“Athena la resa dei conti”, di Salvatore Scalisi

– Esatto! Sei il maggiore azionista di due fabbriche di armi, una con sede nel Regno Unito e lโ€™altra negli Stati Uniti. Fin qui nulla di strano, dirai. E ci puรฒ anche stare. Ma bisogna vedere chi sono i tuoi acquirenti; una volta svelato lโ€™arcano, il puzzle si ricompone in tutta la sua magnificenza. Sai, ho fatto un calcolo veloce, e sono giunta alla conclusione che dalla tua vendita di armi sono morti migliaia di persone, tra soldati di varie fazioni e, soprattutto, civili innocenti. In pratica, la gente moriva e il tuo capitale economico aumentava. Beโ€™, non mi sembra un bel modo di fare soldi. โ€“

– Faccio quello che chiunque farebbe al mio posto, compreso te, se solo ne avessi avuto la possibilitร . Il mondo รจ fatto cosรฌ, รจ da ipocriti non ammetterlo. โ€“

– Quindi, quello che fai lo consideri un normale lavoro, come produrre pasta, ortaggi, o salumi. Te ne lavi le mani, come per dire: non รจ colpa mia se si ammazzano tra di loro; se lo desiderano, che lo facciano pure. โ€“

– Sรฌ, in un certo senso รจ cosรฌ. Perรฒ, รจ anche vero che se non si facessero la guerra, sarei costretto ad inventarmi qualcosโ€™altro, come produrre pasta โ€ฆ – dice il magnate.

– Scommetto che la notte riesci a dormire โ€“ replica Athena.

– Ci puoi giurare. โ€“

– Ci credo. Sai qual รจ il punto? รˆ la vostra stramaledetta arroganza che mi fa imbestialire! Per voi, le guerre, la miseria e la sofferenza rientrano nella normalitร  delle cose; tutto ha un fine: mantenere lโ€™equilibrio. Il vostro equilibrio. A qualunque costo. Il tuo comportamento รจ equivalente a quello di un criminale di guerra. Hai una mente deviata, sei da rinchiudere in un ospedale psichiatrico. Ma io avrei per te un metodo piรน spicciolo: la soppressione. โ€“

– Che avverrร  non appena non ti sarรฒ piรน utile โ€“ dice lโ€™uomo.

– Inevitabile epilogo โ€“ risponde Athena. โ€“ Non aspettarti nessuna commiserazione, non da me. Puoi redimerti, se lo desideri, ma solo dinanzi a Dio. Sulla terra, devi espiare le tue pene. Ora, se non ti dispiace, avrei una certa premura. โ€“

– Vai! โ€“ dice il magnate al tassista.