie

è sgusciato qualcosa di te,

un fermaglio di madreperla

per raccogliere i tuoi rossi capelli 

Nel mio antico pensiero

ti ricordo in altri tempi

maestra di grande intelletto

Senza luna,

io bambina gioiosa

al buio, salivo le scale…

per venire da te

Ancora cammino nei sogni

mentre tu nonna mi sussurri

parole gentili nel buio

mi benedivi

con il bacio tuo, leggero

Adesso ascolto la tua voce

senza un lamento;

sola io, nel mio silenzio

di fiabe vissute

Mirella Ester Pennone Masi  5/07/2019

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CANTO DI GIOIA, di Imma Paradiso

CANTO DI GIOIA, di Imma Paradiso

CANTO DI GIOIA

Elevo il mio canto di gioia

per questa vita,

così folle, sorprendente,

che coinvolge e travolge.

Dura come macigno,

lieve come un volo di farlalle.

Elevo il mio canto di gioia

per questa vita,

che si riflette nel rosso di

un autunno carezzevole

come la mano di un amante.

Nella soavità di

una nevicata d’inverno che

copre come candido manto.

Elevo il mio canto di gioia,

ringraziando la dolce primavera

che si prodiga a piene mani

nel sorriso di fanciulla…

E per la fulgente estate,

pregna di sapori e di roventi desideri.

Elevo il mio canto di gioia

per questa vita,

che sempre ricomincia e ne

resto incantata, mio malgrado.

Imma Paradiso

Buona giornata e coraggio 

IMMAGINI, di Giacomo Quaglia

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   IMMAGINI

    Ciottoli di strada.

    Ora umidi di pioggia,ora arsi  dal sole

    ma sempre luccicanti,consunti da umane fatiche,

    vibrano sotto le ruote incerte del carro,greve di peso,

    che li percorre.

    Non un gemito,non un lamento che si innalzi pietoso.

    Anche tu umile bove  che dividi la vita tra stalla e giogo

    avanzi lento e ansimante.Solo il tuo sguardo,

    solo i tuoi occhi grandi,dolci,tradiscono un bisogno

    di pietà,mentre si riflettono nei miei.

    Figure di case,testimoni di un paese antico,ricco di storia,

    con una torre di guardia,dipinta su tela di nuvole,per la 

    gloria dei potenti.Più bassa la campanaria,a scandire

    tempi e momenti di vita degli umili.Case a specchio

    l’un l’altra,lungo la strada con respiri di luce e di spazi.

    Qua e la una piccola piazza,dei vicoli,tanti cortili.

    Ogni porta,ogni finestra,tutte storie,tutte vite,tanti sogni

    e passioni.Si,vissute.D’incanto finite nell’oblio vorace

    del tempo,che tutto avvolge e nasconde nell’eternità.

            Giacomo  quaglia

Amante mio.. di Rita Frasca Odorizzi

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Amante mio.. di Rita Frasca Odorizzi

Amante mio..

Mi sento

come il vento tra gli alberi,

per ascoltare un suono:

Il canto della mia terra,

fresca di germogli e radici,

come il mio cuore antico,

che percorre sentieri amati,

alati, ormati, arati,

del mio amore per te

amante crudo, corrucciato,

scoglio,

dove si infrangono

tutte le onde del mio mare,

dove ogni volta affogo

di rimpianti e ripercorro 

con le mie mani

i tuoi capelli,

e nella tua chioma argentea,

tutte le ritrose,

che invano ho tentato

con ingenuità,

di raddrizzare, 

sfiorandole 

del mio amore,

per renderti felice di me,

agnello sacro 

al tuo innamorarsi,

con negli occhi le radici

del divino tremore degli astri.

Ritafrascaodorizzi

CALLIOPE, di Imma Paradiso

CALLIOPE, di Imma Paradiso

CALLIOPE 

Bollenti giorni

che si rincorrono tra 

estenuanti mattini

e pomeriggi sonnolenti.

Vaga il pensiero

in cerca di appigli

per nuova linfa

e anela ad acque

più fresche in cui

annegare.

O Musa che

ispirasti poeti

ed artisti forse

anche tu rifuggi

la morsa rovente

del caldo estivo.

E in punta di penna

mi saluti per

rifugiarti sulle

pendici dell’Olimpo.

All’inferno dei mortali

prediligi la confortevole 

dimora  cara agli dei.

Imma Paradiso 

Grazie dell’invito