IO SONO UN VAGABONDO, di Gregorio Asero

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IO SONO UN VAGABONDO, di Gregorio Asero

IO SONO UN VAGABONDO

Dopo aver molto vagato 

faccio ritorno alla mia anima

E solo quando sarò sull’uscio 

io vedrò chi mi attendeva

fin dal giorno della partenza

Solo allora l’acuto dolore del mio pianto 

chiederà perdono alla vita

Sarà un lungo pianto 

e molte voci formeranno la sua melodia

Sono le voci dei miei rimpianti

e ci sarà la lupa affamata 

e ci sarà l’ombra silente 

e ci sarà un vecchio sordo

e ci sarà il triste volto di mia madre 

che mendica un poco d’amore

Ma il più brutto degli astanti sarà la mia coscienza 

che mi chiederà conto del tempo perduto

Solo allora l’acuto dolore del mio pianto 

chiederà perdono alla vita

.

da “COME LE FOGLIE AL VENTO”

Gregorio Asero 

copyright legge 22 aprile 1941 n 633

LA SOLITUDINE, di Gregorio Asero

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LA SOLITUDINE, di Gregorio Asero

LA SOLITUDINE

Accanto a me era accovacciata la solitudine.

Intorno c’era il chiarore della mezza luna 

e respiravo l’odore dell’eternità. 

Come terza incomoda 

cercava di rubarmi all’amata. 

Portava le chiavi arrugginite della porta del dolore 

che solo lei sapeva come aprire. 

E chi mai avrebbe potuto dare aria alla mia anima?

Accanto a me era accovacciata la solitudine.

E quando i battenti della porta 

si aprirono su cardini arrugginiti 

il malvagio gracidare dei pensieri 

fece spazio al mio dolore.

Accanto a me era accovacciata la solitudine.

.

da “Nemesi ” 

di Gregorio Asero 

copyright legge 22 aprile 1941 n. 633