Come nella favola, tingerò i capelli del colore del tempo e indosserò il vestito che un ragno ha intessuto.
Prenderò la borsa del mendicante sotto casa. È sdrucita, bucata e vuota adatta proprio alla mia rabbia boia: ogni tanto parlano insieme.
Indosserò una calza strappata a chi, con l’arma in mano, nasconde il proprio viso agli occhi di chi ha ucciso.
Quella della befana non mi sta affatto bene, c’è carbone o ricchezza, ma ben poca franchezza.
Restano le scarpe, salvezza di chi fugge dallo schifo. Devono aver le ali della bricconeria, che ogni giorno, dalle sei del mattino, è sempre a casa mia.
Cari signori, é pronta adesso dell’ io l’ acconciatura per il fatidico Nobel della fregatura.