Leonard Cohen tra musica e poesia

Poiché posseggo ogni cosa
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Hai paura che io ti lasci. 
Non ti lascerò. 
Soltanto gli stranieri partono. 
Poiché posseggo ogni cosa, 
non ho nessun posto dove andare.
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*
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Mi domando
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Mi domando quante persone in questa città 
vivono in stanze ammobiliate.
A tarda notte, quando osservo le case, 
dietro a ogni finestra posso quasi vedere una faccia 
che sta a guardarmi, 
e quando giro le spalle 
mi domando quanti di loro tornano alla scrivania 
per scrivere queste stesse mie parole.
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*
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Non devi amarmi
.
Non devi amarmi
solo perché
sei tutte le donne
che ho mai voluto.
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Sono nato per seguirti
ogni notte
mentre sono ancora
in tanti uomini che ti amano.
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Ti incontro ad un tavolo,
prendo tra le mani il tuo pugno
in un solenne tassì,
mi sveglio solo
con la mia mano nella tua assenza
all’Hotel Discipline.
.
Ho scritto tutte queste canzoni per te,
ho consumato candele rosse e nere
a forma di uomo e di donna.
Ho sposato il fumo
di due piramidi di legno di sandalo.
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Così come non possiamo sostenere a lungo uno sguardo di Roberto Juarroz

Così come non possiamo
sostenere a lungo uno sguardo,
neppure possiamo sostenere a lungo l’allegria,
la spirale dell’amore,
la gratuità del pensiero,
la terra sospesa nel canto.

Non possiamo nemmeno sostenere a lungo
le proporzioni del silenzio
quando qualcosa lo visita.
E ancora meno
quando niente lo visita.

L’uomo non può sostenere a lungo l’uomo,
e neppure quello che non è umano.

E tuttavia può
sopportare il peso inesorabile
di ciò che non esiste.

Settima poesia verticale, 1982

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Roberto Juarroz (1925 – 1995) è stato un poeta argentino

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Salento di Vittore Fiore

E qui, se mai verrai, l’estate
quietamente si sfanno gli obelischi
e cattedrali come sortilegi
consumano in esilii avventurosi.
Prossimi alle scogliere noi
parleremo del Sud, dell’Europa,
dell’uggia e del campo di tabacco
che avanza in bilico tra noi e il mondo

(1953)

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Vittore Fiore (1920 – 1999) è stato un giornalista e scrittore italiano, tra i maggiori protagonisti della cultura e della politica meridionalista italiana.

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Quelli di Alfonso Alcalde

che pregavano sul bordo delle brande
accanto alle sbarre che sembravano bare
che sono bare e in generale tutti
coloro che praticavano l’indivisibilità
dell’essere, la gestazione come maledizione,
fertilità dovuta a negligenza,
coloro che si sono moltiplicati
alla deriva dalle loro grandi sconfitte
e vuoti rimasero e vuoti vissero:
coloro che incatenarono, legarono, aggiunsero
hanno comprato o venduto una donna sola
crocifiggendola sulla schiena ogni notte
solitaria

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Alfonso Alcalde (1921 – 1992) è stato un poeta cileno

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Quelli di Alfonso Alcalde

Improvvisazione su un verso di poesia di Jack Spicer

L’indefinizione fa parte della vera musica.
La cui grande armonia
non si abbassa a definire se stessa.
Il gabbiano solo sul molo che continua a starnazzare
senza pesci, senza altri gabbiani,
senza mare.
Completamente privo di significato
come un corno francese.
Non è nemmeno un’orchestra.
Armonia sola su un molo.
La cui grande armonia
non si abbassa a definire se stessa.
Nessun pesce,
nessun altro gabbiano, nessun mare:
la vera musica.

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Jack Spicer (1925 – 1965) è stato un poeta americano.

Improvvisazione su un verso di poesia di Jack Spicer

Sempre ti manca quello che hai: vivere. di Gian Mario Villalta

Sempre ti manca quello che hai: vivere.
Qualcosa di più necessario, seguiti a chiedere,
qualcosa che ti convinca, ti vincoli a.
«Perché continuo a scrivere?»
Forse perché puoi finire
lo fai, come uno cammina di sera
prima di cena, o un altro vanga l’aiuola,
o mette a posto il garage, perché tu potresti
– come lui – non varcare più l’ombra
dei lampioni, l’altro smettere di sperare
che germini il seme o più non sapere se le sue cose
sono ancora lì – potresti così tu non essere
più tu che lo chiedi, ti avventuri, tu
che diventi tu che lo scrivi.

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Gian Mario Villalta (1959) è un poeta e scrittore italiano di origini friulane.

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Sempre ti manca quello che hai: vivere. di Gian Mario Villalta